Il Milan domina a San Siro: il Napoli, dopo sette mesi, perde primato solitario e imbattibilità. Doveva essere il gran carrello dei bolliti, ne è uscita una sfida che mette in chiaro, insieme ai limiti, anche le potenzialità e le gerarchie di questa Serie A. Che, per il momento (anche se è presto, eh) pongono il Diavolo un po’ davanti agli altri. O, comunque, di sicuro tra le squadre da tener presenti nella corsa scudetto. Chi l’avrebbe mai detto. Era ora.
Altro che Gran Bollito
Così dicevano, i soliti philosophes del calcio. Quelli che, Eupalla li abbia in gloria, hanno scambiato la playstation per il pallone, le statistiche per i gol, le triangolazioni con i punti in classifica. Doveva essere la partita che avrebbe dovuto decretare il Gran Bollito. Ne è uscito un match in cui è stato un duello, da una parte, tra tecnica, cervello e classe. Dall’altro tra strategia, tenacia e determinazione. In entrambi i casi, ha vinto il Diavolo. Luka Modric ha diretto, autentico von Karajan del centrocampo, l’orchestra rossonera: primo movimento, l’inno alla gioia e il secondo (tempo) l’Eroica. Kevin de Bruyne, finché ha potuto, ha retto e segnato pure il rigore della speranza. Poi Conte l’ha fatto accomodare in panchina, contrariandolo.
Condottieri contro
La battaglia, in panchina, ha arriso al demone di Livorno. Max Allegri ha indovinato formazione e quello che si chiama (orrido neologismo!) piano gara. Poi ha degnamente diretto i suoi all’operazione di trinceramento, in dieci, utile a salvare il risultato. L’indomabile Antonio, invece, non sembra aver azzeccato l’undici da mandare in campo. Mettere Marianucci contro questo Pulisic è un po’ come provare a svuotare il mare con il secchiello. Avrà sicuramente altre occasioni per brillare, però. Il risultato, alla fine, è l’unica cosa che conta, anzi Conte. E a Castelvolturno voleranno le sedie. Il torneo, però, è ancora lungo. C’è tempo. Per risalire, per stabilizzarsi, per fare gol, per non prenderle. Sarà l’anno decisivo, solitario y final: chi vince si prende tutto e, soprattutto, toglierà ogni paturnia ai philosophes che già s’arrampicano, dopo averci provato con gli specchi, sul carrello degli ex bolliti, mutatosi in carro dei vincitori.







