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La lettera. Michele Emiliano e l’imparzialità di chi passa dalla toga alla politica

Pubblicato il 29 ottobre 2014 da Luigi Compagna
Categorie : Parola ai lettori

dalema_emilianoAl direttore – Michele Emiliano era pubblico ministero barese: eletto sindaco di Bari nel 2004, rieletto nel 2009, segretario del Pd in Puglia e candidato alle primarie per la presidenza della regione, ha comunicato che “se perdo chiudo con la politica attiva e torno al mio lavoro”. Già, ma con quale credibilità dell’intera magistratura e con quali affidamenti di imparzialità, indipendenza, apartiticità nella sua attività? La pretesa di Emiliano sembra dettata da un disinteresse per le garanzie dei cittadini da rasentare il cinismo. Passare dalla toga alla politica è dipietrismo, tornare dalla politica alla toga è ancora peggio: lo stesso Ingroia l’anno scorso si fermò (anche grazie a un gratificante incarico di sottogoverno generosamente reperito per lui in Sicilia).

Luigi Compagna

(da Il Foglio.it)

Di Luigi Compagna

Una risposta a La lettera. Michele Emiliano e l’imparzialità di chi passa dalla toga alla politica

  1. l’unica cosa su cui ha ragione il nano la corruzione dei GIUDICI IN ITALIA E’ LA VERA CAUSA DEL DISASTRO DELLA NAZIONE GIUDICI CORROTTI DITEMI SE QUALCHE GIUDICE HA FIGLI DISOCCUPATI ? DITEMI SE UN SEMPLICE CITTADINO PUO PARTECIPARE ALLE ASTE DEI FALLIMENTI ? DITEMI DI UN GIUDICE CHE NON ABBIA UNA MEGA VILLA ? DITEMI COME MAI I MAFIOSI TROVANO TUTTE LE SCAPPATOIE PER FARE ARRESTI DOMICILIARI E PER NON STARE IN GALERA CHI PAGANO? COME MAI LE PROPRIETA SEQUESTRATE PER MAFIA FINISCONO ABBANDONATE ? DITEMI COME MAI AI GIUDICI NEL MERIDIONE NON RUBANO MAI NEI LORO APPARTAMENTI E SE SI ESCLUDE FALCONE E BORSELLINO TUTTI GLI ALTRI STANNO TRANQUILLI E BEATI MENTRE I CITTADINI NORMALI SUBISCONO ANGHERIE E FURTI

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