
La Commissione Affari Sociali della Camera ha approvato l’emendamento di FdI al disegno di legge sulle professioni sanitarie per re-iscrivere all’Albo i medici radiati durante la pandemia, circa una trentina. Non sono i non-vaccinati (per loro era scattata la sospensione e, nel novembre 2022, la riammissione da parte del governo Meloni); quasi tutti i radiati hanno fatto ricorso alla Commissione nazionale competente, la Cceps, perciò hanno potuto – possono – esercitare, fino a un provvedimento definitivo di radiazione (o continueranno a lavorare, se assolti)
Reati di lesa virostar
Perché il rischio di radiazione? Chi ha insultato colleghi, o virostar, o rappresentanti di istituzioni sanitarie. Altri per “aver promosso attivamente pratiche antiscientifiche durante la pandemia, mettendo a rischio pazienti e salute pubblica” (Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, Fnomceo).
Un antibiotico di troppo danneggia i malati o si è perseguita la disobbedienza di alcuni medici per “dare l’esempio”? Neppure Anelli sa (“i dati non sono pubblici perché i procedimenti sono gestiti da commissioni disciplinari degli Ordini provinciali”) se, dietro le radiazioni, ci siano denunce. Ne dubitiamo, perché – anche in caso di errore medico conclamato – nessun sanitario è radiato.
Aspetta e spera, tachipirina s’avvicina
Queste decine di medici sono quelli che hanno proposto terapie, provato a curare, che hanno avuto il coraggio di visitare a domicilio, quando il Diktat del governo era, per i malati, di rimanere in attesa, assumendo solo tachipirina. Sono quelli che hanno spalancato le finestre, auscultato bronchi e polmoni, somministrato ciò che hanno ritenuto opportuno “in scienza e coscienza”. Hanno risposto alle telefonate. Hanno fatto sentire la loro vicinanza in un periodo di vuoto di attenzioni e di terrore (dagli ospedali arrivavano testimonianze come questa: “I malati con la febbre arrivavano al mattino e pareva fossero ancora vigili, ma alla sera erano già morti”). Erano le frotte di persone rimaste giorni e giorni in casa, con l’infezione che si propagava nel corpo (anche per effetto di mascherine tenute a lungo senza necessità), angosciate e in solitudine, che nascondevano i sintomi col paracetamolo, mentre le polmoniti non trattate provocavano trombi e decessi.
Le Sars peggiorano. Subito
A conferma che un’attesa di questo tipo aggravasse il quadro, ci sono fior di studi. Non solo su tachipirina e vigile attesa, di cui ha discusso la Commissione parlamentare Covid in questi giorni (la letteratura scientifica mostra che le Sars peggiorano velocemente, quindi sarebbe stato opportuno contenere prima la replicazione virale, poi l’infiammazione; si sarebbero potuti somministrare anche integratori e nutraceutici a supporto anti-ossidativo come melatonina o quercetina).
Inoltre ci sono pubblicazioni che mostrano il peggioramento di tutte le infezioni in situazioni di stress e ansia. Ha confermato Alberto Donzelli, specializzato in Igiene e Medicina preventiva e presidente della Fondazione Allineare Sanità e Salute: “Lo stress cronico apre la porta a tutte le infezioni, sopprimendo la resistenza generale negli individui, li lascia suscettibili a molti agenti infettivi”. Leggete https://
Non solo infezioni virali, lo stress altera i vasi sanguigni, predispone a trombo-embolie e malattie cardiovascolari. Leggete https://www.cdc.gov/pcd/
Ha concluso Donzelli: “L’aver diffuso una comunicazione terrorizzante e l’aver accettato che i medici non andassero a domicilio dei pazienti ha comportato conseguenze catastrofiche, gettando nel panico e nella disperazione centinaia di migliaia di malati, convinti di aver contratto una malattia mortale e di essere abbandonati al loro tragico destino. Il fatto di andare a visitare a casa i malati, a prescindere dalle terapie somministrate non necessariamente appropriate, ha (avrebbe) rappresentato di per sé la prima potente cura, offrendo rassicurazione e la percezione di essere presi in carico in un momento di grave angoscia”.
60 giorni per ricorrere
A fronte di tutto ciò va precisato che l’emendamento di FdI non prevederebbe il reintegro automatico dei medici radiati, ma aprirebbe una finestra di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, entro cui i sanitari potranno presentare istanza di re-iscrizione, ma solo se il ricorso risulti ancora pendente davanti alla Commissione Cceps. Se invece la radiazione è derivata da condanna penale, la domanda potrà essere presentata solo dopo l’avvenuta riabilitazione.
Come ogni legge, anche questa va firmata o rigettata dal presidente della Repubblica. Ricordiamo però che, in base all’art. 74 Cost., il presidente può rifiutarsi di firmare (specificando i rischi di incostituzionalità della norma). Ma, se il governo dovesse ripresentare il testo, la firma presidenziale non potrà mancare.
*Dal blog de Il Giornale








e nessuno pensa sia giusto punire chi ha causato più danni dello stesso virus ?
Concordo con luciano. Altro che radiazioni! I veri responsabili di tanti morti, che si sarebbero salvati con assistenze mediche domiciliari e adeguate, vanno giustamente individuati, pubblicati e puniti severamente e seriamente