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La lettera. Il futuro di Fratelli d’Italia è guardare oltre (senza passare da Fiuggi)

Pubblicato il 4 giugno 2014 da Michele Pisano
Categorie : Parola ai lettori

meloniCaro direttore,

l’esperienza della destra italiana, più volte interrotta, cerca di ripartire. Lo fa con coraggio e sano rischio, grazie a chi ha creduto nel progetto di Fratelli d’Italia avviato alla fine del 2012. Sono passati tanti mesi, difficili, impegnativi, segnati da una crescita costante sul territorio, successi e sconfitte. Ora, dopo le elezioni Europee che ci hanno visto a un soffio dal 4 per cento, bisogna capire chi siamo e dove dobbiamo andare.

Innanzitutto, a un anno e mezzo dalla nascita, è giusto capire chi debbano essere i nostri compagni di viaggio. Il pulmino è stato riempito più volte, ma ora è bene che le fermate diminuiscano e si cammini con maggiore celerità. Chi vuole rischiare è ben accetto, non è più tempo di tergiversare. Inoltre, di cosa vogliamo parlare? Perché uno dovrebbe votare Fratelli d’Italia? Una domanda a cui potremmo dare risposta se uscissimo dal nostro mondo – non fraintendete – e ci guardassimo dall’esterno. Per un attimo immedesimiamoci nell’anziana che fa la spesa al mercato, nella matricola universitaria, nell’artigiano strozzato dalle tasse. Ebbene, noi abbiamo realmente la ricetta giusta affinché uno ci dia il suo sostegno? Chiediamocelo. A mio parere sì. Abbiamo le soluzioni che tanti altri non sanno e non sono interessati a dare. Ma detto questo, siamo in grado di trasmettere la nostra visione del mondo? Ecco, forse no, non ci siamo riusciti nonostante una buona esposizione mediatica e una forte presenza sui social network, che si sommano alle piazze in cui siamo finalmente tornati a parlare.

Usciamo un attimo in silenzio e guardiamoci. Cosa ci manca e cosa invece ingrassa il nostro vociare senza necessità? Poche parole, ma buone. Pochi temi, ma chiari. Siamo certi di aver fatto questo nel corso dei mesi? Forse no. Con l’avvicinarsi delle elezioni Europee abbiamo argomentato sulla sovranità, sulla nostra agricoltura, sull’immigrazione. Perché non ne avremmo dovuto discutere nel 2013? Non mi si dica che l’abbiamo fatto, suvvia. Invece che fare la comunicazione, la stiamo subendo. Ci si ritrova a rincorrere temi importanti su cui dovremmo già essere preparati. In fondo, guardiamo Marine Le Pen. Permettetemi di dire, però, che di scimmiottamenti non ne abbiamo bisogno. Molti di noi seguono il Front da addirittura dieci anni, quando anche a destra se ne parlava con vergogna. Oggi, invece, pretendiamo pure di dare consigli, non richiesti, a chi ha trasformato la destra francese (parlare di destra è riduttivo ma è per semplicità d’analisi) da forza infetta a potenziale partito di governo. Senza dover mutare il proprio programma, senza dover smussare angoli con violenza se non con un naturale processo storico-politico.

Noi, invece, abbiamo degli sbandamenti. Dal nostro tre/quattro per cento pensiamo di dover ripassare da Fiuggi. Ancora? Per andare dove? Verso un centro che non esiste? Semmai continuiamo un percorso che ci permetta di calcare un strada difficile ma che sbocchi su una prateria di valori e ideali conservatori, liberali e libertari, sociali e nazionali. Non penso che sia così difficile capire che non dobbiamo commettere l’errore di isolarci in un mondo che forse non c’è più. Ci hanno insegnato ad andare oltre, ricordiamocelo.

+Michele Pisano è assessore di Fdi del comune di Quartu Sant’Elena

Di Michele Pisano

10 risposte a La lettera. Il futuro di Fratelli d’Italia è guardare oltre (senza passare da Fiuggi)

  1. Perfettamente d’accordo con Pisano. Spero che adesso il problema di darci un profilo preciso venga affrontato e risolto dai “big” del partito.

  2. Pisano , l’ ultimo dei rautiani … Pero’ con circa 23 anni di ritardo …

  3. Sig. Pisano ma di cosa stiamo parlando? Ha letto l’intervista del braccio destro della meloni, rampelli, che proporrebbe al front national una fiuggi francese per redimersi dal peccato originale?
    La strada dei valori che lei giustamente propone non porta a poltrone almeno nel breve periodo, quindi nella matrioska an, nessuno la perseguirebbe.
    Secondo me dovete ancora “capire chi siete” proprio come lei si domanda.

  4. Auguriamo a FdI lo stesso glorioso futuro che ha avuto AN…

  5. Bell’articolo, e giusto l’accento sull’inutilità di un ipotetico “ritorno a Fiuggi”. Mi convince molto meno la parte dei valori “liberali e libertari”, che secondo me non hanno nulla a che spartire con l’identità da (ri)costruire nella cosiddetta “destra”. Lasciamo quella roba alle varie Forze Italia e concentriamoci sulla Nazione, per carità!

  6. E’ solo l’inizio:
    http://www.atuttadestra.net/index.php/archives/248177#comment-77759

    Come previsto, dopo il mancato 4% presto l’ansia da poltrona ribollirà nelle vene di chi ha già venduto la propria storia ,dignità e anche anima in favore dell’arrivismo carrieristico personale.
    A tutti coloro che in buona fede hanno dato il loro voto a questi cani da passeggio, è arrivato il momento di spogliarci tutti dall’aggettivo “destra” e andare avanti per la “terza via” strada che i grandi pensatori del nostro passato hanno per noi tracciato, pagando a caro prezzo senza tornaconti economici.

  7. tutto molto bello ma il dramma sta anche nel commento di sansepolcrismo gli UOMINI. Una volta bastava sbandierare a tutti le malefatte dei politici dell’arco costituzionale ma adesso bisogna dimostrare quella diversità sbandierata per 60 anni e più, dimostrarla con i fatti con le amicizie con le frequentazioni, le candidature calate dall’alto lasciano il tempo che trovano e in molti casi fanno perdere voti, nel msi i candidati si sceglievano in sezione e poi in federazione per regione camera e senato

  8. Per i fascisti (il termine neofascisti ha sempre avuto una connotazione negativa) non vi è altra scelta che riconoscere come gli ultimi venti anni siano stati venti anni di infamia.
    E se io devo vedermi davanti vigliacchi, opportunisti e traditori come la Meloni La Russa e l’innominabile Gianni, io preferisco mille volte Grillo.
    Salvo che questi farabutti non facciano ammenda delle loro vergogne e diano spazio a chi può fare una sola cosa: ripartire dal 1993, dal Msi (senza DN) facendo finta (per misericordia…) che quegli altri mascalzoni venduti: Fini Tatarella Matteoli … (e Rauti a far da spalla) non siano mai esistiti.
    Luciano

  9. caro luciano
    ok per il giantulliano per matteoli e passa anche tatarella ma rauti no niente da dire sempre fedele al suo essere dall’adesione alla rsi a on al msi fino al tradimento di msifiammatricolore e nonostante i generi, l’infamia è nelle persone che la hanno perpetrata io sono a posto con la mia coscienza e con i miei ideali il vecchio msi aimè purtroppo non tornerà perchè non ci sono più gli uomini per farlo tornare fai una piccola ricerca e vedi a chi è finito il simbolo del msi grazie al voto dei parlamentari di an è tutto dire

  10. Non è questione di simbolo che, a mio parere, si potrebbe comunque facilmente recuperare, ma di percorso interrotto.
    Nel 1993/94 Berlusconi è stato lo strumento per annichilirci, Rauti compreso che aveva piazzato già tutta la sua famiglia…
    Le recenti elezioni europee sono la dimostrazione palese di cosa voglio dire.
    Provate ad immaginare se ci fosse stato il Msi: altro che Marine Le Pen!.
    Il Msi, nel 1993, era primo in mezza Italia, solo che aveva una classe dirigente di affamati, “letteralmente” affamati.
    Arrivato il Paperon de’ Paperoni, ha vinto lo stomaco, altro che grandi analisi politiche ed ideologiche.
    Io conoscevo e conosco il 90% di quella gentaglia ed il mio disprezzo umano, non politico perché non se lo meritano un giudizio politico, è totale.

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