
La ribellione di Trainspotting resta fascinosa ma di colpo appare invecchiata. Il film cult di Danny Boyle, di nuovo nelle sale con la versione restaurata in 4k, offre ancora una narrazione coinvolgente, e una chiara trama nella quale emerge la vocazione antiborghese di Irvine Welsh, autore del romanzo da cui è tratta la pellicola. Ma dall’altro lato sembra quasi confermare che l’individualismo, già presente nella fuga dalla realtà con il ricorso alle droghe, abbia ulteriormente anestetizzato le nuove generazioni. Con un volo pindarico di cui i lettori ci perdoneranno, è proprio la dimensione egocentrica della presenza pubblica che ha trasformato le legittime manifestazioni di piazza con slogan e cortei in miserabili saccheggi a Milano, con giovani i cui unici ideali sono “giubbotti e scarpe” di marca. Sullo sfondo ha ancora una qualche energia il messaggio contro le droghe, che adesso hanno il “volto di sirene” con Fentanil e crack. Forse poco altro.
Allora resta il monopolio iniziale. Mark Renton ha scelto di farsi le pere, i giovani d’oggi di drogarsi di social. Voi che ne dite?
Il monologo di Mark Renton in Trainspotting
Scegliete la vita.
Scegliete un lavoro.
Scegliete una carriera.
Scegliete una famiglia.
Scegliete un cazzo di televisore gigante.
Scegliete lavatrici, automobili, lettori cd e apriscatole elettrici.
Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita.
Scegliete un mutuo ad interessi fissi, scegliete una prima casa.
Scegliete gli amici. Scegliete una moda casual e le valigie in tinta.
Scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritela con una stoffa del cazzo.
Scegliete il fai-da-te e di chiedervi chi cazzo siete la domenica mattina.
Scegliete di sedervi su un divano, a spappolarvi il cervello, e a distruggervi lo spirito davanti a un telequiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare.
E alla fine scegliete di marcire.
Di tirare le cuoia in un ospizio schifoso, ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi.
Scegliete il futuro.
Scegliete la vita.
Ma perche dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos’altro”.
Le ragioni? Non ci sono ragioni.
Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?





