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Calciomercato. Caio Rangel al Cagliari per mantenere la zemaniana giovinezza.

Pubblicato il 1 settembre 2014 da Nicola Carosielli
Categorie : Pallone mon amour

Una cosa è sicura con Zdenek Zeman al comando di una squadra. Non sono i famosissimiZeman-620x380 gradoni e nemmeno il numero di gol garantiti a partita. Se dici Zeman, dici giovani. La sua avventura al Cagliari non poteva che confermare questa sua propensione. Nella conferenza di presentazione al club rossoblu aveva già affermato che stare con i ragazzi lo fa ringiovanire. Gli dà forza e voglia di andare avanti.                                                                  L’ultimo colpo di mercato da ascrivere all’allenatore si chiama Caio Rangel e viene dal Brasile. Diciotto anni e 172 centimetri. Come all’inizio di molte storie brasiliane, il campo in cui effettua i primi passaggi è nel povero quartiere dove vive, il Complexo do Alemao, a Rio De Janeiro. Ma il primo contatto con una società calcistica avviene tramite il futsal, il calcetto per intenderci. Successivamente il passaggio al calcio a 11. Con la maglia dell’Olaria durante il torneo Rio Bonito affronta in semifinale il Flamengo. Stregato dalle sue galoppate palla al piede e dai dribling con cui ha steso i difensori avversari, un osservatore del club rubronegro gli offre un posto nelle giovanili. Inizia così il percorso di questo minifenomeno, acclamato in Sudamerica come uno dei migliori talenti verdeoro della sua età, ma che non ha mai disputato una gara nella massima serie brasiliana. Di tornei ne ha vinti, ma tutti a livello giovanile. Dalla Lion City Cup di Singapore nel 2011, alla Copa Amizade Brasil-Japão , al Sud-Americano Sub-15 con la casacca della Selezione.

https://www.youtube.com/watch?v=ot5BRNkvn18

Piccola parentesi. In quest’ultimo torneo, sugli spalti nel rigoroso silenzio che lo contraddistingue, uno Zeman attento scruta questi piccoli campioni che provano a mettersi in mostra, sperando nel colpaccio. Tra loro ce n’è uno che sembra promettente. Lo chiamano “Ratchu”. Chissà quante sigarette avrà fumato il boemo mentre filmava nella sua mente tutte le possibili combinazioni di gioco in cui impiegare l’ala destra. Come si presterebbe bene nel suo 4-3-3…  

Oggi quel momento è arrivato, e il mister da regista dovrà trasformarsi in scultore, o meglio in orafo. Si perché a casa, Caio Rangel è considerato un gioiellino, tanto da ricevere già sponsorizzazioni importanti come quella offertagli dall’Adidas.                                                    Però da noi è diverso. Quando i talenti non sono nostrani, le ali dell’entusiasmo si fanno più pesanti e abbandonano il terreno con meno facilità. Per ora arriva in Italia un diamante, ma ancora grezzo. Se un giorno diventerà una Stella del Sud o un Moussaieff Rosso non possiamo saperlo. Alle mani di Zeman spetterà impreziosirlo a furia di corsa, circuiti e gradoni. Si sa, in fondo quelli sono immancabili.

@barbadilloit

Di Nicola Carosielli

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