• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
lunedì 12 Ottobre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Economia

Ripensare (sul serio) l’intervento pubblico nell’economia italiana

Dal ritorno dell'Iri all'utilizzo dei 32 miliardi di beni sottratti alle mafie

di Mario Bozzi Sentieri
11 Maggio 2020
in Economia
1
Iri

Alla vigilia della Fase2 e della più o meno piena  ripresa delle attività economiche, il quesito  ricorrente è: tornerà lo Stato imprenditore ? Non è un quesito da poco, vista l’eccezionalità della crisi economica e del già grave stato della nostra realtà produttiva. Farne una battaglia ideologica (di qui i paladini del libero mercato dall’altra parte i neobolscevichi statalisti) sarebbe però un errore. Il vero tema è come ed in che misura raddrizzare le vacillanti sorti della nostra economia, individuando strumenti efficaci d’intervento.

Partiamo da un dato di fatto. Il nostro sistema economico, così come quello della maggioranza degli altri Stati europei, non stava proprio, ancora prima dell’emergenza sanitaria,  in buona salute. Dal 2008 qualcosa si era inceppato  nelle sorti e progressive del neocapitalismo globalizzato, a cui molti avevano creduto, dopo la rottura, nel 1989, del vecchio ordine mondiale.

Tramontata quella d’impronta comunista,  l’utopia liberista sembrava vincente su tutta la linea. Così come preconizzato da  Francis Fukuyama (La fine della storia e l’ultimo uomo) il turbo liberismo pareva  votato a rappresentare l’estremo e più perfetto stadio dell’evoluzione economica mondiale.  L’utopia era destinata a realizzarsi nel progresso tecnologico ed industriale, con il capitalismo all’apice dello sviluppo, in un perfetto connubio tra democrazia liberale e democrazia economica, tra libertà ed opportunità individuali. 

In realtà l’accelerazione del quadro storico, lungi dall’assumere i tratti della “linearità” – così come teorizzato dopo l’89 – verso il progresso tecnologico-industriale ed il suo corollario politico, rappresentato dal   liberalismo assoluto,  ha aperto, nel primo ventennio del  Terzo Millennio, scenari critici dagli sviluppi tutt’altro che scontati. Il laissez faire laissez passer  si è scontrato con la spregiudicatezza degli Stati emergenti (Cina in testa) e la loro capacità invasiva. D’altro canto – ed è storia degli ultimi mesi – il mitico Mercato, di fronte a certe emergenze, ha dimostrato di non avere  né prodotti, né soluzioni da offrire, lasciando allo  Stato interventista di  provvedere: ordinando quarantene, chiudendo le frontiere, limitando le attività economiche, privando i cittadini di alcune libertà costituzionali, intervenendo nei rimpatri, attivando le Forze Armate per gestire le emergenze, fornendo mascherine.

Per le stesse considerazioni, nella fase della “ricostruzione” post pandemia, lo Stato  non può esimersi dal farsi carico direttamente (cioè ben oltre gli “incentivi” e le “norme salvagente”)  della crisi economica e sociale. Deve farlo – questo è il tema  – sulla base di una corretta valutazione del proprio ruolo e ritrovando un’ormai dimenticata vocazione d’indirizzo, riemersa sull’onda dell’emergenza,   in grado di programmare le grandi scelte strategiche nazionali in campo economico e sociale, attraverso un’attenta politica previsionale, unita alla partecipazione, sulla base delle competenze,  delle categorie produttive. Non serve insomma   una qualsiasi “bad company”, attraverso la quale  ammortizzare le perdite e gestire le “dismissioni”. Ci vuole qualcosa di più. 

Iri Bis?

La prima necessità è ripensare un progetto aggiornato d’intervento pubblico, un  vero e proprio Istituto nazionale (un IRI bis ?) capace di costruire una nuova stagione di crescita, ricapitalizzando le imprese e favorendo investimenti in innovazione. Lavorando – in definitiva – ad un   futuro, che – ci dicono gli istituti di ricerca – deve puntare sulla logistica, sui trasporti, sui porti, 5G, robotica, energia, sanità, cultura, turismo, costruzioni, sistema creditizio. Non dunque un ruolo di mero “salvagente” per le aziende in crisi. 

Il ruolo di Cassa depositi e prestiti

Sul fronte delle risorse a disposizione c’è la più volte citata Cassa depositi e prestiti. Un’idea  innovativa è venuta recentemente  dall’ Osservatorio permanente sulla sicurezza dell’EURISPES, diretto da Gian Maria Fara, che  ha proposto di dare  vita ad una holding che metta  a frutto i 32 miliardi sottratti alle mafie: una sorta di IRI 2 articolata per settori di competenza affidati a manager di comprovata esperienza (come, ad esempio: immobiliare, produzione agroalimentare, agricoltura, distribuzione, servizi e ambiente). 

E poi c’è il grande tema dell’individuazione della  classe dirigente e degli assetti istituzionali. Occorre tornare a “selezionare” le elites e nello stesso tempo salvaguardare la partecipazione-rappresentanza degli interessi generali. La capacità di partecipare deve essere  determinata dalla preparazione culturale e tecnico-professionale acquisita dall’esercizio delle specifiche competenze, messe a disposizione del bene collettivo, nel contempo occorre però puntare ad  un coinvolgimento sistematico e istituzionalizzato delle categorie produttive, che parta dalle aziende e dai territori.  

Anche qui è necessario  voltare pagina, imparando a declinare il nuovo lessico dell’emergenza e a mobilitare   le risorse sociali e professionali, già presenti. Competenze, dunque, partecipazione, decisione, programmazione di sistema e – se necessario – intervento pubblico: ecco gli ulteriori elementi che l’emergenza sanitaria  ha portato al centro del dibattito e del doveroso intervento riformatore. E che ora diventano essenziali per fronteggiare la crisi economica con interventi “strutturali”. Su questo occorre confrontarsi e decidere, senza preconcetti ideologici. Pena una crisi sistemica dalle prospettive devastanti. 

@barbadilloit

 

Mario Bozzi Sentieri

Mario Bozzi Sentieri

Mario Bozzi Sentieri su Barbadillo.it

Tags: Barbadilloeconomiaintervento pubblicoiriitaliamario bozzi sentieri

Related Posts

IlPunto (di L.Caracciolo). Se la stagione di Trump riesuma lo spettro del comunismo

“America First”? Ecco la promessa di Trump in parte delusa: pagare la casa coi risparmi del proprio lavoro

10 Ottobre 2026
Cara felicità: l’abisso tra i redditi percepiti e quelli ambiti. “E’ la nuova lotta di classe”, scrive Michael Lind

Cara felicità: l’abisso tra i redditi percepiti e quelli ambiti. “E’ la nuova lotta di classe”, scrive Michael Lind

3 Ottobre 2026

Il fanatismo woke colpisce pure le sneakers Converse boicottate per uno spot frainteso

La manifattura guarda al futuro e il governo italiano fa la sua parte

Nicola Romeo, un imprenditore delle automobili venuto dal Sud

La Techint fondata da Agostino Rocca: “Testimonianze quasi eroiche” sull’Italia del lavoro

Economia agricola. La scommessa della Calabria sul grano autoctono “Secrìa”

Storia in Rete. L’Oro della Patria? È sempre in libera uscita (e di incerto rientro)

Miliardari in fuga da Londra verso Milano (che registra prezzi alle stelle)

Comments 1

  1. Werner says:
    6 anni ago

    L’idea di una IRI bis non è un male in sé, il problema è il modo italiano di amministrare la cosa pubblica, che spesso e volentieri si rivela scadente. Detto ciò è evidente che il liberismo ha fallito ed è un modello economico da archiviare.

I più recenti

Deutsche Zeit. Amburgo, Berlino, Colonia, Stoccarda tra progetti, preventivi e lavori. Che non finiscono

Deutsche Zeit. Amburgo, Berlino, Colonia, Stoccarda tra progetti, preventivi e lavori. Che non finiscono

12 Ottobre 2026
Lettere Meridiane. Appunti sparsi su Identità e Sovranità…

Lettere meridiane. A Napoli il Forum Mediterraneo sull’indipendenza e autodeterminazione dei popoli

12 Ottobre 2026
Davanti al ritorno del terrorismo islamista, rileggere il Cardinal Biffi

Davanti al ritorno del terrorismo islamista, rileggere il Cardinal Biffi

12 Ottobre 2026
Medvedev e il possibile conflitto stellare: “Satelliti Starlink cadranno come giocattoli dall’albero di Natale appassito”

Medvedev e il possibile conflitto stellare: “Satelliti Starlink cadranno come giocattoli dall’albero di Natale appassito”

12 Ottobre 2026
La forza della poesia. Le quartine di Omar Khayyam tra misticismo ed edonismo

La forza della poesia. Le quartine di Omar Khayyam tra misticismo ed edonismo

11 Ottobre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Deutsche Zeit. Amburgo, Berlino, Colonia, Stoccarda tra progetti, preventivi e lavori. Che non finiscono

Deutsche Zeit. Amburgo, Berlino, Colonia, Stoccarda tra progetti, preventivi e lavori. Che non finiscono

12 Ottobre 2026
Lettere Meridiane. Appunti sparsi su Identità e Sovranità…

Lettere meridiane. A Napoli il Forum Mediterraneo sull’indipendenza e autodeterminazione dei popoli

12 Ottobre 2026
Davanti al ritorno del terrorismo islamista, rileggere il Cardinal Biffi

Davanti al ritorno del terrorismo islamista, rileggere il Cardinal Biffi

12 Ottobre 2026

Ultimi commenti

  • Sandro su L’algoritmo e l’anima: perché nell’era dell’intelligenza artificiale servono i classici
  • enrico su Leone XIV parla a Parigi. Prima di battezzare gli ideali del 1789, rileggiamo Burke, de Maistre e Tocqueville
  • Guidobono su Il senso di riscoprire il genio di Giovannino Guareschi
  • Primula Nera su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Tullio Zolia su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Tullio Zolia su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria
  • GIUSEPPE MONACO su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.