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F1. A Baku non riesce la rimonta a Kimi, Antonelli solo quinto. Primo Russell

Sul podio doppietta Red Bull, LeClerc quarto: Hamilton solo sesto, Ferrari già fuori dai giochi?

di Lorenzo Proietti
29 Settembre 2026
in F1 e corse, Sport/identità/passioni
1

Baku, sulle rive del Mar Caspio è la sede della nona edizione del Gran Premio dell’Azerbaigian, il quindicesimo nella stagione 2026 della Formula 1

Il tracciato azero, un cittadino, è uno dei più caratteristici del calendario, con una prima parte velocissima e una seconda sezione più lenta e tortuosa, ricavata intorno alla Città Vecchia.

Trovare il giusto assetto per le vetture è in questo senso difficile, tanto quanto complessa è la gestione dell’energia, soprattutto sul lungo rettilineo iniziale da 2,2 chilometri.

La pista misura 6009 metri – con due zone Straight Mode – e conta 20 curve, diverse di bassa velocità.

Il riferimento per attivare la modalità sorpasso (impiegabile nel corso dell’intera tornata) si trova tra la curva 17 e la curva 18.

Si gareggia eccezionalmente di sabato, con tutte le sessioni spostate di un giorno, per rispettare la ricorrenza locale che ricorda i caduti durante la seconda guerra del Nagorno-Karabakh del 2020.

Per l’evento di Baku, la Pirelli ha scelto le gomme più morbide della gamma: le C5  (Soft), le C4 (Medium), le C3 (Hard).

Isack Hadjar torna gareggiare dopo l’infortunio che l’ha tenuto fuori per tre gare, riprendendo il sedile in Red Bull; Liam Lawson così è di nuovo in Racing Bulls.

 

Le prove libere

Nel giovedì di Baku, il migliore nelle FP1 della mattina è stato George Russell, in 1’45”387 (Soft), un riferimento poi migliorato dallo stesso pilota della Mercedes nelle FP2 del pomeriggio, in 1’43”347 (Soft).

Il venerdì mattina, nelle FP3, il più rapido è stato Max Verstappen, in 1’43“922 (Soft).

Sin dalla prima sessione – vista la conformazione del primo settore del tracciato – è emerso il valore aggiunto delle scie, fondamentali in particolare sul giro secco.

 

Le qualifiche

Si arriva così in qualifica, con la massima attenzione per le scie.

Nella Q1, oltre i tempi, si segnala l’errore di Andrea Kimi Antonelli che durante un giro cronometrato chiude troppo l’inserimento in curva 1 e danneggia la sospensione anteriore sinistra contro le barriere.

I danni sono troppo ingenti e l’italiano deve fermarsi a bordo pista, finendo anzitempo le sue qualifiche.

Il primato della manche è di Russell, in 1’43”615 (Soft); per altro con un tempo valido di 1’45”504 Antonelli è quindicesimo, dunque formalmente nella Q2.

Proprio nella Q2, con una pista in continuo miglioramento, il miglior tempo è quello di Russell, in 1’43”462 (Soft).

Nella decisiva Q3 – sempre tenendo conto delle scie sfruttate – Russell si conferma, potendo completare tre giri veloci in un lungo run, l’ultimo dei quali in 1’42”526 (Soft) che gli porta la pole position.

Secondo si è qualificato Charles Leclerc (1’43”363) e terzo Oscar Piastri (1’43”364).

Alle spalle del pilota della McLaren, quarto è Isack Hadjar; quinto Lando Norris, poi Lewis Hamilton, Pierre Gasly, Verstappen, Carlos Sainz, Franco Colapinto.

Dopo le prove ufficiali la Direzione Gara ha riconosciuto a Sainz un mancato rallentamento in occasione di una delle varie bandiere gialle sventolate, penalizzandolo di cinque posizioni.

Il pilota della Williams scende così quattordicesimo, con Oliver Bearman (Haas) che sale decimo.

 

La gara

Per partire ed effettuare il primo stint della gara, la scelta di gomme è divisa tra le Medium (Russell, Norris, Verstappen, Antonelli) e le Soft (Leclerc, Piastri, Hadjar, Hamilton).

Avendo cambiato diverse componenti delle unità motrici su entrambe le Aston Martin, sia Fernando Alonso che Lance Stroll partono dal fondo (sulle morbide).

Allo spegnimento dei semafori Russell mantiene la testa, con Leclerc che invece si fa sopravanzare da Piastri, così come riesce Norris a passare Hadjar.

 

Partito sedicesimo, Antonelli conclude il primo giro come diciassettesimo.

In testa Russell prova sin dalle prime battute a costruirsi un piccolo margine, provando così a cautelarsi per i lunghi rettilinei azeri.

Sul rettilineo iniziale Hadjar scarta invece Norris all’inizio del giro 3, riportandosi quarto; Verstappen lo imita nel tratto successivo e in curva 3 sale quinto alle spese del pilota della McLaren.

Lo stesso Hadjar ci prova poi anche su Leclerc, all’inizio del giro successivo; Leclerc inizialmente si difende ma poi il pilota della Red Bull passa – sfruttando l’allungo successivo – di nuovo in curva 3.

Russell ai vertici gira sul minuto e 48” alto, Leclerc perde un’altra posizione, nei confronti di Verstappen, proprio al termine del giro 4, sul lungo rettilineo di partenza.

Inizia la tornata numero 7 e Verstappen si porta terzo, lasciandosi Hadjar sopravanzare ancora prima della staccata della curva 1.

I due piloti della Red Bull possono così concentrarsi su Piastri, già in difficoltà con la gestione delle gomme.

Intanto, al giro 13, Antonelli è risalito fino alla tredicesima posizione virtuale.

L’attesa della prima sosta è la linea guida dello stint, con Russell sempre in testa e Piastri che ha alle sue spalle le due Red Bull.

Al giro 17, dopo un errore di Norris nel giro 16 alla chicane 5-6, Hamilton ne approfitta e passa il pilota della McLaren, portandosi sesto.

Prosegue la risalita di Antonelli che nel medesimo frangente è risalito decimo.

Ai vertici, Verstappen fa fatica con le gomme e non è riuscito a chiudere il distacco da Piastri, tanto che deve guardarsi da Hadjar, molto vicino all’olandese.

Il franco-algerino – sulle morbide – gira circa cinque decimi meglio del compagno ma dalla Red Bull non arrivano comunicazioni di sorta su eventuali scambi di posizione.

I tre – considerando anche Piastri – hanno accumulato un distacco da Russell che ha superato i nove secondi (giro 22).

Russell continua a ridefinire i propri riferimenti, sul minuto e 47” basso, con Hadjar che invece torna a farsi vedere negli specchietti di Verstappen all’inizio del giro 27, in fondo al rettilineo.

Proprio in fondo al rettilineo – al giro 30 – Norris arriva sbaglia la frenata e arriva lungo nella via di fuga, perdendo la posizione su Pierre Gasly che si porta così settimo.

Lo passa anche Antonelli.

Quando era praticamente in corso la stessa tornata Alexander Albon va a muro in curva 5 (la prima della chicane 5-6); a inizio giro 31 deve così entrare in pista la Safety Car.

Valendo comunque ancora il giro 30 per alcuni, alla fine della stessa tornata Gasly e Antonelli si sono fermati ai box per cambiare le gomme, entrambi per le morbide.

Al termine del giro 31 si fermano anche Russell, Piastri, Verstappen, Leclerc, Hamilton e poi in generale tutti ne approfittano per effettuare la sosta.

Russell e Verstappen sono passati alle Soft, gli altri alle Medium.

La vettura di sicurezza rientra alla fine del giro 35; si riparte dal giro 36 con Russell che si conferma davanti e Verstappen che sorpassa Piastri.

Sfruttando invece le scie, Franco Colapinto moltiplica la sua velocità e dalla decima posizione arriva verso la prima staccata ad attaccare Pierre Gasly (che era settimo dietro le due Ferrari).

Colapinto però manca completamente il punto di frenata e sperona il compagno in Alpine, coinvolgendo anche Norris, pure lui contro le barriere; si devono tutti ritirare (Colapinto ai box).

Nello stesso frangente anche Arvid Lindblad colpisce il compagno Liam Lawson, mandandolo in testacoda.

Deve rientrare la Safety Car (giro 36) che rimane in pista fino alla fine del giro 38.

Si ricomincia dal giro 39, senza che tuttavia in questo caso vi siano problemi.

 

Russell è in testa e cerca immediatamente un passo molto veloce, con Verstappen e Piastri alle sue spalle; Antonelli è settimo virtuale.

Al giro 40 Hadjar prova il sorpasso su Piastri, inducendolo all’errore: l’australiano arriva al bloccaggio in curva 1, lunghissimo nella via di fuga e si ritrova penultimo.

Davanti, sulle Soft come Russell, Verstappen prova a non far allungare il pilota della Mercedes; tutti e due girano sul minuto e 45” alto.

Comincia la tornata numero 43 e Antonelli sopravanza Hamilton, portandosi quinto.

Russell davanti deve sempre guardarsi da Verstappen, che s’impegna a restare sempre sotto il secondo di distacco; l’olandese cerca in particolare di non perdere troppo nel tratto centrale della pista, più lento.

Da parte sua l’alfiere della Mercedes s’impegna per tutelarsi al meglio sui rettilinei e negli ultimi giri è abile a riabbassare di nuovo i suoi tempi.

Tra i due la differenza non supera mai il secondo e uno, praticamente per l’intero arco del loro confronto.

Nel penultimo giro, poi, Valtteri Bottas va a sbattere in curva 15, servendo per cui le bandiere gialle.

Al termine dei 51 giri in programma la bandiera a scacchi saluta la vittoria di George Russell, primo a Baku nel Gran Premio dell’Azerbaigian.

Secondo è arrivato Max Verstappen e terzo Isack Hadjar, al rientro dopo tre gare, entrambi sul podio per la Red Bull.

Russell ha ottenuto anche il giro più veloce, in 1’44”916, nella tornata numero 49.

In quarta posizione è arrivato Charles Leclerc; Antonelli quinto, Hamilton sesto, poi Lindblad, Esteban Ocon, Bearman, Sainz.

La Formula 1 tornerà in pista la prossima settimana, con il ritorno sul circuito di Sepang, in Malesia, dopo nove anni.

Il tracciato malese ospiterà, però, il Gran Premio del Bahrein che si è occupato di logistica e finanziamenti. Per l’attuale situazione bellica nella regione mediorientale l’evento non si è infatti potuto tenere, dovendo l’organizzazione trovare una nuova modalità per disputare la corsa.

 

 

 

 

 

Lorenzo Proietti

Lorenzo Proietti

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Comments 1

  1. Guidobono says:
    2 settimane ago

    Parti 16mo ed arrivi quinto: perchè non gli riesce la rimonta? Ottimo, Antonelli..

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