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La lettera. Il leone Rutilio Sermonti come il Nobel Knut Hamsun

Pubblicato il 25 dicembre 2014 da Gianluca Borgatti*
Categorie : Parola ai lettori

rutilio-actoTra gli arrestati nel blitz contro i nuovi “pseudo-ordinovisti” c’è un idolo della mia giovinezza politica: Rutilio Sermonti che alla bella età di 94 anni viene spacciato per un pericoloso criminale terrorista.

Avvocato, paleontologo, zoologo e scrittore. E’ stato presidente dei GRE (Gruppi di Ricerca Ecologica). Ha ricostruito animali preistorici, scritto libri in difesa dell’ambiente (memorabile “Il prezzo della salvezza” scritto a quattro mani con il noto presentatore televisivo Sandro di Pietro), libri di storia e perfino raccolte di fiabe per bambini. Rutilio ha avuto un’intensa e multiforme attività pubblicistica. Io, per esempio, ho regalato a molte mie amiche neomamme un piccolo manuale ciclostilato sul come educare i figli tratto da un suo saggio.

Ha dei fratelli famosi: uno è uno scienziato genetista e l’altro, Vittorio, è invece uno dei più noti studiosi di Dante italiani. Ho incontrato Sermonti per la prima (e ultima) volta nel 1991 a un congresso nazionale del Msi a Rimini. Il suo intervento era stato calendarizzato per la notte fonda e io, Cesare e altri amici facemmo una levataccia per ascoltare quell’uomo che conoscevamo e ammiravamo esclusivamente per gli articoli e i libri. Lui rimase stupito e incredulo, allora aveva già più di 70 anni, e non credeva di avere questo gruppetto di aficionados. Era vestito come un boscaiolo e fumava una pipa che si era costruito da solo. Il suo discorso fu breve, diretto e semplice, disse che il carrierismo stava divorando anche noi, disse che non si era più al servizio dell’idea ma ci si serviva dell’idea per agguantare comode poltrone lautamente retribuite. Disse che lui si era arruolato volontario nella Repubblica Sociale per difendere l’onore del suo popolo, offrendo la sua vita senza chiedere nulla in cambio.

Disse che era ora di cambiare registro. Come non dargli ragione? Come non volere bene a questo vecchio “marziano”? Adesso mi vengono i brividi a pensare al povero Rutilio inquisito a 94 anni, probabilmente solo per avere detto e scritto qualcuna delle sue scomode eresie, mentre i ladroni che hanno saccheggiato in lungo e in largo la patria sono tutti liberi.

Knut Hamsun

Knut Hamsun

Tieni duro amico mio, pensa al grande scrittore premio Nobel Knut Hamsun incarcerato anche lui ultra ottuagenario per le stesse idee. Sappi che ti si vuole sempre un gran bene. Che il sole invitto del Natale sorregga il tuo spirito indomito.

@barbadilloit

Di Gianluca Borgatti*

6 risposte a La lettera. Il leone Rutilio Sermonti come il Nobel Knut Hamsun

  1. ………..credo non sia un caso il clamore di questa inchiesta verso quattro delinquenti del “neofascismo atlantico di servizio” possa molto utilmente servire per coprire le malafatte della cupola mafiosa che investe meta’ del PD romano e che porta alle dimissioni di un assessore, all’arresto di altri e all’iscrizione nel registro degli indagati di un consigliere regionale. Tutti rigorosamente, apertamente, anche orgogliosamente del PD. E allora cari miei i delinquenti che vadano in galera giustamente, ma che non si pensi di BLOCCARE l’attenzione della pubblica opinione sulle malefatte affaristico mafiose di PEZZI ENORMI ( e non piccole schegge impazzite o due mele marce come dicono lor signori pidinni per sminuire e minimizzare). Quanto a Sermonti non vedo proprio cosa c’entri Rutilio con questi quattro emeriti idioti psicolabili con gravi problematiche mentali. Fategli un bel TSO di un annetto, anche in merito ai loro pseudo convincimenti politici…………………..IL Fascismo e’ terza via, Socializzazione, Partecipazione, Democrazia diretta, Uomo integrale. Questi che c’azzeccano??

    Agostino

  2. Non credo che Sermonti sia tacciabile di servizietti, né che questi quattro ceffi fossero all’altezza della manovalanza “atlantica”.

  3. Per quanto riguarda i ladroni tra i missini ce n’erano parecchi.

  4. Rutilio Sermonti non è stato presidente di Fare Verde. Per il resto tutto quanto scritto condivisibile.

  5. Non accetto che si dica che anche nel MSI c’erano i disonesti, se questo serve, come di solito, ad attenuare le colpe di traditori che hanno tradito per rubare.
    Infatti i disonesti non potevano stare nel MSI, ma solo in AN e Forza Italia.
    Può darsi benissimo che ci fossero davvero i disonesti, ma è veramente ridicolo che un disonesto stesse in un partito che non dava occasione per rubare…
    È il classico processo alle intenzioni in stile antifascista.
    Per rubare sul serio e non intenzionalmente si è dovuto diventare antifascisti e creare quella scatola vuota di idee e piena di soldi e prebende che è stata AN.
    Fino al 1994, i militanti del MSI si frugavano in tasca e compravano gli immobili di cui hanno goduto i mascalzoni di AN.
    E poco conta che fossero anche le stesse persone, perché avevano oltrepassato il confine che, ancora nel 1991, ci separava dagli antifascisti.
    Sermonti lo denunciava nel 1991, ma molto era già successo con la nomina del fantoccio Fini nel 1987….

  6. esprimo la mia solidarietà a Rutilio Sermonti. E’ un’accusa ridicola che si sgonfierà presto. Ricordo tra l’altro che il suo libro “L’uomo, l’ambiente e sè stesso” ha formato i giovani volontari di Fare Verde.

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