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La lettera. Fratelli d’Italia divenga un partito. Non un cartello elettorale

Pubblicato il 26 agosto 2014 da Lucia Di Paolantonio
Categorie : La Destra riparte da... Parola ai lettori

atreju13Caro direttore,

questo intervento nasce da una conversazione con una donna, la quale, alla mia affermazione “forse meritiamo una sana estinzione partitica” non ha detto niente. Qualche anno fa credo mi avrebbe lanciato la macchina da scrivere, quella sempre pronta di fianco alla scrivania della segreteria del partito.
Poi si leggono interventi più o meno interessanti e condivisibili, si pensa alle raccolte firme estive, si pensa a cosa poter raccontare ad uno scolaro del 2014, guardi le nuvole e vedi solo nuvole: segno indiscutibile che la generazione che sognava le rivoluzioni pur stando al governo si è sopita.

Tutte osservazioni che possono sembrare senza senso, ma che un senso lo trovano quando guardi un partito al 3,7%, perché che piaccia o no il dato quello è e quello rimane (nella speranza che non cali), dove già si litiga, dove ci sono già correnti di pensiero che spingono ora a destra, ora al centro, ora a sinistra. Si, perché in questo 3,7% ci sono i turboliberisti e i nazionalsocialisti; ci sono i filoamericani e i filorussi; ci sono i filopalestinesi, i filoisraeliani, e i “due stati per due popoli”; si euro, no euro e no euro condizionato.

Potremmo andare avanti per ore a dire quello che c’è, ma lo riassumeremo con un sereno: c’è tutto ed il contrario di tutto. La tragedia è che non ce n’è uno che prevarichi, siamo stati così annebbiati da primarie e democrazia che non siamo più in grado di prendere una decisione, così è l’anarchia, tutti si sentono voce autorevole e il partito non esiste.

Nella sezione di partito mi hanno insegnato a: 1) fare le flessioni; 2) che bisogna conoscere da dove veniamo per sapere dove vogliamo andare; 3) che devi aver ben presente la meta per incamminarti sulla strada.
Me l’hanno insegnato in politica e nella vita. Metodo e disciplina, lentamente, costantemente (ci riesco poco anche io).
Oggi le flessioni non si fanno più (che poi va anche bene); non si sa da dove si viene, perché non basta una fiamma sempre più piccola in un simbolo per dircelo e neanche è sufficiente fare convegni su Almirante chiamando in ballo Tatarella sempre e comunque; non si sa dove si vuole andare, pensiamo al dilemma stato sociale si o no: che riforma dello Stato fai se non sai neanche come vuoi impostarlo?
Non possono essere accettate le idee e le opinioni di tutti, non si può dare a tutti la possibilità di parlare a nome e per conto di un partito per 4 voti in più, perché se te la giochi sulla quantità hai già perso.

Ho come la sensazione che questo partito sia completamente staccato dalla realtà, dice cose che sembrano avulse da qualsiasi contesto, come alienato parla di Primarie e la gente non può più mangiare, parla di democrazia spalleggiando la legge sul femminicidio, un partito autoreferenziale, perché la partecipazione la fai con una sezione viva, delle sedi fisiche dove volano sedie, e non coi sondaggi, perché se devo votare il partito dei sondaggi ho già FI.
Non si tratta neanche di nostalgia, magari le sedie si tengono per sedersi e basta, ma si parla di impostazione, di capire come e cosa si vuole. Le primarie? Non fanno per noi, siamo in pochi, è una macchina organizzativa disumana, sempre che non si vogliano fare fuffa, non si possono fare, e quindi? Quindi facciamo il Partito e non il cartello elettorale.
Eh diciamocelo (cit.).

Così il problema si scarica sull’educazione dei giovani, i quali si apprestano al Partito Anarchico e si riempiono la testa di fesserie da assistenti e portaborse sentendosi in diritto di pontificare appena arrivati, senza approfondire e senza conoscere niente di niente. Ma non in tutte le realtà ci sono i “giovani vecchi” che si mettono li e con santa pazienza e qualche urlo cercano di far capire che la Politica non si fa coi sondaggi e le primarie (cosa che molti miei “superiori” si sono dimenticati), perché molti di loro non ci stanno più con chi fa finta di niente, perché c’è la metapolitica, perché la “generazione Atreju” di Giorgia rischia di essere l’ultima generazione contro il nulla che avanza.

Credo sia giunto il momento delle grandi scelte senza le quali altri pezzi verranno lasciati lungo il tragitto e allora si che meriteremo l’estinzione partitica, perché quella politica vive in ognuno di noi e in ogni piccola o grande associazione per cui diamo l’anima.

Questo è lo sfogo di chi ha passato mezza estate a riflettere e l’altra mezza a parlare con i ragazzi di mezza Italia e ha sentito, come un disco rotto, le stesse identiche cose.

Vorrei un partito i cui leader vadano in piazza anche davanti a 15 persone, anche in una piazza ostile con dall’altra parte un’orda che applaude il loro avversario politico fischiando verso di noi, a dire: “La nostra storia non inizia oggi n’è finisce oggi. Siamo passati da tempeste di sangue, ci siamo rialzati. E non parlo solo di partiti, parlo dello spirito Patriottico, parlo dell’italianità e dell’interesse della Patria prima di tutto. Non vi crucciate, oggi siamo una decina, ma insieme, domani saremo venti e poi cento e poi mille, perché nessuno potrà impedire all’Italia di tornare alla bellezza ed alla dignità di un tempo.”

Però vorrei sentirlo in ogni piazza ed in ogni borgo, anche nelle riunioni di condominio, chissenefrega, ma quello serve, svegliare l’orgoglio della nostra gente, ma non puoi farlo se non sai neanche chi è la tua gente.

Questo è lo sfogo di chi è partito per questa avventura come si parte per il viaggio della vita, forse troppo alte le aspettative, forse tante cose, ma non è quello che ci eravamo raccontati.

Ci vediamo ad Atreju.

Lucia Di Paolantonio, dirigente FDI

Di Lucia Di Paolantonio

15 risposte a La lettera. Fratelli d’Italia divenga un partito. Non un cartello elettorale

  1. Spirito patriottico, italianità, Patria.Si potrebbe riassumere con Patria e Famiglia (se italianità non è una parola vuota). Patria: sovranità (anche) monetaria.Famiglia: figli: una politica di sostegno e incentivo alla natalità…; un no bello chiaro allo jus soli e a qualsiasi forma di automatismo nella concessione della cittadinanza italiana (non importa se prima, seconda, n-esima generazione) … etc., etc., etc..

  2. Ben detto. Rifondiamo e ripartiamo da dove ha lasciato Almirante e dovremo sapere aspettare, preparandoci a dovere. Il potere d’oggi ha una prospettiva: la fine per implosione del sistema che lo regge. Andiamo.

  3. Pure Bocchino sciorina le foto con Almirante. C’avete scocciato.

  4. mi permettete una considerazione? mi pare che anche in questa lettera non vi sia nulla di concreto, critiche molto generiche e nessuna proposta alternativa concreta………………..dopo averla letta mi verrebbe da chiedere: e quindi?

  5. Sono completamente in disaccordo con quanto viene affermato. Noi siamo già un partito con persone e militanti che si sacrificano e lottano tutti i giorni per farlo crescere. Giorgia ha girato tutta Italia, guardando la gente dentro gli occhi, sponsorizzando persone e prodotti locali. Ha lanciato campagna “difendo ciò che amo” portando tricolori di 50 metri in ogni regione d’Italia. Ha difeso la patria e le iniziative del partito in decine di trasmissioni televisive, vincendo dibattiti difficilissimi, vedi Monti e svariati esponenti del Pd. Potrei continuare per ore, ma a Giorgia non serve certo chi la difende. Quello che fa è sotto gli occhi di tutti. Il partito c’è ed è vivo. Ci saranno Assemblee nazionali, congressi e primarie. Questa lettera è un’insieme di presunzione e mancanza di rispetto verso chi ha dato, da e darà tanto al partito. Si parla di gente che non conosce e che non sa…………ma chi scrive in questa lettera ha mai conosciuto e saputo che cosa fanno e che hanno fatto i presunti “nuovi”? Comunque non mi voglio dilungare più di tanto, anche perchè la “vecchia” politica mi ha insegnato che i dibattiti e i problemi si risolvono in casa, non chiamando un giornale online e diffondendo articolo su facebook pubblico e con l’arroganza di chi sa tutto e di chi si crede portatore di pensiero di mezza Italia.

  6. Digiamolo: la Meloni ha fallì il suo compito; a casa e avanti un’altro…

  7. No, Giorgia non ha fallito proprio niente. Che sia chiaro. Merita di condurci e voglio che ci conduca.

  8. Caro Cardoni, lei non capisce, o peggio ancora non vuole capire. Un partito è un organizzazione viva che, come ha detto Lucia, ha una sua storia e un obiettivo da raggiungere (viene da lontano e vuole andare ancora più in là). Alle critiche fondate fatte presenti da Lucia lei ha risposto agitando lo spettro di future assemblee, accuse personali ad una persona che presumo lei non conosce minimamente, e la bandiera dietro cui nascondete le vostre mancanze: Giorgia Meloni. L’onorevole Meloni può anche essere la persona più brava del mondo ma mi vien da chiedere, in questo partito esiste solo lei? Ci siamo fatti prendere dal leaderismo imperante in FI e nel PD e abbiamo mandato ad ogni occasione buona per un po’ di propaganda la Meloni a testimoniare la nostra esistenza, ma qual’è il prezzo? Trascuriamo la formazione di dirigenti giovani d’alto livello, e lo pagheremo in futuro; ma soprattutto per paura di perdere questa nostra bandiera ne occultiamo o minimizziamo gli errori che fa, rendendola sempre più non una persona politica ma un oggetto decorativo. Riguardo alle future assemblee, te lo dico, nella politica contano i fatti; abbiamo parlato di democrazia interna e di assemblee, ma intanto qualcun altro tirava dentro cani e porci concedendogli onori a persone cui non sarebbero aspettate, e voglio anche citare i nomi: Alemanno, Magdi Allam e la Poli Bortone.
    Ma la cosa che più mi da fastidio è che quando un dirigente, un militante che da anni si sacrifica per la sua comunità osa fare delle giuste critiche, arriva subito quello che la accusa di mancanza di rispetto, di arroganza, di ignoranza. Ogni volta che sorge una critica si pretende di zittirla per rispetto a dei presunti mostri sacri o per opportunità politica, ma a guadagnarci non sono i militanti, ma quel ristretto circolo che campa sulla rendita di un idea che puzza ormai di morto.

  9. Rodomonte, al di là delle considerazioni politiche che ha menzionato che anche se non condivido potrebbero essere motivo di dibattito, quello che contesto vivamente è il mezzo. Siamo in un contesto dove i piccoli partiti devono ammazzarsi con grandissimi sacrifici per diffondere le proprie idee e la propria linea. Abbiamo pochi mezzi e un leader del centrodestra che ogni volta che ne ha l’occasione attacca i piccoli partiti. Non abbiamo televisioni, radio ne carta stampata. L’unico mezzo che usiamo per diffondere le nostre iniziative è il web e i social. E noi lo utilizziamo per presunte lotte interne? Ma secondo voi chi vuole avvicinarsi al partito e legge questa lettera che reazione potrebbe avere? I dibattiti e le critiche sono ben accette, ma devono svolgersi nelle sedi opportune. Distinti saluti.

  10. Cardoni, in pratica nessuno disturbi il manovratore? Zitti, parla Agnesi? Non le pare la stessa identica cosa che ha fatto scoppiare il Pdl? Meglio sfogare che tenere in corpo, “se no poi sudi, ti viene il raffreddore e poi muori” (cit. Baz 2.0, da Colorado Cafè)

  11. Frungolo, ma chi ha detto che non ci si deve sfogare. Ci sono mezzi e strumenti più appropriati per farlo, tutto qui. Il partito per essere forte deve mostrarsi unito, poi dentro le sedi opportune ti puoi anche scannare, naturalmente in modo coatruttivo, non sparando a zero. E poi se non ricordo male a destra esisteva un certo rispetto drlle gerarchie, o sbaglio…..

  12. Ci tengo a qualche precisazione, poi se ne discuterà ad Atreju. Nessuno ha chiamato in ballo Giorgia nel modo in cui ne parlate voi. Ho parlato della sua generazione con ammirazione e col terrore che non ce ne saranno altre così. Al resto non ho necessità di rispondere. Per dovere di precisione ci tengo a questa cosa. Si è già strumentalizzato troppo. Errore di buona fede e di gioventù.

  13. Cardoni, il presunto senso della gerarchia e il richiamo a risolvere tutto nelle paludate dstanze dei bottoni è roba da Pci. Siamo seri, si sono fatte più lotte interne a destra che manco guerre balcaniche. Detto questo, chi ha scritto la lettera deve avere l’opportunità di poter fare, scrivere e dire tutto quello che ritiene opportuno senza incorrere nelle censure di chicchessia. Invece di far la critica alla critica, si lavori per dare una risposta a chi pone degli interrogativi.

  14. Dal 1962 al 1965 sono stato a Trieste il Pres. Prov. dell’A.S.A.N. “Giovane Italia” .Dopo il Congresso di Fiuggi ho partecipato al primo Congresso di Roma della “Fiamma Tricolore”…nelle ultime elezioni ho votato per “Fratelli d’Italia” quindi ,rispetto Lucia di Paolantonio sono un vecchio camerata (se così è ancora lecito definirsi) , ma con lei concordo soprattutto sulle molteplici “correnti di pensiero ” che ho trovato da ragazzo nel M.S.I. e che ancora imperversano nel nostro movimento. Sono deluso ma non rinunciatario .

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