
La Sicilia di Renato Guttuso (Bagheria, 1911 – Roma, 1987) brucia anche lontano dall’isola. A Roma, fino al 28 febbraio 2027, la mostra “Anima mediterranea” raccoglie al Museo Storico della Fanteria circa 60 opere, dagli anni ’30 agli ’80. Curata da Vittorio Sgarbi con Marina Giordano, la mostra attraversa ritratti, paesaggi, nature morte, lavoro e universo femminile. Un itinerario nel quale la biografia diventa temperatura del dipingere.
Attrito
Il suo realismo aggredisce la superficie delle cose. I contorni stringono le figure, le prospettive si contraggono, il colore acquista una densità quasi carnale. La lezione cubista incrina l’ordine della rappresentazione; l’urgenza espressionista impedisce alla riconoscibilità di adagiarsi nell’illustrazione. Anche un oggetto domestico occupa lo spazio con un’ostinazione fisica: sembra reclamare il diritto di esistere.
Eresia

Ridurre Guttuso alla tessera del Pci ne impoverisce le contraddizioni. Sua, oltre alla partecipazione giovanile ai Littoriali tra anni ’30 e ’40, è la sovraccoperta della prima edizione italiana dei Proscritti di Ernst von Salomon (Einaudi, 1943). Essa riprende il tema del suo quadro “Fucilazione in campagna” (1937), che a sua volta si ispira alla “La fucilazione” di Francisco Goya (1814).
Impegno civile
L’impegno civile incontra una voracità dello sguardo, che eccede ogni disciplina ideologica. Nei corpi, nella fatica, nell’abbondanza della materia, il desiderio disturba la pedagogia. Qui si misura la sua forza, insieme al rischio dell’enfasi. Quando il messaggio pretende di spiegare tutto, la pittura si irrigidisce. Quando invece lascia parlare la propria inquietudine, continua a ferire.
Informazioni su orari di apertura della mostra, costo dei biglietti e altro sul seguente link https://www.imuseidiroma.it/





