8

Libri. “Fronte della Gioventù”: una generazione tra sogni e rivoluzione

Pubblicato il 11 aprile 2014 da Michele De Feudis
Categorie : Corsivi Libri

fronteNegli anni ottanta il Movimento sociale italiano pagava la stanchezza dei propri leader che si preparavano a passare le mano. Il sistema era cristallizzato sull’arco costituzionale, nonostante le aperture di Bettino Craxi a Giorgio Almirante in nome del socialismo tricolore. Eppure i giovani neofascisti che militavano nel Fronte della Gioventù, in una stagione con meno passione collettiva rispetto al decennio precedente, brillarono per innovazioni, animando battaglie di civiltà per il garantismo e l’ecologia. “Fronte della Gioventù” (Eclettica edizioni, 0585.254409)), di Alessandro Amorese, è un accurato mosaico di testimonianze e ricostruzioni storiche dell’impegno dei ragazzi missini tra gli anni ottanta e lo scioglimento dell’organizzazione con la nascente destra di governo post 1994.

“Questa è una storia mai raccontata in maniera totale. Qua dentro non ci sono muscoli ma cervelli”, scrive l’autore, e viene naturale anche aggiungere sogni, milizia e creatività. Per conoscere l’arcipelago della fiaccola tricolore non bisogna però fermarsi a Roma o Milano: la peculiarità di quest’opera è lo sguardo anche alle realtà minori d’Italia, dove la passione giovanile veniva declinata con originalità e con risultati di radicamento impensabili.

In un’Italia nella quale i confini attuali della politica sono tra centrodestra e centrosinistra, e dove essere non allineati causa la sanzione dell’accusa di “populismo”, i giovani del Fdg si definivano “nazionalrivoluzionari”, leggevano le crisi internazionali con analisi non banali e sperimentavano iniziative aperte alle comunità popolari, ai quartieri e ai blocchi sociali. L’orizzonte frontista è racchiuso nella foto di Paolo Di Nella, militante del Fronte morto a Roma il 9 febbraio 1983: sulla sua bara una intera generazione giurò di non darla vinta al Sistema e si rimise in gioco nelle piazze, nelle università e nelle scuole, cancellando odio e rancore con il rilancio di una piattaforma di idee per la riscossa nazionale. Di Nella, scrisse sul Secolo d’Italia Franz Maria D’Asaro, era “un ragazzo del futuro”, perché “dietro l’ultima ora della sua appassionata verità c’era la pacifica battaglia per la quale lo hanno ammazzato, la conquista di uno spazio verde da destinare a tutti gli abitanti del quartiere minacciati dall’asfissia”. Di Nella voleva “ripristinare la solidarietà che il predominio della morale mercantile e l’ipertrofia hanno distrutto”. Un comunitarista in un mondo che celebrava l’individualismo e si preparava ad abbracciare le soluzioni liberiste.

Il Fronte della Gioventù in molte realtà sui territori era “un partito nel partito”, aveva spazi autonomi nelle sedi e ritualità differenti rispetto al profilo conservatore del Msi “degli adulti”. Nei primi anni ottanta forte era ancora la tensione per le elaborazioni della Nuova Destra e per le elaborazioni rivolte all’ecologia (con il Gre e Fare Verde) e contro il produttivismo che spingeva l’Italia verso il nucleare (poi stoppato con il referendum).

Amorese ha racconto centinaia di testimonianze che restituiscono in pieno il senso di una stagione politica, dagli scritti di Andrea Abodi (ora presidente della Lega calcio di serie B) all’eresia di Fare Fronte con la croce bretone, ai testi di Adriano Romualdi, all’utilizzo sui volantini delle immagini di Charlie Brown, Marilyn Monroe e James Dean. E poi risaltano le serate infinite nelle quali, mentre il segretario nazionale (Gianfranco Fini) congedava tutti alle 19.30, “un manipolo di ventenni” – tra cui Almerigo Grilz e Marzio Tremaglia – si perdeva tra trattorie e case di camerati per sognare rivoluzione e politica.

“Fronte della Gioventù” è soprattutto un viaggio in Italia per i luoghi della destra neofascista, da via Sommacampagna a Roma a via Piccinni a Bari, passando per la Comunità giovanile di Busto Arsizio e le sedi di Torino, Milano, Catania, Palermo, Napoli e Trieste. Poi ci sono tante manifestazioni frutto di una educazione sentimentale alla politica differente, come il corteo a Milano dopo la morte del presentatore Enzo Tortora, gli scioperi della fame per la libertà di Paolo Signorelli (la cui storia di ingiusta detenzione fa ancora riflettere sull’abisso del diritto in Italia), l’incontro a Siracusa con Paolo Borsellino giudice antimafia, icona dell’Italia migliore, in gioventù consigliere del Fuan Fanalino di Palermo.

Il volume è corredato da decine e decine di fotografie, nonché rimandi a riviste e pubblicazioni che la Fondazione An, creata per questo, dovrebbe raccogliere, digitalizzare e rendere fruibili per le future ricerche storiche e politologiche. Per ora ci accontentiamo del libro di Amorese. E non è poco.

* “Fronte della Gioventù” di Alessandro Amorese, pp, 515, Eclettica edizioni, euro 20

@waldganger2000

@barbadilloit

 

 

 

Di Michele De Feudis

8 risposte a Libri. “Fronte della Gioventù”: una generazione tra sogni e rivoluzione

  1. Sarebbe interessante fare un bel resoconto di come questa classe dirigente è andata a finire dal 1992 ad oggi … fare nomi-cognomi, citare quello che facevano e dicevano e che cosa e dicono-fanno oggi …..

    Chissà cosa gli è rimasto a questa classe dirigente ex-frontina di nazional-rivoluzionario ?

    Nonostante che lo studio Alessandro Amoresa merita sul piano della ricostruzione e della documetazione storica, tuttavia, manca la parte di critica storiogragfica sui personaggi , sui quello che sono diventati rispetto alle premesse da cui sono partiti …

    E’ la stessa percezione che ho avuto leggendo LA RIVOLUZIONE IMPOSSIBILE di M.Tarchi ….
    manca la parte di autocritica sui risultati , sui percorsi, sul progetto, rispetto alle premesse …

    Ma coma mai che queste Rivoluzioni diventano impossibili e perche i sogni rivoluzionari si infrangono miseramente …. ?

    Ma non è per puro caso “le idee sono a posto” ed invece le persone sono na’ chiavica, nà fetenzia, come dicono a Napoli ?

  2. …ovvero della differenza tra pensiero e azione.

  3. Certo “La vendetta di Catilina” hai fatto un ottimo commento. Purtroppo le idee muovono il mondo ma camminano sulle gambe degli uomini e in questo caso parliamo di mezzi-uomini (non in senso tolkeniano). Per la parte critica prendiamo il bel libro di Alessandro Giuli “il passo delle oche”; di cui potrebbe fare un edizione aggiornata.

  4. In realtà il libro di Amorese, che consta di oltre 500 pagine, parla di un periodo storico che va dagli anni 80 ai primi 90. Quindi, per dirla alla Di Pietro, l’analisi storiografica che ci azzecca?
    Anche l’autocritica cosa c’entra con il contenuto del libro? Sarebbe il caso di leggere il libro e poi magari commentarlo, perché lo spirito di questo lavoro è di far vedere la creatività e la grandiosità di un movimento fatto di militanti che hanno reso grande un movimento.
    Finalmente Amorese parla di una storia “bella” senza continuare ad autoflagellarsi perché tutto è finito in vacca.

  5. tutto è finito in vacca perchè chi doveva portare il cambiamento si è venduto al nano come mauri gianni adolfo ignazio marcello gianfry da montecarlo francesco ecc ecc

  6. tutto è finito in vacca perchè chi doveva portare il cambiamento si è venduto al nano come mauri gianni adolfo ignazio marcello gianfry da montecarlo francesco ecc ecc

  7. Ok ma non c’entra con il libro. Volate un po’ alto ogni tanto

  8. Francesco,
    mi dici a cosa serve raccontare del Fronte di Rampelli, Alemanno, Augello, Croppi, Gasparri, Granata, Raisi, Valle, e se vuoi continuo con nome e cognome di tutti dal primo all’ ultimo militante …. Se poi non fai un accenno a queello che i suddetti soggetti sono diventati ?
    Quel sogno rivoluzionario ( che peraltro era nato per linguaggio, immaginari , e parole d’ ordine nella destra radicale) e’ stato ucciso dai suoi stessi protagonisti …. Dal cosidetto Passo dele Oche per citare a. Giuli. E questo nel buonissimo libro di Amorese lo avrebbe dovuto dire a chiare lettere …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>