
In Germania, per ogni progetto – pubblico o privato – si costruisce per anni. Alla fine il costo di un ponte, di una stazione, di un teatro, è il triplo o il quadruplo del previsto. A volte si abbandona la costruzione, che resta come una rovina, simbolo di un fallimento.
È andata relativamente bene a Colonia, dove si è inaugurata la nuova Opera, con 11 anni di ritardo sul 2015, data prevista per la fine dei lavori, durante l’era di Angela Merkel. Il costo previsto è triplicato a un miliardo e mezzo di euro. Colpa del Covid, della guerra in Ucraina, ci sono scusanti. Ma non solo. All´inizio era previsto un restauro, alla fine l’Opera è stata rifatta completamente.
Acustica uguale per tutti
Il sindaco di Colonia si è scusato per il ritardo e si è vantato: la nuova Opera sarà tecnicamente la migliore al mondo e, soprattutto, la più democratica. Non ci sarà una differenza tra posti cari e meno cari. Ogni spettatore godrà della stessa perfetta acustica.
Io non sono un esperto, anche se amo la musica. Posso solo dire se un´esecuzione mi piace, o no, senza sapere spiegare perché. L’Opera di Colonia, dove andai l’ultima volta oltre 30 anni fa, mi sembrava ottima e non credo che quanti siedono nel loggione alla Scala godano meno degli spettatori in platea. La prima a Colonia è stata disturbata da problemi tecnici. I debutti sono sempre problematici.
Orchestra non pronta al decollo
A Berlino è stato annunciato che la Philarmonie dovrà chiudere dal 2032 al 2037, perché la sala da concerti, capolavoro di Hans Scharoun – inaugurata nel 1963, a ridosso del muro, che due anni prima aveva diviso la città – è invecchiata. Il costo previsto è di 1 miliardo e 100 milioni, ma andrà già bene se raddoppierà soltanto. Nel frattempo l´orchestra, una delle migliori al mondo, già diretta da Herbert von Karajan e Claudio Abbado, suonerà in una sala provvisoria, forse nel vecchio aeroporto di Tempelhof, e che dovrebbe costare 350 milioni, quasi una sciocchezza.
Orrore del vuoto
Di fronte alla Philarmonie c’è la Staatsbibliotek, la Stabi, sempre di Scharoun – lì gli angeli vanno ad ascoltare i pensieri dei lettori nel film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders (1987) – finita nel 1972, poco dopo la morte dell´architetto. Dal 2019 viene restaurata e la fine dei lavori non è imminente. Ma nel centro dello spazio tra i due edifici (non proprio una piazza) è stato costruito un cubo di cemento, per ospitare una collezione privata, che ha distrutto per sempre l’atmosfera del luogo. A Berlino si odiano gli spazi vuoti, che erano invece il suo fascino. All´ovest, di fianco alla Gedächtniskirche, il simbolo di Berlino vittima della guerra, hanno costruito un mini-grattacielo, solo per uffici di lusso, dalle finestre come feritoie, che soffoca la chiesa, in parte lasciata com’era, annerita dalle bombe del 1943.
Mezza torre sull’Elba
A Amburgo la costruzione dell´Elb Tower, la torre sull’Elba, dell’architetto David Chipperfield, è stata sospesa e forse la torre non sarà completata. Un progetto privato, ma sostenuto dai politici della città anseatica. Iniziati nel 2021, i lavori sono stati sospesi 2 anni dopo. Alta 265 metri, 64 piani, riservata a uffici, a negozi e ristoranti, doveva costare 950 milioni. La società immobiliare dell´austriaco è fallita nel 2024. Benko è in carcere a Vienna.Lo scheletro della torre s’è fermato a circa 100 metri e si teme che resterà per sempre a rovinare il panorama sul porto fluviale, se non sarà demolito.
Treni in partenza nel 2032
Inutile ricordare il nuovo aeroporto di Berlino, di cui s’è parlato spesso, inaugurato una decina d’anni dopo il previsto. È il più moderno d’Europa e il meno efficiente. Il migliore, da un paio d’anni, è l’aeroporto di Fiumicino.
Per finire, si costruisce sempre la stazione di Stoccarda. I lavori sono cominciati nel 2010. Dovevano durare 4 anni, ma la stazione non sarà pronta prima del 2032. Il costo previsto, 4 miliardi, ha raggiunto i 14,5 miliardi. Fra 6 anni salirà oltre i 20. Si vuole trasformare la stazione di testa, come la Centrale di Milano, in una stazione sotterranea, di transito, come a Bologna, ma il progetto sempre più gigantesco, tra interessi pubblici e privati, ha distrutto inutilmente il centro della città.
Da Italia Oggi






