Nel 2017 Tre manifesti a Ebbing di Martin McDonagh, già regista di In Bruges, riceve l’Osella d’oro per la sceneggiatura alla Mostra di Venezia (seguiranno nel 2018 due Oscar a due interpreti). Ora McDonagh concorre alla Mostra con Wild Horse Nine, coproduzione anglo-americana che imprime toni da commedia su un reale dramma incombente.
Tra fine agosto e inizio settembre 1973, quando cioè l’inverno australe è agli sgoccioli, due agenti (Sam Rockwell il giovane, John Malkovich il vecchio) della Cia sono inviati sull’Isola di Pasqua. In viaggio conoscono due ventenni cilene, fautrici del governo di Salvador Allende, che all’istante colgono il mestiere dei due: il vecchio ammette, il giovane nega…
ll film si basa, oltre che sul contrasto politico, sulla colleganza tra il veterano del servizio, un sicario, e un quarantenne, che non ha ben capito che mestiere fa. In questo Rockwell è bravissimo, così c’è chi reclama per Wild Horse Nine per il Leone d’oro. Avviso a navigati: chi vedrà il film in Italia, dove uscirà il 5 novembre, cerchi la versione originale sottotitolata.
Per chi ama tutt’altro genere, Werner Herzog – regista di Monaco, che questo 5 settembre compie 84 anni – alla Mostra propone Bucking Fastard (gioco di parole per Fucking Bastard), favola nera grottesca , amara; due sorelle simbiotiche (Rooney e Kate Mara), innamorate del vicino di casa piacione, inanellano comportamenti disturbanti, al limite della follia.
Il film di Herzog è migliore nella prima parte che nella seconda. Orlando Bloom ha un ruolo diverso da quelli abituali. Quanto alle sorelle Mara, siamo noi a proporle per la Coppa Volpi, ex aequo, come migliori interpreti femminili.