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Libertà economiche 2014: più facile fare impresa in Ruanda che in Italia

Pubblicato il 17 gennaio 2014 da Giovanni Vasso
Categorie : Economia

e39f40e367b1206c5eb0b1795f7efbcb22E’ più facile fare impresa in Ruanda che in Italia. Ma non solo: pure Albania, Messico, Madagascar e Khirgizistan ci precedono nella classifica sulle libertà economiche nel mondo per il 2014 stilata dalla Fondazione Heritage, il think tank conservatore di Washington.

Il nostro Paese è in piena zona retrocessione nel ‘girone’ in cui Heritage l’ha inserita, quella delle nazioni “moderatamente libere”. L’Italia è in 86esima posizione, ci tallonano la Croazia, lo Zambia, Filippine e Sri Lanka. Poi il baratro degli Stati “tendenzialmente non liberi” capitanati da Uganda, Gambia, Vanuatu, Namibia e Serbia.

Meglio di noi il Ruanda (65esima), il Ghana (66esimo), Thailandia (72esimo) e persino lo Swaziland (82esimo) e il Guatemala (83esimo). L’Est europeo è, secondo la classifica Heritage, il Paradiso se confrontato con l’inferno italico. Tralasciando le repubbliche baltiche, che si piazzano ai vertici delle classifiche nel gruppo dei Paesi tendenzialmente liberi, l’Italia viene letteralmente stracciata dalla Polonia (50esima), dall’Ungheria (51esima), dall’Albania (54esima), Slovacchia (57esima), Bulgaria e Romania (rispettivamente 61esima e 62esima). Non c’è confronto con la Repubblica Ceca che finisce nel girone dei virtuosi al 26esimo posto.

Manco il Sudamerica scherza se è vero tant’è vero che l’Uruguay è 38esimo, il Paraguay si attesta al 78esimo posto.

E se in vetta alla classifica degli Stati più liberi economicamente si piazzano Hong Kong e Singapore che scalzano l’Australia dal primato, ci si può consolare con i dati “desolanti” dei Paesi emergenti.

Il temibile Bric è tutto dentro il gruppo dei ‘cattivi’ illiberali con l’unica eccezione del Sudafrica che è il 75esimo Paese più libero economicamente al Mondo. Per gli altri membri della combriccola degli Emergenti va malissimo: il Brasile è 114esimo, l’India si stabilisce al 120esimo posto mentre la Cina si piazza 137esima, tre posizioni più su della Russia di Putin, classificatasi al 140esimo posto.

Ultima curiosità: anche in Europa ci sono economie ‘represse’, nazioni che vengono catalogate nel libro nero degli illiberali. Si tratta dell’Ucraina stretta tra la morsa di Lesotho e Haiti, al 155esimo posto, una ventina di piazzamenti più su delle bestie nere (anzi rosse…) Cuba e Corea del Nord che chiudono la classifica. Nel gruppo dei cattivissimi anche l’Argentina della Kirchner, 166esima di poco più su rispetto a Chad, Congo e Guinea Equatoriale.

Non pervenuti tutti i Paesi in guerra, dall’Iraq all’Afghanistan passando per Siria, Somalia e Kosovo. Tra loro, però, c’è anche il piccolo staterello alpino del Liechtenstein..

Clicca qui per vedere la classifica Heritage

@barbadilloit

Di Giovanni Vasso

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