Si rinnova l’appuntamento della Formula 1 con l’America del Nord e il Gran Premio degli Stati Uniti è il diciannovesimo del 2025.
Il teatro di gara è quello del COTA di Austin, nel Texas, con le sue 20 curve – e due zone DRS – in 5513 metri altimetricamente e planimetricamente vari e complessi.
Torna anche il formato “Sprint”, per la quarta volta nella stagione, con un’unica sessione di prove libere, il venerdì, le due qualifiche, la gara del sabato e il Gran Premio della domenica.
Per l’occasione, la Pirelli ha riproposto il salto di mescola, portando le C4 (Soft), le C3 (Medium) e le C1 (Hard).
Il venerdì
Il venerdì, nell’unica sessione di prove libere, le FP1, il più rapido è stato Lando Norris sulla McLaren, in 1’33”294.
Spazio poi alla Sprint Qualifying, per la griglia della gara del sabato e con mescole obbligatorie: le Medium nella SQ1 e SQ2, le Soft nella SQ3.
Nella SQ1 il più veloce è Norris, in 1’33”224, riferimento ritoccato dallo stesso pilota della McLaren nella SQ2 fino all’1’33”033.
La SQ3, di fatto, si sviluppa su un solo run, con Norris che completa il suo tentativo in 1’32”214 e Oscar Piastri in 1’32”523.
Max Verstappen, però, fa meglio dei due alfieri della McLaren e in 1’32”143 si prende la partenza al palo della Sprint di Austin.
Secondo Norris, terzo Piastri, quarto Nico Hulkenberg, con quinto George Russell, sesto Fernando Alonso, settimo Carlos Sainz, ottavo Lewis Hamilton, nono Alexander Albon e decimo Charles Leclerc.
Il sabato
Il sabato, in Texas, comincia con la Sprint: tutti i piloti hanno scelto le Medium.
Allo spegnimento dei semafori Max Verstappen mantiene la testa, mentre Piastri sopravanza nei primi metri Norris: le due McLaren arrivano a contendersi la seconda posizione in curva 1 quasi affiancate.
Alla staccata della prima curva, però, Nico Hulkenberg – quarto – sbaglia la frenata e colpisce l’australiano che a sua volta carambola contro il Norris, rimessosi leggermente davanti nello spazio di staccata.
Così, in sostanza dopo una curva, entrambe le vetture britanniche sono ritirate.
Con loro Fernando Alonso, anche lui coinvolto nell’incidente; Hulkenberg, invece, può proseguire, sebbene nelle retrovie e con l’auto danneggiata.
Per via dei detriti deve entrare la Safety Car, che resta in pista fino alla fine del giro 5: nel frattempo della confusione si sono giovati Russell, Sainz, Lerclerc, Hamilton, rispettivamente saliti alle spalle di Verstappen.
Alla ripartenza, con l’inizio del giro 6, le posizioni di vertice non cambiano.
L’olandese della Red Bull costruisce subito un buon margine ma Russell prova a tenere lo stesso ritmo e anzi, al giro 8, prova un attacco molto al limite all’interno della curva 12, rintuzzato da Verstappen a fatica.
Nello stesso punto, alla tornata successiva, Hamilton sale quarto su Leclerc, con un affondo all’interno, dopo aver sfruttato la scia del monegasco e il DRS.
Non ci sono tanti altri duelli, se non il tentativo di Andrea Kimi Antonelli di passare Oliver Bearman per l’ottava posizione.
Poi al giro 16, in curva 1, Lance Stroll accenna al sorpasso su Esteban Ocon per la dodicesima posizione ma, salvo mancare completamente il punto di frenata e tamponare il francese: ritiro per entrambi e Safety Car.
La gara termina con neutralizzazione e bandiere gialle.
Alla fine dei 19 giri in programma, la bandiera a scacchi saluta il successo di Max Verstappen nella Sprint di Austin, davanti a Russell e Carlos Sainz.
Il giro più veloce l’ha ottenuto lo stesso olandese della Red Bull, in 1’36”527 alla tornata numero 7.
Quarto si è classificato Hamilton, quinto Leclerc, poi Alexander Albon e Yuki Tsunoda.
Bearman, inizialmente ottavo, è stato penalizzato di dieci secondi per aver guadagnato un vantaggio dalle vie di fuga in occasione del confronto con Antonelli.
Il britannico è così sceso al quindicesimo posto e l’italiano ha conquistato l’ultimo punto di giornata, con Liam Lawson nono e Pierre Gasy decimo a chiudere la Top 10.
Si arriva così alle qualifiche: nella Q1 il più rapido è Verstappen, in 1’33”207 (Soft), primo anche nella Q2 in 1’32”701 (Soft).
Nella decisiva Q3, il poleman provvisorio al termine del run iniziale è lo stesso olandese della Red Bull, in 1’32”510 poi confermato come tempo di riferimento.
Verstappen ottiene così la pole position in 1’32”510, davanti a Norris (1’32”801) e Leclerc (1’32”807).
Quarto si è qualificato Russell, con Hamilton quinto, sesto Piastri, settimo Antonelli, ottavo Bearman, nono Sainz e decimo Alonso.
La gara
II Gran Premio degli Stati Uniti, in materia di gomme, vede partire quasi tutti con le medie.
Sulle Soft Leclerc, Gabriel Bortoleto, Lance Stroll, con Ocon, Alexander Albon e Isack Hadjard invece sulle Hard.
Allo spegnimento dei semafori Verstappen mantiene la testa, mentre Leclerc sfrutta la traiettoria più larga e le gomme morbide per sopravanzare Norris in curva 2.
Hamilton e Piastri sopravanzano Russell, che si ritrova settimo.
In curva 15, al giro 2, Sainz sorpassa Bearman, salendo ottavo.
Più avanti, Norris prova subito a rimettersi nello scarico di Leclerc, cercando di non perdere troppo tempo; il monegasco lo respinge una prima volta, in curva 12, al giro 3 ma la differenza tra le vetture è notevole.
Stessa dinamica la tornata successiva: Hamilton osserva e aspetta, a debita distanza.
Al giro 6 , Sainz prova a replicare su Antonelli l’attacco in curva 15 ma l’italiano, molto più avanti e già alla corde lo chiude e i due si toccano: lo spagnolo si ritira, l’italiano si ritrova ultimo.
Il contatto – complici i detriti in pista – porta la Direzione Gara a neutralizzare virtualmente la corsa, dal giro 7, fino alla tornata numero 9.
I tempi in pista sono sul minuto e 39” basso, a riprova delle preoccupazioni circa la tenuta delle gomme, tanto che nessuno forza il proprio passo.
Nemmeno Norris, sebbene il britannico avesse delle mescole più dure rispetto al diretto avversario Leclerc.
Il britannico prova di nuovo al giro 15, ma di nuovo il pilota della Ferrari riesce a rintuzzarlo.
Di questo confronto si giova Verstappen, che al giro 19 è arrivato ad avere quasi otto secondi di vantaggio sui due.
Norris prova un nuovo affondo al giro 19, senza esiti; due tornate dopo – sempre sul rettilineo opposto – il pilota della McLaren anticipa la manovra e si porta così secondo.
Al giro 22 ci prova anche Hamilton ma Leclerc non ci sta e nonostante avesse la sosta alla fine del giro, si oppone ai tentativi del compagno; alla fine della medesima tornata, il monegasco rientra per le morbide.
Al giro 27 Leclerc sale ottavo nei confronti di Hulkenberg e successivamente si porta settimo – al giro 28 e alla frenata della curva 12 – con il sorpasso su Bearman.
Al giro 29 il monegasco ha ragione anche di Tsunoda.
Ai vertici le altre soste si fanno attendere; Piastri si ferma alla fine della tornata numero 30 per le morbide, Hamilton del 31, sempre per le Soft.
In pista il pilota della Ferrari torna sesto, alle spalle di Leclerc (virtualmente quarto) e di Hulkenberg.
Per Norris la sosta arriva alla fine del giro 32, per le morbide e riprende la sua corsa da quarto, dietro il monegasco.
Verstappen compie la sua sosta al termine del passaggio numero 33, per le morbide, conservando il primato; Russell si ferma alla fine della medesima tornata, anche lui per le Soft.
Al giro 34 Bearman prova ad infilare Tsunoda in curva 15 per la settima posizione ma il giapponese chiude la traiettoria e il pilota della Haas deve tagliare la curva per non tamponarlo, finendo in testacoda.

Bearman, così, si fa passare da Hulkenberg.
Le gomme morbide e più nuove aiutano intanto Norris a riprendere Leclerc, salvo poi, una volta arrivatogli sotto il secondo di distanza, riprendere spazio con l’ottica di raffreddare le gomme.
La scelta paga, tanto che il pilota della McLaren torna su tempi di livello, intorno al minuto e 37” alto, sei, sette decimi meglio di Leclerc.
Nell’arco di poche tornate così, Norris torna nella scia della Ferrari, con la possibilità di duello che torna evidente quando mancano sette tornate alla fine.
Al giro 51, in curva 1, il britannico prova ad inserirsi all’interno, portando la manovra da lontano ma Leclerc incrocia la traiettoria e si riporta secondo.
Sul rettilineo successivo, però – quello opposto – il britannico prende ancora la scia e passa in curva 12, all’interno, guadagnandosi la seconda posizione virtuale.
Alla fine dei 56 giri il programma la bandiera a scacchi saluta la vittoria di Max Verstappen, primo ad Austion.
Alle sue spalle, con lui sul podio, Lando Norris e Charles Leclerc.
Quarto Lewis Hamilton, poi Oscar Piastri, Russell, Tsunoda, Hulkenberg, Bearman e Alonso, decimo.
Il giro più veloce l’ha ottenuto Andrea Kimi Antonelli, seppur solo tredicesimo al traguardo, in 1’37”577, alla tornata numero 33.
La Formula 1 tornerà in pista già il prossimo fine settimana, a Città del Messico, proprio per il Gran Premio di Città del Messico.







