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Sicuri che Vannacci potrebbe far meglio della Meloni? Quello che mi ha convinto di questa stagione della destra a Palazzo Chigi

Formulo una domanda: l’Italia sarebbe migliore o peggiore se grazie all’erosione di voti del centrodestra a favore di “quella sporca dozzina” prevalesse il campo largo?

di Enrico Nistri
17 Agosto 2026
in Corsivi, Scritti
4
Sondaggi politici

Ho letto con molto interesse l’intervento del sociologo comunitarista Fabio Fratus sul Derby centrodestra Vannacci e il ricatto del voto utile. Parto da una premessa: non ho mai avuto né tanto meno sollecitato nulla dall’attuale maggioranza di governo, declinando con cortese fermezza e con un po’ di dolore, perché è sempre spiacevole dire di no a persone in buona fede, alcuni inviti che mi erano stati rivolti in sede locale. I motivi sono diversi. Essendomi tenuto lontano dall’esperienza di Fratelli d’Italia, dopo essere rimasto deluso da oltre un decennio anche con ruoli di un certo prestigio in Alleanza Nazionale, mi sarebbe parso poco dignitoso salire nel 2022 sul carro del vincitore, atteggiandomi, come si dice a Milano, a “eroe dalla sesta giornata”. Sollecitando incarichi, come hanno fatto in molti, avrei perso inoltre la mia libertà di giudizio. Se li avessi ottenuti, non avrei potuto esprimere critiche nei confronti della politica governativa, per il rischio di sentirmi rinfacciare di sputare nel piatto in cui avrei mangiato (c’è chi se li è visti rinfacciare anche quando non erano nemmeno retribuiti, ma su questo glissons). Se non li avessi ottenuti qualcuno avrebbe potuto insinuare che avrei criticato il governo perché non ero stato esaudito e sarebbe stato ancora peggio.

Dico questo non per parlare dei fatti miei, ma per far capire che credo di poter parlare con serenità sia del movimento fondato dal generale Vannacci, sia del governo Meloni. Vannacci è una persona senza dubbio intelligente, con una solida preparazione culturale, non necessariamente legata al numero delle lauree, espressione di quella categoria di nuovi ufficiali molto diversi da quelli che conobbi durante il servizio militare, negli anni Settanta: persone in molti casi oneste e rispettabili, ma assai spesso frustrate dai bassi stipendi, dalla scarsa considerazione sociale e dagli anni migliori spesi a montare di picchetto o d’ispezione. Sotto il profilo dell’operatività, sono un po’ tutti figli dell’“effetto Libano” e si sono distinti in missioni di pace non prive di rischi. Hanno avuto modo più di chi li aveva preceduti di studiare, anche perché con la fine della leva gli impegni per il servizio di caserma e per la gestione del personale si sono ridotti; inoltre possono contare su quadri sottufficiali decisamente qualificati. Alcuni di loro possono avere motivi d’insoddisfazione, ma sono tutt’altro che dei frustrati in attesa della pensione.

Quando scoppiò il caso legato al suo pamphlet, Vannacci mi ispirò simpatia, soprattutto per il trattamento ricevuto dal ministro della Difesa Crosetto, che lo espose al pubblico ludibrio definendo (presumo dopo avere letto i brani sforbiciati da “Repubblica”) “farneticanti” le sue affermazioni: mi hanno insegnato che non si umilia nemmeno un caporale di fronte alla truppa, figuriamoci un generale. 

Quando Vannacci si candidò nella Lega, ne fui contento, perché avrebbe potuto recare un contributo di consensi a un Salvini che aveva avuto il merito di “nazionalizzare” un movimento nato con aspirazioni separatiste; poi le cose sono andate come sono andate e il generale ha dimostrato, lasciando il partito di cui era stato nominato fra l’altro vicesegrerario federale, di essere simile più che a un Boulanger a un Enrico Mattei, che considerava i partiti come dei taxi da utilizzare quando servono. 

Trovo inoltre un po’ stucchevoli le allusioni alla Decima Mas, di cui si diletta, giocando un po’ sull’equivoco, perché dopo l’Otto settembre la gloriosa unità della Regia Marina si divise, anche se il “logo” rimase a Borghese, mentre la parte fedele al Re assunse la denominazione di Mariassalto, ed eroi purissimi accettarono di collaborare con gli inglesi. Uno di loro, Luigi Durand de la Penne, accettò addirittura di farsi appuntare sul petto la Medaglia d’Oro al Valor Militare, su invito del luogotenente del Regno Umberto di Savoia, dal comandante della Valiant, la nave da battaglia che aveva affondato, il Capitano di Vascello Sir Charles Morgan, divenuto ammiraglio, che pure non si era comportato molto cavallerescamente nei suoi confronti (il suo “secondo” Emilio Bianchi invece rimase un prigioniero non cooperatore: è morto pochi anni fa a Torre del Lago, nel Comune di Viareggio: anche la sua scelta merita rispetto).

Ma veniamo al tema centrale dell’intervento di Fratus, il quale senza dubbio ha ragione quando sostiene che accusare Vannacci di sottrarre al centrodestra voti utili ha poco significato. Era un’accusa che veniva mossa al vecchio Movimento sociale dalla Democrazia cristiana e chi scrive ricorda ancora le parole di Andreotti, che definì i consensi raggiunti dalla Destra nazionale nel 1972 “voti in frigorifero”, che in effetti furono scongelati e tornarono quasi tutti alla Dc quattro anni dopo. Ognuno è libero di votare e farsi votare come crede, salvo subire le conseguenze delle sue scelte. Mi permetto però una domanda: l’Italia sarebbe migliore o peggiore se grazie all’erosione di voti del centrodestra a favore di “quella sporca dozzina” prevalesse il campo largo? Si vivrebbe meglio in un’Italia con la patrimoniale, l’introduzione del reato di “negazionismo climatico”, l’imposizione del green pass per ogni starnuto, l’accoglienza indiscriminata di veri e falsi profughi da tutti gli angoli del mondo, spesso psicopatici inviati dai paesi di provenienza a vivere e delinquere a nostre spese?

Personalmente non lo credo e mi sorge spontaneo ricordare, oltre al caso della Fiamma Tricolore e della mancata desistenza alle politiche del 1996, che consegnò l’Italia nelle mani della sinistra, quello che negli Stati Uniti è stato il fenomeno Perot. Ross Perot, singolare personaggio, non privo di intuizioni felici, quando non riuscì a prevalere alle primarie repubblicane del 1992 scelse di correre da solo. Il risultato fu che George Bush Senior, pur essendo uscito vincitore dalla guerra fredda e anche dal primo conflitto del Golfo, gestito con straordinario equilibrio, non fu rieletto. I risultati furono rovinosi per l’intero Occidente, con l’ingresso di Clinton alla camera ovale (o “orale” come fu ribattezzata, dopo lo scandalo Lewinsky), e in particolare per l’Italia.

C’è poi un altro aspetto dell’articolo del sociologo Fratus che mi lascia perplesso: il giudizio negativo sul conto del governo Meloni e del suo operato. Personalmente, pur esprimendo riserve su alcuni aspetti più o meno marginali del suo operato (per esempio l’introduzione del reato di “femminicidio”, in contraddizione col principio costituzionale dell’uguaglianza fra i sessi), credo che l’attuale presidente del Consiglio non avrebbe potuto fare nulla di meglio, anzi che soprattutto nella politica estera sia stata la migliore premier dagli anni del centrismo. Non è stata fortunata, alle prese come si è trovata con l’imbarazzante (per usare un grazioso eufemismo) presenza di Trump, ma ha saputo guadagnarsi ovunque rispetto. In politica interna è stata ed è pesantemente condizionata dalla poliarchia che caratterizza la realtà italiana, con un Presidente della Repubblica espressione di una maggioranza di centrosinistra, una magistratura in molti casi ostile all’attuale governo, una scuola in cui a contare non sono più i ministri dell’Istruzione, i provveditori, gli ispettori, ma i presidi manager che, appoggiandosi spesso a camarille di potere interne alle singole scuole, finiscono per condizionare la libertà d’insegnamento dei docenti, anche con sanzioni disciplinari. Per tacere dei pesanti condizionamenti dell’Unione Europea, che pretende persino di decidere con che criteri debbano essere assegnate le spiagge o come debbano essere i tappini delle bottigliette.

Giorgia Meloni ha commesso degli errori? Qualcuno sì. Io per esempio non avrei mai affrontato un referendum. L’esperienza italiana insegna che spesso l’accettazione di un plebiscito si ritorce contro chi accetta certe sfide. Ma svariati provvedimenti varati dal governo in materia di ordine pubblico, di sicurezza, di tutela della disponibilità dell’abitazione, minacciata da occupazioni abusive, di prevenzione dei rave party, di freno alla criminalità giovanile, sono più che apprezzabili. Dubito che il generale Vannacci, al cui seguito per altro vi sono persone di indubbia competenza e onorabilità, avrebbe potuto fare meglio. E se fra un anno dovesse far perdere il centrodestra alle prossime elezioni, consentirà solo di fare di peggio a un centrosinistra divenuto sempre più sinistra-centro.

Enrico Nistri

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Tags: destreenrico nistrigiorgia meloniroberto vannacci

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Comments 4

  1. Tullio Zolia says:
    2 mesi ago

    Concordo con Nistri sulla giusta” difesa” che fa della Meloni quando la definisce il “miglior premier negli anni del centrismo” ,ma è proprio questo “centrismo” che non ci appartiene e che ci condiziona-parlo ovviamente di Forza Italia- a perseverare ad essere i servi sciocchi degli USA e dei cosiddetti “popolari”. Faccio un esempio culturale : gli “anglismi” che imperversano sulla stampa e sulle reti televisive (non fu Berlusconi a lanciare la politica delle “Tre i” Inglese.Informatica.Impresa …tanto da denominare il suo veicolo pubblicitario Mediaset?) .Ebbene,oggi una trasmissione su Rai 1 che è tutta imperniata sulla conoscenza dei vocaboli italiani ,con estrema disinvoltura inserisce con noncuranza nelle “sfide” dei concorrenti termini inglesi. Tanto che-considerata la sua popolarità-ha prolungato il programma chiamandolo L’eredità Summer !? Al suo esordio -lodevolmente- la Rai insegnava con “Non è mai troppo tardi” agli analfabeti a leggere e a scrivere ,ora ci impone l’Inglese !…Ci sarebbero altri argomenti su questo aberrante servilismo ma lo ritengo il più vergognoso.Tuttavia,come esule fiumano,come Ufficiale paracadutista,come aderente alla Destra sociale: voterò Futuro Nazionale .

  2. Guidobono says:
    2 mesi ago

    Sì, sono sostanzialmente d’accordo, ma mi sento deluso da questo Governo perchè, al di là di tutte le considerazioni ben svolte da Nistri, credo fosse lecito chiedere qualcosa di più, soprattutto in politica estera. Che forse interessa poco agli italiani, non di più di quanto quella americana interessi la gran massa di quegli elettori. Eppure il camaleontismo post-democristo di Giorgia, prona alla pennuta Ursula ed alle bizze dell’indecoroso inquilino della Casa Bianca, mi hanno spesso deluso, a partire dall’appoggio all’infame pappone di Kiev ed all’inqualificabile super-atlantista Crosetto. Giorgia ha scelto di ‘durare’ più che di ‘decidere’. Ça va de soi che il referendum sulla Magistratura non si doveva fare (Renzi docet), né perdere tempo con l’elezione diretta del Capo dello Stato (e rischiare di ritrovarsi una Schlein Presidente). Però, di fronte al sabotaggio soft, ma egualmente spesso decisivo, dei residui di Forza Italia bisognava puntare i piedi. Come appoggiare Buttafuoco… Vannacci avrà il mio voto, utile o inutile, perchè al tramonto della vita chi non è credente deve smetterla di sgranare rosarî. Personalmente ho dovuto, per ragioni d’ufficio, più che per quieto vivere, fare l’atlantista, l’europeista ed addirittura partecipare a celebrazioni per l’infame 25 Aprile… Adesso basta! Basta guerra d’Ucraina e basta NATO, basta subire diktal woke da Bruxelles ecc. ecc. Viva Vannacci!

  3. Guidobono says:
    2 mesi ago

    Il comportamento di molti ufficiali della R. Marina (lasciamo stare Campioni e Mascherpa) è stato riprovevole e ben prima dell’8 Settembre. Un covo di autentici traditori filo-inglesi e di qualche gentiluomo, della stessa pasta di Amedeo d’Aosta.

  4. Tullio Zolia says:
    2 mesi ago

    Bravo Guidobono:siamo finalmente d’accordo. Mio padre,decorato al valore della Marina Militare, essendo imbarcato-come cannoniere- sui convogli che portavano i rifornimenti sulla rotta Napoli,Bengasi,Tobruk,subì tre siluramenti con relativi naufragi(nell’ultimo restò tre giorni in mare prima di essere recuperato). Ebbene ,come mai questi convogli venivano spesso intercettati?Ce lo dice chiaramente la motivazione della medaglia “Legion of Merit” USA :”concessa all’Ammiraglio della M.M.It. Franco Maugeri Capo del Servizio Informazioni e Sicurezza “Per la condotta eccezionalmente meritoria nella esecuzione di altissimi servizi resi al Governo degli USA come Capo dello Spionaggio Italiano” . Come ulteriore premio ,nel secondo dopoguerra ,venne nominato dal governo “democratico” Capo di Stato Maggiore della M.M.It.

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