
Per un liberale senza aggettivi, la libertà di mercato è uno dei rami più robusti dell’albero della
libertà. Se esso viene a mancare, si precipita nello statalismo liberticida, in fondo al quale sta il regime
totalitario. Ma il mercato non è tutto.
Ci sono beni culturali che non si ottengono attraverso le leggi della domanda e dell’offerta. In questi casi, se interviene la sfera pubblica non c’è nulla di scandaloso – purché l’intervento a sostegno di un’attività culturale sia contenuto in una legge ordinaria, e quindi revocabile. Ovviamente, uno Stato serio, se decide, ad es. di sostenere l’industria cinematografica, dovrà farlo adottando criteri di trasparenza e, soprattutto, di competenza. Per il dogmatismo liberista si tratta di agire illecito.
Gianmarco Pondrano Altavilla, nel breve saggio “Le battaglie di Ernesto Rossi e le vignette de Il Mondo”— cfr. La satira politica nei giornali e nella storia italiana, a cura di Carla Sodini (Ed. Pacini Fazzi), ricorda che Ernesto Rossi, ne Lo Stato cinematografaro (Parenti, 1960), fu spietato nel denunciare le sovvenzioni pubbliche a quanti – produttori, registi, attori, esercenti etc. – operavano nel campo della decima arte. Uno spreco di 150 miliardi che avrebbero potuto essere investiti in 65.000 aule scolastiche!
Rossi aveva ragioni da vendere nel denunciare le ruberie del grande banchetto offerto dallo Stato italiano a una pletora di profittatori, vecchi rincitrulliti protettori di attricette, manager spregiudicati. Nel contempo, però, rilevava il dottrinarismo liberista, che non teneva conto del fatto che – grazie alla Sezione Autonoma di Credito Cinematografico della Banca Nazionale del Lavoro del 1935, confermata dalla Legge Andreotti del 1949 – uscirono Roma città aperta di Roberto Rossellini (1945); Sciuscià e Ladri di biciclette di Vittorio De Sica (1946 e 1948); Riso amaro di Giuseppe De Santis (1949); Bellissima e Senso di Luchino Visconti (1951 e 1954); La strada e La dolce vita di Federico Fellini (1954 e 1960). Film che hanno segnato un’epoca del cinema mondiale.






