• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
venerdì 23 Ottobre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Esteri

Globalia. Il conflitto in Iran, Modi alla Knesset e la debolezza strategica dei Brics

Il dato politico è evidente: l’India, membro fondatore dei Brics, rafforza pubblicamente l’asse con Israele alla vigilia di un conflitto che coinvolge un altro membro dei Brics, l’Iran

di Giorgio Arconte
2 Marzo 2026
in Esteri
0
La visita di Modi in Israele

La visita di Narendra Modi alla Knesset, il 25 febbraio, sarebbe già di per sé un evento storico: è il primo premier indiano a intervenire davanti al parlamento israeliano. Ma il tempismo trasforma quell’intervento in qualcosa di più di un gesto simbolico perché pochi giorni dopo, Israele – insieme agli Stati Uniti – ha avviato un’operazione militare contro l’Iran ancora in corso. Il dato politico è evidente: l’India, membro fondatore dei Brics, rafforza pubblicamente l’asse con Israele alla vigilia di un conflitto che coinvolge un altro membro dei Brics, l’Iran.

Nel suo discorso, Modi ha elogiato la cooperazione in difesa, il trasferimento tecnologico, i negoziati per un accordo di libero scambio e persino il piano di pace statunitense per Gaza. Ha dichiarato che l’India “è fermamente al fianco di Israele”. Un linguaggio per nulla neutrale ma una scelta di campo, o quantomeno una priorità strategica dichiarata. Eppure, l’India intrattiene anche rapporti strutturali con Teheran in cooperazione energetica, sviluppo del porto di Chabahar – snodo fondamentale per aggirare il Pakistan – e un dialogo politico mai interrotto. Ma questi rapporti evidentemente sono più pragmatici che ideologici tanto che Nuova Delhi non intende sacrificare la partnership con Israele né incrinare il rapporto con Washington per difendere l’Iran.

Qui emerge il primo nodo: i Brics non sono un’alleanza militare né un blocco politico coeso ma sono una piattaforma di coordinamento tra potenze regionali che condividono l’obiettivo di riequilibrare l’ordine globale ma non una visione strategica unitaria. La Russia, partner militare dell’Iran, mantiene allo stesso tempo canali aperti con Israele e non ha interesse ad aprire un confronto diretto con gli Stati Uniti su un nuovo teatro. La Cina è il principale acquirente del petrolio iraniano ma la sua priorità resta la stabilità delle rotte energetiche, non la solidarietà geopolitica. Anche i membri arabi del formato Brics – o in fase di adesione – come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, mantengono una cooperazione di sicurezza strettissima con Washington. In caso di escalation, difficilmente romperanno l’asse con gli Stati Uniti per sostenere Teheran, anzi potrebbero reagire in nome dell’eterno scontro sunniti-sciiti. 

Test per il multipolarismo

La guerra in corso diventa così un test della multipolarità. Negli ultimi anni si è consolidata la narrativa di un declino irreversibile dell’egemonia americana e di un mondo ormai entrato in una fase multipolare ma la realtà appare più sfumata. Gli Stati Uniti, pur attraversati da tensioni interne, continuano a esercitare una capacità di proiezione militare e diplomatica senza equivalenti. Coordinano operazioni con Israele, restano perno della sicurezza nel Golfo, mantengono legami strategici con India e monarchie arabe. La multipolarità forse è nascente sul piano economico con nuovi poli di crescita, valute alternative, istituzioni finanziarie parallele. Ma sul piano militare e strategico l’architettura globale rimane fortemente influenzata da Washington. Il sistema internazionale non è più unipolare come negli anni Novanta ma non è neppure un equilibrio tra blocchi compatti. È una geometria variabile di potenze che cooperano e competono allo stesso tempo.

In questo quadro l’Italia osserva con attenzione. Alleato storico degli Stati Uniti, partner commerciale di Israele e dei Paesi arabi, esposta alle dinamiche energetiche del Mediterraneo allargato, Roma ha un interesse primario nella stabilità regionale. Un conflitto prolungato contro l’Iran significherebbe tensioni sui prezzi energetici, pressioni sul Levante, rischi per le rotte commerciali e nuove instabilità a ridosso dell’Europa.

Brics come foro di cooperazione flessibile

La visita di Modi alla Knesset, letta dentro questa cornice, non è un episodio isolato ma un indicatore. Dimostra che i Brics non costituiscono un fronte compatto anti-occidentale bensì un foro di cooperazione flessibile, dove ogni membro preserva la propria autonomia strategica. India e Cina restano rivali, Russia e India cooperano ma diffidano di Pechino, l’Iran è isolato, i Paesi arabi oscillano tra Washington e Pechino. Il mondo sta cambiando ma non secondo schemi lineari. La multipolarità non è ancora un nuovo ordine stabile ma è una fase di transizione in cui l’egemonia americana è sicuramente contestata ma altrettanto certamente non sostituita. E forse proprio questo è il punto: più che multipolare, il sistema internazionale appare oggi policentrico ma ancora gravitante attorno a un centro di potere dominante con la bandiera a stelle e strisce.

Giorgio Arconte

Giorgio Arconte

Giorgio Arconte su Barbadillo.it

Tags: bricsgiorgio arconteisraeleknessetmodiusa

Related Posts

Cura Milei in Argentina? La schiavitù del debito prelude all’oppressione del capitalismo finanziario

Cura Milei in Argentina? La schiavitù del debito prelude all’oppressione del capitalismo finanziario

23 Ottobre 2026
Deutsche Zeit. Nei sondaggi la Repubblica Federale è unita dal blu dell’Afd e divisa da Merz

Deutsche Zeit. Nei sondaggi la Repubblica Federale è unita dal blu dell’Afd e divisa da Merz

22 Ottobre 2026

London calling. Gli inglesi e il cortocircuito della propria storia (violenta) imperiale ben distante da quella dei Romani

Il vertice Ue di Bruxelles sull’immigrazione conferma il suicidio di chi invoca maggiore sovranità

Dal Vaticano a Gerusalemme: la religione dell’America Latina è sempre meno cattolica romana

Focus Eutanasia in Belgio, dove anche chi soffre di depressione può chiedere di morire

Israele. La nuova dottrina della sicurezza secondo l’ex capo dell’intelligence militare, Tamir Hayman

London calling. Il tifo degli inglesi per il gran Giuseppe

Deutsche Zeit. Amburgo, Berlino, Colonia, Stoccarda tra progetti, preventivi e lavori. Che non finiscono

I più recenti

Il sigma e la nazione ovvero il “Compendio integralista” per comprendere il movimentismo fascista in Brasile   

Il sigma e la nazione ovvero il “Compendio integralista” per comprendere il movimentismo fascista in Brasile  

23 Ottobre 2026
Lettere Meridiane. Appunti sparsi su Identità e Sovranità…

Lettere meridiane.Khaled Al Asaad, custode della Bellezza

23 Ottobre 2026
Cura Milei in Argentina? La schiavitù del debito prelude all’oppressione del capitalismo finanziario

Cura Milei in Argentina? La schiavitù del debito prelude all’oppressione del capitalismo finanziario

23 Ottobre 2026
Cinema. Addio a Lizzani il fasciocomunista che non riuscì a narrare i suoi sogni di gioventù

La stanza dell’ospite. Cari liberisti, non c’è solo il mercato. La mano pubblica sulla cinematografia

23 Ottobre 2026
Nel “Falstaff” l’ultimo sorriso di Verdi. Rivoluzione musicale di un genio al teatro Costanzi di Roma

Nel “Falstaff” l’ultimo sorriso di Verdi. Rivoluzione musicale di un genio al teatro Costanzi di Roma

23 Ottobre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Il sigma e la nazione ovvero il “Compendio integralista” per comprendere il movimentismo fascista in Brasile   

Il sigma e la nazione ovvero il “Compendio integralista” per comprendere il movimentismo fascista in Brasile  

23 Ottobre 2026
Lettere Meridiane. Appunti sparsi su Identità e Sovranità…

Lettere meridiane.Khaled Al Asaad, custode della Bellezza

23 Ottobre 2026
Cura Milei in Argentina? La schiavitù del debito prelude all’oppressione del capitalismo finanziario

Cura Milei in Argentina? La schiavitù del debito prelude all’oppressione del capitalismo finanziario

23 Ottobre 2026

Ultimi commenti

  • Sandro su Ora legale permanente proposta al Parlamento. Così perfino la luce del sole finirebbe sul mercato
  • Lino Ulderico Cavanna su “Nel nome del pallone”: la religio del calcio spiegata da Fulvio Paglialunga
  • Guidobono su Lettere meridiane. A Napoli il Forum Mediterraneo sull’indipendenza e autodeterminazione dei popoli
  • Guidobono su Dal Vaticano a Gerusalemme: la religione dell’America Latina è sempre meno cattolica romana
  • Luca su Lettere meridiane. A Napoli il Forum Mediterraneo sull’indipendenza e autodeterminazione dei popoli
  • Primula Nera su Il fanatismo woke colpisce pure le sneakers Converse boicottate per uno spot frainteso
  • Svart su Il successo dell’Afd e quello che dovrebbe fare una destra popolare in Europa

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.