Ci sono artisti che ascolti e artisti che ti entrano nella vita, come – per me – Lucio Dalla. La sua musica accompagna mezzo secolo di emozioni, ricordi, amori, attese e malinconie. È la colonna sonora di una vita, una presenza che il tempo non consuma.
Sono Lucio, antologia in uscita il 18 settembre, celebra la sua arte ed è anche un viaggio nella memoria, perché ogni brano di Dalla è un frammento di vita, un volto, una stagione dell’anima. Il suo genio trasforma la quotidianità in poesia, la poesia in una lingua che parla a tutti.
Dalla è, soprattutto, cantore dell’amore. Lo racconta senza retorica, attraverso la fragilità, la distanza, il desiderio, la solitudine. In Cara, Anna e Marco, Futura, Stella di mare, La sera dei miracoli, l’amore assume ogni forma possibile. Quando arriva, la canzone supera ogni confine: diventa dolore, passione, lontananza, vita.
La nuova raccolta riunisce Caruso, Come è profondo il mare, 4/3/1943, L’anno che verrà, Anna e Marco, Futura, Piazza Grande, Canzone, Felicità altri brani. Un repertorio che racconta un artista irripetibile e, insieme, un pezzo fondamentale e unico della musica italiana.
Il progetto possiede anche un valore visivo e materico particolare. Le foto di Luigi Ghirri accompagnano il racconto. Il titolo, SonoLucio, riprende la grafia dello stesso Dalla. I brani sono rimasterizzati dagli originali analogici con tecnologia a 192 kHz/24 bit. Il doppio lp numerato Azzurro Mare, già esaurito, aggiunge un ulteriore elemento di rarità a un omaggio che guarda tanto al collezionista quanto all’ascoltatore.
Lucio vive. Basta che inizi una canzone per aprire una porta sulla memoria: tornano persone, luoghi, notti, amori, illusioni, stagioni che credevo perdute. La sua voce riesce ferma il tempo, restituendomi qualcosa che mi appartiene. Dalla è genio della musica leggera italiana e voce privata – inclusa la mia – di milioni di persone.