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Serie A. Juve, Inter e Lazio in un punto: il campionato diventa un triello

Pubblicato il 10 Febbraio 2020 da Careca
Categorie : Pallone mon amour

Ciro Immobile, attaccante della Lazio e della Nazionale

Tre squadre in due punti. Una buona e in serie positiva come mai nella sua storia ultrasecolare; l’altra cattiva e clamorosamente grintosa, contagiata dalla fame atavica del suo allenatore; l’ultima in crisi, genetica prima ancora che sportiva.

La Lazio buona non aveva mai centrato diciotto risultati utili consecutivi. Abituata a vivacchiare a ridosso delle grandi, il metodo Lotito ora passa all’incasso: zero top player, s’investa sui buoni calciatori. Immobile non è Cristiano Ronaldo, eppure segna più di lui. L’immagine è quella di un gruppo unito attorno a un allenatore emergente che si chiama Simone Inzaghi e che, se Marcelo Bielsa non avesse avuto l’ennesimo colpo di testa della sua carriera, si sarebbe andato a bruciare a Salerno. Il racconto è quello di una favola dopo anni di pane duro, speranze frustrate e cattive compagnie. Non succede, ma dovesse succedere gli ultimi scampoli del mito Cragnotti verrebbero, definitivamente, rottamati.

L’Inter di Antonio Conte è più cattiva e cazzuta del suo tecnico. Perdi due a zero alla fine del primo tempo del derby, non una partita qualsiasi. Torni in campo e la ribalti fino a vincerla 4-2. Se non è un segnale al campionato questo, non si capisce cos’altro possa esserlo. Qualcuno è tornato a cantare “Pazza Inter”, la prima vittoria del tecnico salentino – uno che o si ama o si odia – è questa. Cattiveria, anzi cazzimma: i nerazzurri volano. Certo, questo Milan non è che il pallido fantasma dei fasti che furono ma provateci voi a vincerla così la gara più importante dell’anno.

La Juve di Sarri è più brutta della confusione. L’ex capintesta napoletano era stato preso perché invogliasse i suoi a dipingere trofei in arazzi di bellezza. È finita in una squadra sbilanciata, svogliata, svampita. Dice che sia colpa di Maurizio, il brutto plebeo che si scaccola in sala stampa alla faccia dello stile Juve. La verità è che la Juventus non era mai stata così provinciale quanto lo è oggi, manco ai tempi terribili della serie B di Deschamps. La santificazione di CR7 è intollerabile. Cristiano Ronaldo è forte, fortissimo ma prima di lui hanno indossato il bianconero Michel Platini, Alex Del Piero, Gianluca Vialli, Zinedine Zidane, Pippo Inzaghi, Dino Zoff, Claudio Gentile e Gaetano Scirea. E ancora: Omar Sivori, Roberto Baggio, Pavel Nedved, David Trezeguet. Non s’ha notizia che nessuno di loro, prima di partire per una trasferta delicata di campionato, abbia accompagnato la fidanzata a cocondurre Sanremo in eurovisione.

Di Careca

8 Responses to Serie A. Juve, Inter e Lazio in un punto: il campionato diventa un triello

  1. Sarri è orrendo ed impresentabile, un personaggio di un trash di Tarantino, barba lunga, cicca in bocca, dita nel naso, magliaccia sottoproletaria, bestemmia a fior di labbra. Quel che è peggio, è capitato (ma chi l’ha voluto?) nell’ultima squadra che fa per lui. Noi juventini ci vergognamo del gioco o meglio non-gioco di questa Juve, della sua voragine contabile, dei suoi Old&Broken, delle facce incacchiate di quelli che scendono svogliati sul terreno di gioco e sul caporale del genio guastatori Sarri: uno che al massimo potrebbe gestire una bocciofila di un circolo comunista del Mugello…

  2. ..e, soprattutto la faccia patibolare, da reduce di un bagno penale…

  3. Felice i problemi della Juve non vengono da Sarri, ma da un mercato fatto con i piedi da Paratici(che senza Marotta non vale niente) e da una serie di giocatori recalcitranti a seguire i dettami tattici dell’allenatore e supponenti nello stare in campo, poi mettici che per far giocare C.Ronaldo come piace lui devi sacrificare tutti gli altri ed ecco che avrai l’equazione dei problemi nel gioco della Juve, Sarri potrà anche non piacerti come personaggio ma come allenatore non ha colpe se non quella di essere costretto dalle dinamiche della squadra a far giocare gente non adatta al suo gioco, poi che pretendete dopo 9 anni ancora di vincere facile? La società ha debiti su debiti, non può permettersi nemmeno di fare un mercato a gennaio per comprare un paio di terzini decenti, certo ora è facile scaricare la colpa su Sarri, ma con questa squadra fare meglio di come sta facendo è praticamente un utopia, rendetevi conto che se non rifondate come è normale che sia a fine di un ciclo vincente non andrete da nessuna parte.

  4. Stefano. Un buon allenatore si adatta ai giocatori che ha, non il contrario! Che poi Marotta andasse convenientemente sostituito e CR7 mai ingaggiato (tra altre cosucce) sono d’accordo, ma la frittata è ormai fatta e bisogna vedere se a fine anno (come penso non si vincerà nulla), Elkann vende o svende la baracca… Non è che si debba vincere sempre, ovvio, ma esibire uno straccio di gioco corale sì, saper difendere sì, evitare acquisti costosi dall’incerto avvenire altrettanto (Kulusevski)…

  5. Se fra Juventus, Inter e Lazio, a vincere lo scudetto fosse quest’ultima, non mi dispiacerebbe. É giusto che di tanto in tanto lo scudetto vada nella Capitale, se poi si tratta di sponda biancoceleste o giallorossa, non iimporta. Non sono romano, ma amo troppo Roma, la città più bella del mondo, una di quelle cose di cui l’Italia può vantarsi davanti a tutto il mondo, averla come capitale di Stato, un vero privilegio. Francamente un campionato italiano vinto solo ed esclusivamente dalla Juventus di Torino o dalle due milanesi, lo trovo più monotono di un film porno. Tra l’altro la Juventus ha in bacheca ben 34 scudetti, difficili da raggiungere per chiunque, quindi meglio se pensa più ai bilanci e a fare un campionato solo di vertice per qualche stagione. Sarri non é un profilo adatto da allenare la Juventus per ciò che rappresenta. Però chi lo sa se quest’anno vince la Champions League.

  6. Werner. Gli scudetti vinti sono 37 e non 34. Noi a giocare in questo merdaio immondo del calcio italiota esibiamo una attitudine al sacrificio ed alla sofferenza non comune. Sarei stato contento se nel 2006 avessimo chiesto (e ci avessero accettati) di giocare nel Campionato di Francia, per sempre.

  7. @Guidobono
    In più occasioni ho avuto modo di scrivere qui su questo sito che Calciopoli fu un vergognoso abuso subito dalla Juventus. Ci poteva stare la revoca degli scudetti vinti, ma non la retrocessione d’ufficio. Al limite penalizzazione di 20 punti nella Serie A 2006-07. Anche se nutro molti dubbi che con la squadra forte che aveva nel 2005-06, composta peraltro da elementi azzurri che poi vinsero il Mondiale del 2006, doveva ricorrere alla corruzione degli arbitri per vincere le partite.

  8. Werner. Non ci fu corruzione e sia la Giustizia Ordinaria, sia quella Sportiva, determinarono che nessun risultato, nessuno, risultò alterato in seguito alle designazioni ‘suggerite’ da Moggi. Reato sportivo, certo, ma pari a quello di Milan, Inter ecc. che anch’esse mantenevano ‘contatti proibiti’ con i designatori. Solo che fu l’occasione per un gran bidet alla cattiva coscienza del calcio italiano. L’acqua la bevemmo noi. Fu anche l’occasione per estromettere dalla Società Giraudo (non solo Moggi) da parte di Montezemolo e di un settore della Famiglia (quella antiumbertina, per capirci). Una solenne porcheria.

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