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Il caso. Ratzinger e gli scandali della Chiesa “nati” con il ’68

Pubblicato il 11 Aprile 2019 da Careca
Categorie : fedi e religioni

C’è un (lungo) articolo di Benedetto XVI che è destinato a far scalpore. Perché il papa emerito non si nasconde e, in un intervento che sarà pubblicato sul mensile tedesco Klerusblatt rintraccia nel clima del ’68 il punto di partenza dei problemi e degli scandali, soprattutto quelli sessuali, che hanno investito la Chiesa Cattolica.

Ratzinger, nel lungo articolo di cui il Corriere della Sera ha avuto l’esclusiva in italiano, punta il dito contro le strutture e le elaborazioni intervenute dopo il Concilio Vaticano II.

Le parole, che a molti piace sottrarre all’innocenza, non lasciano spazio a nessun dubbio. Il racconto di Ratzinger, del clima di licenza sessuale diffuso in molti luoghi non solo clericali, lascia poco margine ai dubbi.  “In diversi seminari si formarono club omosessuali che agivano più o meno apertamente e che chiaramente trasformarono il clima nei seminari. In un seminario nella Germania meridionale i candidati al sacerdozio e i candidati all’ufficio laicale di referente pastorale vivevano in­sieme”.

Ma il problema era serissimo negli Stati Uniti: “La questione della pedofilia è, per quanto ricordi, divenuta scottante solo nella seconda metà degli anni ’80. Negli Stati Uniti nel frattempo era già cresciuta, divenendo un problema pubblico. Così i vescovi chiesero aiuto a Roma perché il diritto canonico, così come fissato nel Nuovo Co­dice, non appariva sufficiente per adottare le misure necessarie. In un primo momento Roma e i canonisti romani ebbero delle difficoltà con questa richiesta; a loro avviso, per ottenere purificazione e chiarimento sarebbe dovuta bastare la sospensione temporanea dal ministero sacerdotale. Questo non poteva essere accettato dai vescovi americani perché in questo modo i sacerdoti restavano al servizio del vescovo venendo così ritenuti come figure direttamente a lui legate. Un rinnovamento e un approfondimento del diritto penale, intenzionalmente costruito m modo blando nel Nuovo Codice, poté farsi strada solo lentamente”.

La questione del diritto non è di poco momento perché investe direttamente le scelte assunte dal Concilio Vaticano II che, abbandonando le impostazioni giusnaturalistiche tradizionali, abbracciò un approccio totalmente fondato sulla Bibbia.

Di Careca

31 Responses to Il caso. Ratzinger e gli scandali della Chiesa “nati” con il ’68

  1. Condivido il pensiero del Papa Emerito.

  2. A me la Chiesa preconciliare è sempre piaciuta perché era il luogo della lussuria rinascimentale. Ed è dal concilio si è trasformata in un ritrovo di quaccheri, di puritani, di odiatori della sessualità e…pedofili. Che poi Sade descrivesse vescovi con le mani piene, penso si possa liquidare il tutto come fantasie di uno psicopatico che proietta sugli altri le sue devianze sessuali.

  3. A proposito del caso della pedofilia all’interno della Chiesa, si pensa di risolvere il problema mettendo fine al celibato dei preti come se il problema dipendesse dal celibato, quando la pedofilia è dappertutto.

  4. All’interno della Chiesa, sia pre che postconciliare, il problema della licenza sessuale è sempre esistito – pensiamo a Papa Alessandro VI, alias Rodrigo Borja, puttaniere e generatore di bastardi nel XV secolo – solo che chiaramente con il CVII c’è molta più tolleranza e liberalità rispetto a molte cose, e tante cose si fanno alla luce del sole. Inoltre la differenza tra la Chiesa di Roma precedente al CVII, e quella successiva, sta pure nel fatto che la seconda rispetto alla prima ha completamente stravolto la liturgia cattolica, mistificato i contenuti del Vangelo, abolito la Messa tridentina, si è adeguata al secolarismo, ecc., cosa che nessuno aveva mai pensato di fare, neppure il lussurioso e peccaminoso Papa Borgia.

  5. Omosssuali e pedofili nella Chiesa votata al celibato ci sono sempre stati. Quando ero bambino i genitori ti raccomandavano di non farti toccare dai preti…All’epoca dell’Ancien Régime i figli cadetti delle famiglie aristocratiche erano generalmente indirizzati alla carriera militare o, se mostravano tratti effemminati, ecclesiastica… I seminari, come del resto Eton o le accademie militari prussiane, nelle quali si entrava a 11-12 anni, erano grandi scuole di diffusione di omosessualità e pederastia…È certo che dal ’68 la ‘sessualizzazione’ nella Chiesa, come nella società, ha sconvolto l’ordine, pur relativo e talora ipocrita, precedente. La fine del celibato non risolverebbe totalmente il problema della pedofilia, che chiaramente è molto più vasto, ma in parte sì. Bisogna rimuovere dalla Chiesa le scorie sessuofobe agostiniane…e solo con parole e buone intenzioni non si va lontano…

  6. Il vero problema che la Chiesa bergogliana non vuole riconoscere è che alla base del problema della pedofilia c’è quello dell’omosessualità, ovvero la presenza di una fronda omosessualista all’interno della Chiesa che promuove una certa ideologia e certe pratiche addirittura in dei casi anche consapevolmente per ottemperare ad una sorta di ritualità “satanista” ovvero contro-iniziatica così come avviene in certi circoli del potere finanziario e politico, in Italia abbiamo avuto il caso del Forteto per esempio, coperto per anni da poteri forti sinistri e non… si vedano anche le statistiche dei casi di presunta pedofilia nella Chiesa per capire che la maggioranza di essi sono in realtà casi di abuso omosessuale coperti in modo politicamente corretto dalla parola pedofilia per non dover affrontare veramente il problema della lobby omosessuale.

  7. P.s. Adesso in realtà El papa sorosiano sta usando la pedofilia come una clava per colpire i suoi avversari interni come il cardinal Burke ed altri critici del suo operato, invece mai detta una parola su Verona,famiglia,aborto etc , ma del resto cosa ci si aspetta da uno che ha come interlocutori privilegiati gente come Scalfari e Bonino a cui fa fare pure i comizi nelle chiese, ad uno che sta svolgendo una completa contraffazione del cattolicesimo in ogni sua forma tradizionale…

  8. La morale andrebbe separata dalla fede. Nietzsche dice espressamente che il “Dio morale” deve essere confutato. E non era affatto un ateo: Heidegger, distinguendo tra cristianesimo sociologico e rivelazione neo-testamentaria, sottolinea che la morte di Dio in Nietzsche non è una negazione della fede cristiana. Ciò che Nietzsche rigetta sono “i valori cristiani”, un Dio concepito in termini morali; una contraffazione del Risuscitato. Molto spesso ci si accontente della morale perché i suoi effetti sono tangibili, ma s’intraprende una strada opposta a quella della vera fede. Se Dio è inconoscibile nella sua essenza trascendente, è però percepibile nelle sue energie, come si sono manifestate agli apostoli nella luce del Tabor. Nella “Teologia mistica della Chiesa d’Oriente”, Vladimir Lossky scrive dell’apofatismo: “E un’attitudine esistenziale, che impegna l’uomo totalmente: non vi è teologia al di fuori dell’esperienza: bisogna cambiare, diventare un uomo nuovo. Per conoscere Dio bisogna avvicinarsi a Lui, non si può essere teologi se non si segue la via dell’unione con Dio. La via della conoscenza di Dio è necessariamente quella della deificazione”.

  9. Aristide sono d’accordo con lei sulla lettura di Nietzsche, infatti nell’opera “L’anticristo” si capisce perfettamente che il bersaglio è Paolo “apostolo della vendetta” e non il Cristo che sarebbe stato contraffatto dal cristianesimo Paolino appunto trasformando in religione plebea e morale ciò che era secondo Nietzsche il Si alla vita del Cristo.. però questa visione implica molte altre considerazioni, come per esempio quella per cui ogni religione , e parlando di religione s’intende solo l’albero abramitico giacche ongni altra forma sacra è definibile come metafisica e non come religiosa , dicevo ogni religione è propriamente tale proprio per l’aspetto passionale, sentimentale e quindi anche morale, al contrario invece delle metafisiche come l’induismo, il “paganesimo” greco-romano etc che mancano appunto dell’ aspetto devozionale… Ma questo è nella natura delle cose e dell’adattamento ciclico della Tradizione primordiale, infatti oggi anche nell’induismo la forma predominante è quella bhakti che è caratterizzata da un aspetto fortemente devozionale simile al cristianesimo… Invece sulla parte finale del suo commento non sono d’accordo , perché la deificazione dell’ individuo come tale è un concetto totalmente moderno e che nulla ha a che fare con la concezione tradizionale di “illuminazione” o “liberazione” , che invece è proprio la perdita dell’ego individuale per lasciare posto al Se Divino, quindi è la divinità che si impossessa dell’individuo e non il contrario, giacche questo è il tipico esempio di titanismo moderno, un errore tipico di certo gnosticismo e anche della filosofia di fine Ottocento a cui anche il povero Nietzsche non fu immune non avendo conoscenze tradizionali che lo avrebbero potuto guidare in ben altra direzione ed evitare la sua caduta nel baratro, la caduta di una delle menti più eccezionali che la metafisica moderna europea abbia avuto , “l’ultimo dei platonici”…

  10. Signor Stefano, alla base della “deificazione”, concetto cardine della teologia bizantina, è la “preghiera del cuore”. Gli ortodossi prendono le distanze dal dolorismo che caratterizza il misticismo, per giungere alla theosis o “deificazione” attraverso l'”apertura dell’occhio del cuore”, che comporta non “un’uscita da sé” ma un “uscire in sé”, avendo l’Altro sede nel cuore.

  11. Ah ok mi perdoni Aristide avevo frainteso il senso delle sue parole, se si parla di “preghiera del cuore” capisco ora il senso da lei dato alla parola “deificazione”,sono un estimatore della Filocalia e delle tecniche del cristianesimo Ortodosso,ultimo baluardo della vera cristianità con luoghi come il Monte Athos che lo dimostrano,ancora oggi sede di una spiritualità pura che prova come la “via cristica” sia ancora possibile in determinate condizioni,molto interessante la lettura del “sofianesimo” di Soloviev ed il concetto di Sofia eterna come quarta ipostasi divina a tal proposito… cordiali saluti.

  12. Monte Athos. Mah, non so è cambiato qualcosa. Un tempo non “entrava” lassù nessuna femmina viva di animale, neppure una gallina, per paura che i monaci cadessero in tentazione….. Ma che ce ne facciamo di simili religioni (ci metterei anche lo zoroatrismo, padre di tutti i monoteismi) che hanno paura anche di una gallina?

  13. Felice guarda che i motivi per cui nessuna femmina ne umana ne animale può entrare sono ben altri e non hanno alcuna relazione con la tentazione come può apparire esteriormente, la particolarità “simpatica” per chi come me è un aiulurofilo è che le uniche femmine che possono stare sull’isola sono quelle di gatto… Comunque ad oggi non è cambiato nulla, almeno così mi riporta una persona che conosco e che periodicamente va lì per motivi di lavoro.

  14. Ma se non è la ‘tentazione’ femminile, strumento del diavolo, per quale alta mistica e spiritualità è? Forse che non nasciamo dalla donna? Perchè averne tanta paura? Forse che contamina? Con le mestruazioni? Oddio, non avevo mai pensato alle mestruazioni delle galline…Dev’essere a causa del cervello bacato della pretaglia universale di tutti i tempi…

  15. Lo scritto di Ratzinger è molto bello e invito tutti a leggerlo, qualunque sia l’idea di ognuno di noi (si trova integralmente anche nel sito “Messa in Latino”). Interessante il discorso riguardante il relativismo. Naturalmente il documento non viene pubblicizzato da chi ha attualmente le leve del potere all’interno della Chiesa Cattolica.

  16. Ma perchè Ratzinger ha lasciato nel 2013? Lui, il primo che tolse la tiara dallo stemma di un pentefice, lui, il carnefice della tradizione con le sue dimissioni come se fosse stato il presidente di una squadra di calcio, lui è il maggior colpevole! Basta menzogne!!!

  17. Felice pure c’hai ragione. Ma a ‘sto punto manco Wojtyla buon’anima è innocente.

  18. Ragazzuoli non m’interessa prendere le difese di Ratzinger ma faccio sommessamente notare che le sue dimissioni non è che siano state proprio spontanee , egli è stato fondamentale vittima di un golpe così come se ne sono visti con modalità simili in altri contesti, certo non ha avuto gli attributi per resistere e questo gli è imputabile sicuramente, ma non credo che avesse molta scelta almeno stando alle cronache di chi ha provato a ricostruire la dinamica dei fatti. Poi vabbè che la Chiesa da tempo ormai sia arrivata alla frutta come si suole dire è fatto noto e palese a tutti. D’accordo con Libero sul Papa polacco.

  19. Nessun papa post-CV può essere definito innocente, tantomeno il bavarese, che però almeno, pare, che rispetto ai suoi predecessori – eccetto Luciani – abbia tentato di attuare una sorta di repulisti all’interno della Chiesa, e per questo rassegnò le dimissioni per far posto all’argentino, che piace tanto alla gerarchie ecclesiastiche (a maggioranza progressista), e soprattutto alla gente che piace (i vari intellettuali e politici laicisti e progressisti, esponenti del pensiero unico dominante). Una rivoluzione positiva all’interno della Chiesa può avvenire soltanto con l’abolizione del CVII, che difficilmente accadrà.

  20. Non vorrei essere petulante in una materia che m’interessa, ma sentendomene intimamente ‘fuori’: se Benedetto XVI è stato effettivamente ‘obbligato’ a dar le dimissioni, meno di 8 anni dopo il conclave che lo elesse, non riesco a capire – al di là della sua stoffa non proprio combattente e tanto meno eroica – chi lo abbia votato e poi lasciato in mezzo al guado, considerando che il Sacro Collegio era integrato anche dai cardinali da lui nominati e, si suppone, di sua fiducia. Sin da prima dell’elezione Ratzinger attaccò il ‘marciume’ che s’annidava in Vaticano. Allora o il ‘marciume’ lo votò per neutralizzarlo o altri, per far pulizia, lo votarono e lui non seppe fare né una cosa (assicurare la continuità di ciò che detestava), né l’altra (il suo contrario). E come un bambino imbronciato scese dalla giostra…Perchè poi abbia pure voluto mettere in atto la pantomima del Papa Emerito e starsene lì come un ospite appena sopportato, invece di andarsene in Germania o da qualche altra parte, come cardinale o ‘pensionato semplice’, sinceramente non lo capisco. Forse alla figura del Pontefice non ci credeva più neanche lui, ma allora perchè accettò solo 8 anni prima, non quando era un infante? Perchè, conoscendo benissimo la materia, non pose mano a nessuna delle grandi ed imprescindibili riforme della Chiesa? Mistero, mistero…

  21. Felice questa volta mi sa che sei molto vicino alla verità dei fatti, credo che le sue dimissioni siano state proprio un segno di debolezza e praticamente un tirarsi fuori da un marciume che aveva ormai saturato ogni angolo Vaticano, egli essendo in fondo “solo” un teologo non ha mai avuto il polso ed il coraggio di fare quello che forse avrebbe desiderato, poi ci sono state pressioni, anche i suoi ex sostenitori si sono tirati indietro, mettiamoci anche qualche spintarella proveniente dall’ambiente clintoniano etc poi vabbè ci sarebbero anche altre analisi ma alla fine quello che hai detto è corretto… Magari lui ha agito pensando anche di fare il bene della Chiesa,chissà è difficile da dire dove finiscono le sue colpe ed iniziano quelle altrui…

  22. Werner. Il progressismo di don Lasagna e compari di gozzoviglie è ovviamente pura esibizione finalizzata. Bergoglio ama il potere, in modo sfrenato, ed è pronto a tutto pur di mantenerlo o, addirittura, estenderlo. Lui è come Pio VII che va a Parigi per incoronare Napoleone. Da buon gesuita forse ci crede forse no (al nostro Dio), ma intanto mira al sodo, i tanti beni e quattrini di cui ancora dispone la Chiesa… Le idee vanno e vengono, la “Chiesa cinese del silenzio”, ad esempio, può essere scaricata senza complimenti ecc., il potere e lo ‘sterco del diavolo’ (ma benedetto sia…) restano… così ragiona un gesuita tipico…pronto ad ogni compromesso.

  23. Il concilio Vaticano II è stato il frutto dell’intesa e della meticolosa preparazione di due cardinali ” tedeschi ” ( tacciati da molti come cripto-protestanti infiltrati) estremamente preparati e cultori oltreché di Teologia, anche di Diritto; i cardinali (“Tedeschi”) Ratzinger e Rahner ; tuttavia questi due personaggi si scontrarono con una corrente ancora più agguerrita e conservatrice che faceva capo ad un altro cardinale Tedesco (..De Lubach se non ricordo male ) soprattutto sul tema di cosa era e a chi apparteneva la Suprema Potestà all’interno della Chiesa. (come se uno come il Cardinal Montini fosse stato un ” papa infallibile “…)…
    Perché il tema di fondo è e rimane solo uno : chi Comanda nella Chiesa : il Papa da solo ( Il suo Primato) o i Vescovi come collegialità originaria e quindi con il Papa come uno di/tra loro ( La Collegilità Episcopale) ?

    Si arrivò ad un compromesso; per cui le Supreme Potestà alla fine risulteranno due : il Papa da solo ( riconoscimento del Primato di Pietro che proprio Ratzinger confuto’ teologicamente e con fonti tutt’altro che irrilevanti … ) ed il Papa con i Vescovi riuniti in Sinodo ( la collegialità episcopale originaria degli apostoli dove Pietro per l’appunto era solo uno ” inter pares” ).

    La Chiesa attuale rimase così come quella originaria : rimase sia Collegiale che ” Regale ” ecc. ecc. e fu pace tra le parti a tal punto che Ratzinger da intelligente antagonista “del Primato di Pietro ” divenne il supremo custode della Dottrina della Fede della Chiesa di Roma.

    Fu alla fine Ratzinger, e non i progressisti Gesuiti (… che ” lo snobbavano” in quanto tedesco e perché molto piu’ intelligente , preparato ed astuto di loro …) che trovò la quadra, il giusto compromesso …

    E tra i corridoi del Concilio II di diceva che tutto lo scontro e l’incontro, tutto il Concilio, si era risolto ed era stato deciso dai cardinali tedeschi o “di area tedesca” ….

    Per quanto mi riguarda la Chiesa come Potere è sottoposta agli stessi processi di secolarizzazione e degradazione degli altri poteri ” Laici ” : nè piu’ nè meno,
    ;
    … e tra le altre cose, di questo perenne scontro tra “Massoni e Gesuiti” come elite di pensiero (… e purtroppo non solo di pensiero) l’unica Istituzione che ci ha sempre rimesso è stata sempre la Nazione ” Italia ” …
    Ed ecco perchè il Fascismo detestava sia Massoni che Gesuiti e ” … li teneva alla giusta distanza “…

    D’altra parte il Risorgimento, ” quello vero”, era stato assassinato da queste due ” false ” elite/sette scambiate inopinatamente per “Ordini” …

    J.Ratzinger è un personaggio “culturalmente (e forse anche umanamente superiore) alla media ponderata della somma di tutti i gesuiti e massoni messi insieme …

    Queste due sette altrettanto “secolarizzate e corrotte”, portatrici alla fine di semplici interessi materiali , ma sempre con quel maledetto vezzo sottile di insegnare agli altri ( .. a quelli non facenti della loro famiglia ) cosa è la Verità Assoluta …

  24. @Guidobono
    I gesuiti sono da sempre considerati degli eretici all’interno della Chiesa cattolica dalla parte più tradizionale delle gerarchie ecclesiastiche. D’altronde uno dei due promotori del CVII, Rahner, era proprio un gesuita, così come l’attuale pseudopontefice, che fa amicizia con l’ex direttore di Repubblica nonché, ricordiamolo, fondatore del Partito Radicale, il movimento politico più anticristiano che ci sia.

  25. Oddio, il gesuita padre Tacchi Venturi dal fascismo molto lontano non era… MA, IO CREDO, SEMPRE NELL’IPOTESI CHE IL FASCISMO VINCESSE, CIOÈ NELLA LOGICA DI UN INTERESSE CORPORATIVO… I gesuiti si sentono la Chiesa, anche se dicono di essere al suo assoluto servicio…Balle…. Anche per questo l’Ordine fu soppresso da Clemente XIV nel 1767 e poi sciaguratamente restaurato da Pio VII..

  26. E poi c’è qualcuno che pensa che Bergoglio sia peronista!!!!!!

  27. Don Lasagna bacia i piedi ai nostri quotidiani invasori? Una frescaccia, una delle tante, come l’Auto Elettrica, ‘piace alla gente che piace’, anche se totalmente inutile…

  28. Quello delle dimissioni è un discorso complesso, tra l’altro non sappiamo cosa ci sia veramente dietro. Tutti i commenti che ho letto hanno delle ragioni. Confesso che anch’io, fino a poco tempo fa, consideravo Ratzinger un pavido (oltre a considerare Bergoglio una patologia vera e propria). Non è che abbia cambiato idea, dico soltanto che prima di esprimere un’idea definitiva voglio aspettare che vengano fuori tutti gli elementi, solo dopo esprimerò un giudizio. Ovviamente attendo anche altri ed eventuali interventi dello stesso Papa emerito. PS – Per essere chiaro: a mio avviso dopo il Concilio Vaticano II siamo fattualmente fuori dalla cattolicità, ma sono brutti tempi, dobbiamo essere pragmatici e difendere quel poco di buono rimasto da quelle parti (e soprattutto eviterei di lasciare la chiesa di Roma totalmente nelle mani dei poteri forti).

  29. Ma chi è questo don Lasagna, non ne ho mai sentito parlare. È forse un personaggio di rilevanza solo locale? Un pretacchione di provincia?

  30. No, uno grosso, prepotente ed aggressivo, umile per le foto, che dice di essere addirittura papa e si abboffa quotidianamente di lasagne delle monache del Santa Marta Residence in Vatican City… Per questo non è voluto andare nell’appartamento al terzo piano. Le lasagne fredde o riscaldate non son la stessa cosa…Don Lasagna è il soprannome datogli da qualche prete…

  31. Che sia un mangione è evidente dall’addome particolarmente pronunciato; sembra il lupo della favola, dopo che si è pappato la nonna e Cappuccetto. Comunque, su google non si trova nulla. Si tratta di una voce di corridoio?

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