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La lettera. Fratelli d’Italia, Salvini e la domanda: “Quanto ci vuole per unirsi?”

Pubblicato il 14 novembre 2014 da Marco Petrelli
Categorie : Parola ai lettori
Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Giorgia Meloni e Matteo Salvini

“La destra è ormai morta, non si ripiglia manco con il defibrillatore”. Così Pietrangelo Buttafuoco rispondeva al suo intervistatore, nel corso della presentazione di “Buttanissima Sicilia” a Caffeina, lo scorso luglio.

Per qualche spettatore, quelle parole saranno sicuramente suonate come una bacchettata rivolta all’universo di centro-destra: Forza Italia, NCD e Fratelli d’Italia. In realtà, non era una bacchettata, ma un’amara constatazione: manca una destra in Italia, c’è poco da fare. Ci sono i richiami, costanti e alle volte un po’ retorici, ad Almirante e al mondo missino; ci sono le ricorrenze storiche del 10 Febbraio e della caduta del Muro di Berlino che compattono, per ventiquattrore, un microcosmo quotidianamente frammentato e in guerra. Manca però la volontà di scegliere di definirsi, nel nome e nei programmi, di destra.

Dalla Lega Nord arriva la proposta di Salvini a Fratelli d’Italia: un Front National italiano che, come quello francese, sia capace di convogliare ampi consensi anche da sinistra.

In Gioventù nazionale (giovanile di FdI) più delle parole parlano i contenuti: Evola, Brasillach, Romualdi, Junger (intellettuali certo non ascrivibili all’ambiente moderato) restano riferimenti culturali saldi. Senza contare, in politica estera, la sintonia con i governi di Putin e di Assad.

Forse, più che morta, la destra è solo in dormiveglia. Ma Fratelli d’Italia non risponde, osservando con diffidenza i secessionisti diventati nazionalisti. E non accorgendosi che la distanza con la propria base rischia di allargarsi, proprio sulla questione identità.

Sufficit animus? No, “sufficit sbrigarsi” a meno che, fermi nell’ attendismo, non si voglia restare a guardare la LN fagocitare tessere, consensi e un’eredità politica che non è un marchio registrato di proprietà degli ex AN, perché l’identità è un bene collettivo, non di una fondazione.

@marco_petrelli

@barbadilloit

Di Marco Petrelli

14 risposte a La lettera. Fratelli d’Italia, Salvini e la domanda: “Quanto ci vuole per unirsi?”

  1. Si vede che mancano da almeno 20 anni le basi dottrinarie di riferimento : lo scontro epocale non e’ tra piccole, medie e grande patria eurasiatica, ma tra senso di appartenenza, specificita, radicamento ed il nulla generato dalla globalizzazione neocapitalista e dal mondialismo, poteri con cui soprattutto la destra istituzionale ha puttaneggiato negli ultimi 20 anni.
    Fuori le classi dirigenti dei postmissini trombati, largo alle nuove avanguardie nazionalrivoluzionarie.

  2. I fratellini stanno semplicemente aspettando di vedere come sarà la legge elettorale. Se passa lo sbarramento al 3% per tutti, non si uniranno con nessuno: salveranno i 7/8 seggi per capi e capetti che tengono famiglia e saranno tutti felici e contenti. Il problema è uno sbarramento appena più alto: i voti non ci sono e quindi dovranno elemosinare qualche posto nelle liste della lega. E qui ci faremo due risate!! Vengano a chiedere le preferenze……..

  3. I fratelli pensano veramente di far politica tromboneggiando sulle notizie di apertura dei tg e sui top trend dei social network? Sta nascendo la destra Paolini, tanto onnipresente e quanto inconsistente e purtroppo anche Salvini non ne è estraneo. All’elettore il compito che fu del mitico Paolo Frajese…

  4. Non credo sia possibile una unione in un medesimo soggetto politico con la Lega di Matteo Salvini. Va presa però in seria considerazione la creazione di un fronte sovranista e identitario che su determinati temi formi un asse politico che sia nelle condizioni di affrontare con il dovuto piglio e le necessarie radicali soluzioni i grandi temi del nostro tempo. Il resto sono solo distinguo fine a se stessi, utili forse a rivendicare una propria posizione culturale e ideale verso cui non si può prescindere, ma nel contempo sono deleteri se servono esclusivamente ad alzare un muro per chiudersi nel ghetto dell’inconsistenza. Già Alleanza Nazionale è morta e defunta per essersi limitata a gettare fumo negli occhi della propria gente senza entrare mai nel vivo delle questioni centrali legate al futuro della nazione, mi auguro che i dirigenti di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale si rendano conto che i surrogati sono molto spesso indigest

  5. Ciao a tutti! La lettera di Marco parte da un presupposto errato: non c’è stata alcuna proposta di Salvini a FdI. Anzi, l’unica proposta concreta gliel’abbiamo fatta noi proponendogli di sperimentare il “fronte identitario” alle regionali dell’Emilia-Romagna. La risposta è stata l’alleanza con Forza Italia ovunque, non solo in Emilia sul candidato leghista ma persino, precipitosamente, nella Toscana patria dell’inciucio Renzi-Verdini. E così sarebbe, statene certi, se si andasse a elezioni anticipate in primavera, così come è sempre stato in passato. Quindi non si capisce perché si faccia la gara ad addossare a FdI la responsabilità di non si sa bene cosa… dovremmo consegnarci a Salvini per consentirgli di alzare il prezzo con Berlusconi? Dovremmo fare un partito insieme? Vi notifico che non hanno alcuna intenzione di sciogliere la Lega Nord. Dovremmo aderire alla Lega dei Popoli? Vi segnalo che la stanno già archiviando. Dovremmo fare il partito del centro-sud federato con la Lega e rinunciare così alla storia nazionale della Destra italiana? Francamente chi è interessato in buona fede alle sorti della destra italiana non penso possa volere nulla di tutto questo. Ho volutamente tenuto fuori alcune questioni di principio (indipendenza del Veneto, superamento del regionalismo, ecc) su cui io stesso, ma più di me direttamente e in modo molto chiaro Giorgia, ci siamo già espressi. Ciò detto, noi siamo in partita, con la Lega parliamo e siamo disponibili a un percorso comune. Se invece il giochino è ammiccare per fagocitarci risponderemo colpo su colpo.

  6. Carlo perdonami ma qui di errato c’è, forse, una tua interpretazione. Mai parlato di alleanze, solo di identità che conta ancora prima delle alleanze, perché Comunità umana prima che cartello elettorale,
    Quanto a Forza Italia hai ragione, ma va sempre ricordato che anche noi, un anno fa, a Montecitorio non siamo entrati soli.

  7. Secondo me fino a pochi mesi fa a Fratelli d’Italia si poteva imputare di non aver dato delle linee chiare su alcuni argomenti. Il partito però oggi è chiaramente posizionato e le posizioni in fatto di immigrazione, fisco, Unione Europea e, forse argomento meno immediato, le alleanze, sono chiare e definite.
    La Lega invece sulla questione alleanze non è per nulla chiara e continua a riesumare Forza Italia e i vari Verdini di turno, forse con poco coraggio, perché i loro voti rimangono a due cifre, o forse perché in Toscana ed Emilia Romagna ritiene che lo status quo debba rimanere, per non doversi scontrare con il sistema delle coop rosse?
    E’ chiaro che fare gli anti euro, gli anti immigrazione, i legalitari e i destroni, quando FI è europeista convinta e sta nel PPE, vota indulti e provvedimenti anti legalitari, senza contare che in essa sopravvivono comunque personaggi poco trasparenti, non è coerente, quindi la Lega, che ricordiamolo non ha il 30% ma il 9%, per potersi proporre come forza trainante di strada ne deve fare ancora molta.

  8. bravo Francesco ! questi non sanno più stare senza poltrone non hanno più nulla del movimento sociale o del fronte. Lo scopo non sono più le idee i principi ma l’arrivare al potere anche se questo vuol dire rinnegare se stessi e allearsi anche con il diavolo pur di ottenere l’agognata poltrona , per questo hanno sciolto il missi e disperso il suo popolo e le sue sedi quella gente aveva dei principi e tenerli ancora nelle sezioni era pericoloso meglio il partito virtuale alla berlusca

  9. Marco, non voglio certo polemizzare con te ma il titolo parla chiaro: “Quanto ci vuole per UNIRSI?”. Per questo ti ho risposto sulla possibilità di UNIRSI. Certo se poi parliamo di identità è di tutta evidenza che abbiamo molti temi comuni con la Lega e anche alcune, non secondarie, divergenze.
    Quanto a Forza Italia, è evidente che noi ci siamo presentati alle politiche 2013 alleati con il PDL e oggi con Forza Italia siamo alleati in alcune regioni. Ma è anche vero che ad esempio in Piemonte noi abbiamo avuto il coraggio di sganciarci e andare da soli, che abbiamo proposto alla Lega di correre insieme in Emilia e che stavamo lavorando per farlo in Toscana quando a un certo punto si sono rischiacciati su Forza Italia, che d’altronde garantisce loro i voti per Maroni e Zaia. Il tutto solo per avere un quadro chiaro e non incorrere nell’errore di pensare che la Lega sia così pronta a fare il fronte identitario da soli, fuori dal centrodestra, ecc,, e che ci sia timidezza da parte di Fdi su questa ipotesi. Probabilmente è più vero il contrario. Un saluto a tutti

  10. Carlo, la mia era infatti una critica alla Lega. A loro interessa in primis il potere al nord. Il resto viene dopo ed é per questo che in Toscana sono verdiniani

  11. Carlo, il titolo è “Come Unirsi” ok, ma non mi hai ancora risposto sull’identità: siamo di destra o di centro destra? Perché, ripeto, il fulcro della mia lettera è l’identità, prima ancora dell’alleanza.

  12. *Quanto ci vuole per unirsi, pardon

  13. Caro Marco Pettrelli , unirsi con chi ? Perchè ? Cosa ?
    Dico ma stiamo scherzando ?

    I signori fardellini hanno fatto una inversione ad U e contromano negli ultimi due anni, abbandonando le posizioni di centrodestra moderata e cercando di ri-occupare ( troppo tardi sior …troppo tradi) posizioni lepeniste che avevano abiurato e snobbato per tutto il ventennio Berlusconiano , cercando il posto caldo al sole del moderatume neociellino, perchè questo sono, nè piu’ ne meno come gli Alfaniani …

    Se Salvini è un suicida recupera a bordo tutto l’apparato del post-missinismo fatto di trombati e personaggi d’apparato e di accatto, che hanno massacrato antropologixamente questo ambiente negli ultimi 20 anni ….

    E’ proprio quello che Salvini non deve fare …
    cioè correre verso il centro dello schieramento per recupearare il voto moderato degli Alfano, dei berlusconi e della Meloni ma deve al contrario cercar di fondere le istanze di Landini e di Grillo con posizioni radicali antioccidentali anti-usa ed antieuro di certa destra radicale non allineata e svenduta al nazional-populismo e alle deriva mignottara del liberale Berlusconi …

    Altrimenti Salvini fonda una IDENTITA’ tutta sul vecchio e non sul “totalmente nuovo” ….

    Se Salvini vuole emergere deve avere FIUME come prospettiva politica non la MARCIA SU ROMA

  14. sansepolcrista catilina ormai non serve nemmeno dirle più queste cose le LORO ragioni sono sempre quelle lo avevo scritto prima il potere cioè vincere, come se almirante vedendo che il MSI non andava oltre il 5% lo vaporizza (come dice Veneziani) nella dc almeno andiamo al governo no!e in questi 20 anni di governo c’è una cosa di DESTRA CHE AVETE FATTO????

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