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Nel “Falstaff” l’ultimo sorriso di Verdi. Rivoluzione musicale di un genio al teatro Costanzi di Roma

Michele Mariotti dirige il capolavoro testamentario del compositore. Luca Salsi protagonista, Tatjana Gürbaca regista. Fino al 1° novembre

di Lucio Ruffa
23 Ottobre 2026
in Cultura, Musica
0
Falstaff al teatro dei Costanzi di Roma

Giuseppe Verdi (Busseto, 1813 – Milano, 1901) si congeda dal teatro con un gesto di aristocratica irriverenza.  Dopo avere scandagliato tragedie, passioni e abissi dell’animo umano, ride dell’umanità. Falstaff, rappresentato per la prima volta alla Scala il 9 febbraio 1893, supera le convenzioni melodrammatiche attraverso una scrittura di vertiginosa modernità.
Sul libretto magistrale di Arrigo Boito (Padova, 1843 – Milano, 1918), ispirato al personaggio di tre opere di Shakespeare, Verdi abbandona l’architettura tradizionale di arie e cabalette. La melodia si frantuma in cellule, allusioni, improvvise illuminazioni. L’orchestra diventa protagonista di una conversazione incessante, nella quale ogni strumento commenta, contraddice, ironizza.

È teatro musicale, che anticipa il ‘900, senza rinnegare Mozart e Rossini. Il contrappunto, culminante nella fuga conclusiva, “Tutto nel mondo è burla“, non è un esercizio accademico, ma la suprema beffa filosofica: persino l’ordine musicale diventa strumento del disordine umano.
Sir John Falstaff è ingordo, vanitoso, libertino. Ma ha una grandezza sconosciuta ai suoi rispettabili persecutori: non cela la sua natura. Verdi ne fa l’antitesi dell’ipocrita borghese. La comicità nasce dal contrasto fra la vitalità anarchica del protagonista e una società vincolata alle convenienze. Nel lirismo sospeso di Nannetta e Fenton sopravvive invece l’innocenza dell’amore. Due universi convivono, senza conciliarsi: disincanto della vecchiaia, incanto della giovinezza.
Al Teatro Costanzi di Roma, Michele Mariotti affronta questa partitura di prodigiosa complessità, mentre Tatjana Gürbaca, al debutto italiano, ambienta la vicenda in un contemporaneo “Hotel Milano”. Un omaggio al Grand Hotel et de Milan, dove Verdi visse e compose per 27 anni?
Luca Salsi è Falstaff, affiancato da Maria Agresta, George Petean e Violeta Urmana. La sfida è sottrarre il personaggio alla caricatura, rendendogli la malinconica nobiltà che attraversa il sorriso verdiano. Falstaff suggerisce che l’esistenza sia un immenso teatro di illusioni e che solo chi sa ridere di sé possa attraversarlo, conservando una parvenza di libertà.

Ulteriori informazioni su date, costi, biglietti, regia e cast completo al seguente link: Falstaff all’Opera di Roma

Lucio Ruffa

Lucio Ruffa

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