
Parlare di un’opera di René Guénon è sempre un’operazione delicata, da affrontare in punta di piedi. La mole sterminata di testi, dati e analisi che il filosofo francese ha prodotto — insieme allo studio profondo delle dottrine esoteriche e orientali — testimonia la statura di un pensatore capace di indagare non solo il fenomeno della decadenza, ma anche di fornire all’uomo moderno strumenti per recuperare il rapporto con il sacro e la spiritualità.
Di recente, l’editore Tipheret ha pubblicato un piccolo volume dal titolo L’uomo e il suo divenire secondo il Vedānta, che unisce rigore accademico e volontà di restituire alla dottrina vedantica dignità e spessore nel discorso filosofico contemporaneo.
Chi è René Guénon e il libro
René Guénon è il massimo esponente del Tradizionalismo integrale e della corrente più pura della metafisica del Novecento. L’uomo e il suo divenire secondo il Vedānta è considerato una delle sue opere più rigorose, decisive e geometriche.
Non è un saggio accademico di filosofia comparata, né un testo divulgativo o religioso. Guénon intende esporre la dottrina indù — nello specifico l’Adwaita Vedānta — “dall’interno”, liberandola dalle interpretazioni e dalle deformazioni operate dagli orientalisti occidentali del suo tempo.
La metafisica dell’Essere contro la psicologia moderna
Guénon chiarisce subito che il Vedānta è una scienza dell’Essere. In questo senso, rifiuta categoricamente l’approccio psicologico o evoluzionistico moderno. Per il pensatore francese, l’uomo occidentale tende a ridurre tutto alla mente e alla psiche; il Vedānta, al contrario, sposta l’asse verso il Sé (Ātman), principio universale, eterno e non condizionato che risiede oltre l’individualità egoica.
Approfondendo la lettura, si comprende come Guénon costruisca una vera e propria mappa tecnica della costituzione umana: dai diversi “stati dell’essere” — veglia, sonno profondo, stato incondizionato — alle condizioni postume, ovvero ciò che accade dopo la morte secondo la tradizione indù. Il fine ultimo è la Liberazione (Moksha), che non è una salvezza sentimentale o religiosa, ma una presa di coscienza metafisica definitiva.
Un’opera tagliente
La scrittura di Guénon non si concede fronzoli poetici né slanci lirici: è caratterizzata da una struttura argomentativa rigorosa, tagliente e sorprendentemente chiara. L’uomo e il suo divenire secondo il Vedānta è un libro che “risveglia”, non un libro che consola. Richiede attenzione, impegno e la disponibilità a mettere in discussione le categorie mentali eurocentriche e moderne.
È una lettura consigliata a studiosi e appassionati delle dottrine orientali, ma anche a chi è stanco delle banalizzazioni New Age e desidera confrontarsi con un pensiero radicale, sistematico e profondamente metafisico. Soprattutto, è un testo ideale per chi voglia approfondire René Guénon partendo da una delle sue opere dottrinali più pure e strutturate.
René Guénon, L’uomo e il suo divenire secondo il Vedānta, Tipheret







