
Londra -Untori e gaglioffi prezzolati battono ogni contrada del pianeta per segnalare e fare incetta di un bene prezioso e insostituibile, almeno per chi crede ancora nei valori della Tradizione e del sapere universale libero. La notizia non è nuovissima ma va ripresa e rilanciata. Lo spiega bene Il Post del 12 agosto 2026 cosa sta succedendo. Non ti voglio tenere sulle spine. Così inizia l’articolo de Il Post: “Da settimane sui social circolano video che mostrano la lama di un tagliarisma mentre recide i dorsi e le rilegature di alcuni vecchi libri, in modo da trasformarli in blocchi di fogli più facili da scansionare e digitalizzare”. Non sono solo i bibliofili a soffrirne.
Per alimentare la “sapienza” delle diverse Intelligenze artificiali e la capacità di stivare milioni di dati provenienti da libri vecchi e nuovi, milioni di volumi dopo essere stati digitalizzati vengono distrutti. Sì, hai capito bene. I libri dopo essere stati decapitati vengono sottoposti a scansione distruttiva e cannibalizzati. Lo scrupolo qui non alligna. Per fare più in fretta e rifornire di milioni di dati la pancia dell’ AI i libri spariscono. Quali libri? Tutti, perché mica mica si prendono la briga di controllare se si tratta di un raro libro dell ‘800 o di un fumetto prima serie di Astounding story o di una edizione pregiata o fuori commercio. I libri vengono venduti a peso a tonnellate. E succede da tempo. Punto e basta.
Scrive il 2 agosto Il giardino di Albert / Simone Pengue su RSI ch/info/scienza-e-tecnologia: “Sospette vendite di milioni di libri ai centri di intelligenza artificiale” questo il titolo. Nell’articolo: “Volumi acquistati, scansionati e distrutti per creare dati di addestramento. Le certezze e i sospetti di una pratica opaca. Milioni di libri comprati in blocco per essere smembrati pagina per pagina da una macchina idraulica, scansionati e poi distrutti. Obiettivo: addestrare l’intelligenza artificiale (IA). Uno scenario distopico che è già realtà, come emerso da un articolo del Washington Post pubblicato a gennaio e rilanciato da una recente inchiesta di 404 Media che cerca di valutarne la portata commerciale nel mercato dei libri”.
Fahrenheit 451 in edizione 2026, l’horror non ha limite, meglio che ti abitui. Passa parola.





