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La lettera. Per difendere l’economia via (per 3 mesi) Iva e Irpef. Poi una vera web-tax

Pubblicato il 22 Marzo 2020 da Tommaso Bisi Griffini
Categorie : Parola ai lettori

Tassare i colossi web

Il piccolo Conte (vedi film il piccolo principe) propone 25 miliardi di sostegno per le aziende e le famiglie: è una cifra irrisoria. Il P.I.L italiano è i circa 1800 miliardi annui che vuol dire 5 miliardi al giorno. Serve una cifra molto maggiore e distribuita in modo efficace.

Proposte:

Per almeno tre mesi:

aliquota IVA uguale a 0% su tutte le compravendite effettuate in Italia.
annullare l’ IRPEF per tutti i cittadini e le aziende italiane.
Annullamento delle accise e dell’IVA sulle bollette del gas, della corrente e sui tutti i carburanti.
Annullamento del’ IMU.

Operazione da fare subito con validità illimitata:

Introduzione dei dazi di civiltà sui prodotti importati dall’estero.
Libero uso del denaro contante e abolizione degli obblighi per i negozi di emettere scontrini elettronici.
Abolire fatture elettroniche.
Possibilità di aprire nuove ditte sia commerciali che artigianali e industriali senza intralci e domande cretine: basta che che una persona abbia disponibilità immobili e di attrezzature secondo lui adeguate può fare quello che vuole. Anche senza iscrizione alla camera di commercio e partita IVA.

Ridurre molto le tasse e eliminare gli adempimenti burocratici inutili.

Come può lo stato reperire i capitali necessari alla rinascita della Patria:

Dazi di civiltà sui prodotti importati.
Far pagare le tasse a Google, Amazon, Ryanair ecc. con aliquote uguali a quelle delle aziende italiane ( ovviamente imporre almeno 5 anni di arretrati).
Sequestrare tutti i beni riferibili allo stato criminale cinese per ripagare i danni che ci hanno prodotto con il loro virus.
Abolire il mantenimento dei clandestini (5miliardi all’anno).
Mettere a pane e acqua i detenuti, cosi imparano a stare al mondo.
Se lo stato non ci rompe le palle ci sarà un forte aumento del PIL.

Bisognerà impedire che le aziende italiane di tutte le dimensioni non vengano assorbite da multinazionali estere ( per esempio: i tassisti che smettono non devono passare sotto il controllo di UBER).

*agricoltore italiano

@barbadilloit

Di Tommaso Bisi Griffini

5 Responses to La lettera. Per difendere l’economia via (per 3 mesi) Iva e Irpef. Poi una vera web-tax

  1. Sarebbe un pezzo umoristico?

  2. Adesso non esageriamo con i paradossi. Scemenze ne circolano già tante…

  3. Non fa neppure non dico ridere (e ne avremmo bisogno), ma neppur sorridere. Pura sostanza fecale…

  4. Non capisco cosa ci sia di ridicolo in ciò che c’é scritto qui. Io avrei messo abolizione dell’IRAP, a mio modesto avviso l’imposta sulle imprese più scandalosa che esista. Non so quanto possa essere saggio introdurre una Web Tax, che si ripercuoterebbe più sull’utente finale che sulle imprese del settore, ma come scritto giustamente nell’articolo i cosiddetti “GAFA” (Google, Amazon, Facebook, Apple) devono pagare le imposte al nostro fisco al pari di tutte le altre società di capitali, ma soprattutto, devono rispettare le norme in materia di privacy e divieti vari imposte dalle nostre leggi. E su questo mi riferisco soprattutto a Facebook, il cui accesso ai minori andrebbe vietato.

  5. Uscite di casa che vi fa male! Sfidate coronavirus e sanzioni, sempre meglio che perdere il senno, perchè poi non è detto che ci sia un Astolfo che sull’ippogrifo va a recuperarvelo sulla Luna!

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