Heliopolis. La destra abbandoni il messianismo d’oltreoceano e riparta da Giovanni Gentile. Meno Schengen più Mare Nostrum
Una proposta politica ferma, stagnante, astorica, subordinata al capitale, senza alcun prospetto critico, incapace di determinare un Io creativo collettivo deve riscoprire un percorso dialettico innovatore
Facciamoci del male! Ossia facciamo un po’ di filosofia! E già in tanti molleranno qui, poiché quanto suona inattuale…pensare. Ma in fondo l’esercizio è semplice: amore per la conoscenza, che è verità. Ciò che si disvela. Aletheia. Ma siccome non vi è altro di vero se non ciò che prima altri hanno svelato, il vero è Storia e cioè storia della filosofia. A metà del 2026 dunque è quasi necessario comprendere quale filosofia della destra vincente nel mondo occidentale sostiene chi oggi la rappresenta, per capire che storia sarà.
E non temiamo di mettere nomi: Musk, Bannon, Vance, ma anche tutta la tradizione francese dell’ormai ultracitata Nouvelle Droite orbitante o meno attorno a Marine Le Pen e Bardella. Insomma nella destra che ormai governa da tanti anni c’è molto tradizionalismo, cattolico o pagano che sia; parecchio nietzschenesimo, vuoi individualistico faustiano alla Musk (idolo neotitanico per molti nazionalisti europei), vuoi velleitario-comunitarista alla De Benoist ( vedi un certo nostalgismo volkish che tiene assieme Lega e Rn in Francia).
Sia chiaro, tutti momenti dialettici interessanti e degni ma che ben spiegano il distacco della destra di oggi dalla realtà; ormai i social sono un proliferare di celodurismi filosofici, destrodopati, la cui impostazione comunicativa resta quella del pulpito, senza dialettica, in una deriva di assertismo religioso in piena crisi di nichilismo passivo. La destra è oggi un’infinità di sacerdoti senza Dio che si accontentano di una certa, autoreferenziale, esattezza retorica. Insomma dopo 15 anni i temi dell’immigrazione, dell’antirelativismo morale, dell’ordine e del complottismo razziale stanno diventando talmente modaioli da fare a pugni con la realtà dei salari bassi, della denatalità e dell’inifluenza geopolitica.
Una destra ferma, stagnante, astorica, subordinata al capitale, senza alcun prospetto critico, incapace di determinare un Io creativo collettivo.
Ahia, termini difficili. Si fa filosofia. Spieghiamoci: ci è più semplice pensare che Musk fonderà una nuova razza suprema su Marte anziché un modello sociale liberato dal salario delle 8 ore. Ci è più semplice immaginare una guerra religiosa contro l’Islam, piuttosto che uno Stato etico comunitario capace di ridefinire pubblico e privato ai tempi delle IA. Più semplice il richiamo cagnesco all’anticomunismo e all’antislavismo, che un piano edilizio degno del terzo millennio.
E siccome, come aveva ben capito Giovanni Gentile, tutto è pensiero, quei pensieri amorfi e un po’ stupidamente religiosi stanno creando un mondo oggettivamente disonorevole prima che irrazionale.
Allora, in un percorso dialettico libero e creatore, diciamo oggi sì Gentile è il nostro filosofo (ci perdoni il Barone) , poiché siccome il reale è razionale, e siccome l’errore è principio disvelatore di verità, abbiamo tutto il tempo di superare questo meccanismo bassamente triviale di non pensiero e tornare a creare Politica, Stato, Eticità in uno spazio mediterraneo assai più pronto a grandi sforzi geopolitici delle baggianate estive fra le colonne d’Ercole e i porti di Civitavecchia. Meno Schengen più Mare Nostrum, meno retorica più filosofia.