Il Gran Premio di Barcellona-Catalogna è il settimo della stagione 2026 di Formula 1, il primo dei due in Spagna.
L’evento esordisce con questa nuova denominazione, visto che formalmente da quest’anno il Gran Premio di Spagna si svolgerà a Madrid.
Non cambia però la pista catalana, tecnica e caratterizzata da numerose curve a media e alta velocità che richiedono un elevato carico aerodinamico.
Il tracciato, che si trova nel comune catalano di Montmelò, misura 4657 metri – con quattro zone Straight Mode – e conta 14 curve.
Il riferimento per attivare la modalità sorpasso (impiegabile nel corso dell’intera tornata) si trova in curva 13, l’Europcar.
Visti i carichi comunque importanti sugli pneumatici, la Pirelli ha scelto gomme medie: Le C4 (Soft), le C3 (Medium), le C3 (Hard).
Le prove libere
Prima delle libere, la FIA formalizza di aver accettato la richiesta di revisione che l’Alpine aveva presentato a Monaco per la penalità a Pierre Gasly: il francese riottiene così il terzo posto conquistato in pista.
Isack Hadjar scende quarto, Oscar Piastri quinto, Liam Lawson sesto e Arvid Lindblad settimo.
Tornando all’evento iberico, nelle FP1 del venerdì il più rapido è George Russell, in 1’16”363 (Soft), un tempo poi ritoccato nelle successive FP2 del pomeriggio da Lando Norris, fino all’1’15”426 (Soft).
Il sabato mattino, nelle FP3 il miglior riferimento è quello di George Russell, in 1’15”679 (Soft).
Le qualifiche
Le qualifiche si basano sull’elemento di una pista in continuo miglioramento.
Nella Q1 il più rapido è Lewis Hamilton, in 1’15”625 (Soft), con Russell invece primo nella Q2, avendo ottenuto il migliore riferimento in 1’15”228 (Soft).
In Q3 arriva presto una bandiera rossa – che interrompe momentaneamente il run iniziale – quando mancano 8’30” alla fine della manche, per un incidente di Charles Leclerc in curva 4, la Repsol.
Dopo il contatto del monegasco e la ripresa delle attività sul tracciato, il poleman provvisorio è di Russell, in 1’15”145, un riferimento che il britannico ridefinisce nel suo ultimo e decisivo tentativo, fino all’1’14”679.
Nessuno saprà migliorarlo.
Russell ottiene così la pole position davanti a Lewis Hamilton, abile a segnare un grande 1’14”743 nel suo ultimo tentativo e arrivando molto vicino al pilota della Mercedes.
Terzo Andrea Antonelli, poi Lando Norris, Max Verstappen, Isack Hadjar, Oscar Piastri, Liam Lawson, Nico Hulkenberg, Charles Leclerc.
La gara
Per partire ed effettuare il primo stint, considerando anche le temperature particolarmente elevate, la maggior parte dei piloti (tra questi Russell, Antonelli, Norris, Piastri, Leclerc) sceglie le gomme Medium.
Pochi sulle Soft – su tutti Hamilton e Verstappen – Lance Stroll e Fernando Alonso (lo spagnolo dai box) sulle Hard.
Allo spegnimento dei semafori Russell riesce a difendere la testa da Hamilton e Antonelli, senza grandi cambiamenti alle loro spalle, con Norris quarto, Verstappen quinto.
Scivola invece indietro Hadjar, in difficoltà al momento dello stacco frizione.
Alla fine del giro 1 Leclerc ha comunque recuperato tre posizioni, compresa quella del pilota della Red Bull, salendo settimo.
La necessità di non consumare eccessivamente gli pneumatici si traduce in un ritmo iniziale non troppo sostenuto intorno al minuto e 21”.
Al giro 8 Leclerc attacca Piastri all’esterno della curva 3, la Renault, un curvone da lungo raggio e riesce a chiudere la manovra nell’allungo successivo portandosi così sesto.
Il monegasco si mette poi sulle tracce di Verstappen e nell’arco di tre passaggi si porta nella scia dell’olandese.
Alla fine del giro 11 Hamilton è ai box per montare le Hard e al rientro in pista è settimo, imitato dopo un giro da Russell e Verstappen, entrambi per le dure.
In pista nuovamente, Russell è quinto, davanti a Hamilton; continuano le soste ai box, sempre per le dure, con Norris che effettua la sosta alla fine del giro 13.
Poi è la volta di Antonelli e Piastri per le Hard, alla fine del giro 14.
Leclerc sceglie invece di allungare lo stint ma i tempi sul giro molto più lenti rispetto ai concorrenti lo costringono a fermarsi alla fine del giro 16 (per le Hard), rientrando in pista comunque davanti a Piastri, sesto.
Con lo stabilizzarsi delle posizioni ai vertici, l’attenzione dei piloti è soprattutto per l’attesa della seconda eventuale fermata.
Sia Norris nei confronti di Antonelli, che l’italiano su Leclerc sembrano comunque voler aumentare il loro passo.
Alla fine del giro 27, in effetti, Hamilton va ai box per tornare sulle medie, dalle dure, con Verstappen che al termine del passaggio numero 29 nella sosta conferma invece le dure.
Nel frattempo, Antonelli ha recuperato su Russell fino a presentarsi praticamente nella sua scia al giro 31.
Al giro 32 Leclerc lascia passare Hamilton che si porta quarto, nel confronto con le due Mercedes.
Trascorre una tornata e in fondo al rettilineo Antonelli si fa vedere dal compagno, senza ulteriori esiti visto che dal muretto invitano i due alla massima cautela.
Della situazione approfitta Hamilton che – girando due secondi al giro più rapido – prova a chiudere la differenza dalla testa; alla fine del giro 35 Norris si ferma per confermare le dure.
Russell si ferma al termine del passaggio numero 36 per le dure mentre Antonelli effettua il pit stop dopo un giro, sempre per le dure.
I due alfieri della Mercedes sono entrambi tornati in pista alle spalle di Leclerc, non ancora fermatosi, ma soprattutto di Hamilton.
Russell sorpassa Leclerc al giro 39, tornata al termine della quale il monegasco rientra ai box per le Hard.
Poco dopo Fernando Alonso si ritira in curva 9 e la Direzione Gara delibera una Virtual Safety Car: alla fine del giro 40 Verstappen si ferma, per le medie e in pista torna davanti a Leclerc.
Soprattutto, però, Hamilton sfrutta la neutralizzazione virtuale e alla fine del giro 41 rientra per le Hard, riprendendo la corsa primo, davanti alle due Mercedes.
In Ferrari hanno così potuto massimizzare la scelta della seconda sosta più anticipata, mettendo Hamilton nelle condizioni di competere direttamente con le Mercedes.
La Virtual Safety Car termina al giro 42, con Hamilton che si trova così in testa, impegnato a controllare Russell.
Grazie anche alle gomme nuove, l’inglese della Ferrari costruisce un margine, impostando il ritmo sul minuto e 20”basso e guadagnando costantemente sui diretti inseguitori.
Intanto, anche Antonelli ha ricominciato a girare su tempi inferiori rispetto a Russell fino al sorpasso alla prima staccata, di forza, al giro 61.

Trascorre un giro, però, e l’italiano è costretto al ritiro per un guasto alla centralina della sua vettura, con annessa neutralizzazione virtuale.
Leclerc ha invece un problema all’idroguida e si ritira alla fine del giro 63.
Al giro 65 la neutralizzazione termina ed Hamilton deve solo concentrarsi sull’ultimo giro e mezzo.
Al termine dei 66 giri in programma la bandiera a scacchi saluta la vittoria di Lewis Hamilton, primo a Barcellona e al ritorno al successo in Formula 1 (il primo con la Ferrari) dopo due anni.
L’inglese ha ottenuto anche il giro più veloce, in 1’20”122, nella tornata numero 44.
Sul podio anche George Russell e Lando Norris, rispettivamente secondo e terzo.
Quarto Verstappen, poi Piastri, Isack Hadjar, Pierre Gasly, Franco Colapinto, Liam Lawson, Arvid Lindblad.
Il mancato rispetto delle bandiere gialle costa a Colapinto una penalità di 10”; l’argentino scende così al decimo posto, con Lawson ottavo e Lindblad nono.
La Formula 1 tornerà in pista tra due settimane, a Spielberg, per il Gran Premio d’Austria.







