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Teatro. La scuola Stap del Brancaccio per allevare giovani creativi e artisti

Pubblicato il 3 agosto 2014 da M.S.
Categorie : Cultura

brancaccioL’Accademia come scuole di arte e vita. Non può esimersi l’uomo dal raccontare, dal mimare la propria esistenza, dal trasmettere ad altri il frutto delle sue riflessioni, della sua esperienza, del suo vivere. Ecco perché  abbiamo bisogno del teatro, abbiamo bisogno dell’arte, del vederci vivere, del sentire “noi stessi” in armonia con il tutto.

La modernità con la sua onda di superficialità fluida impedisce spesse volte il ricorso all’applicazione e alla cura delle capacità, prediligendo l’accontentarsi della linea mediana, raggiunta la quale c’è ancora metà percorso da tentare.

Servono maestri, servono modelli e scuole per trasmetterli. Servono per far lievitare l’entusiasmo nei confronti di un’arte , che ha come effetto di sorpresa e meraviglia l’irripetibile cosmo del singolo.

Al Brancaccio da circa un anno è in fase realizzativa un’Accademia di teatro ed arti performative “Stap  Brancaccio”, con la direzione artistica di Lorenzo Gioielli.

Una scuola nata per cercare “quell’artista” capace di cambiare la storia del teatro, con la sua flessibilità, perspicacia, unicità.

Il corpo docente è stato accuratamente selezionato : LORENZO GIOIELLI, ALBERTO BELLANDI, MARZIA DEL FABBRO, VIRGINIA FRANCHI, ANDREA LOLLI, CINZIA VILLARI , a loro l’arduo compito di ascoltare l’inesprimibilità poetica di ogni unica personalità.

Il corso è biennale e rivolto ai giovani dai 18 ai 30 anni e un terzo anno di perfezionamento rivolto ai giovani dai 21 ai 30 anni.

L’offerta formativa è basata sulle seguenti materie: recitazione ed elementi di regia; recitazione ed elementi di drammaturgia; movimento scenico; storia del teatro; recitazione, tecnica vocale e dizione; recitazione in inglese.  Un occhio rivolto al passato senza mai dimenticare il proprio tempo e le sue necessità.

Ma “Stap Brancaccio” ha voluto anche considerare le potenzialità educative del teatro nel lavoro su se stessi e sull’individuo in un corpo comunitario, per cui sono possibili corsi di recitazione per ragazzi dai 14 ai 16 anni, per bambini dai 5 ai 7 anni e dagli 8 ai 10 anni, come anche per gli adulti dai 65 anni in poi. Ogni età si può raccontare e merita di essere ascoltata come è vero che ogni età parla con un linguaggio congeniale, il riconoscerlo e il proporlo è la forza del teatro e se vogliamo dell’Arte tutta.

@barbadilloit

Di M.S.

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