
La Repubblica Federale e l’ex Repubblica Democratica appaiono, dopo 36 anni, realmente unite. Dal colore blu: quello dell´Afd, più intenso all’est, appena più chiaro all’ovest. Nel giorno delle celebrazioni dell’unificazione politica, appariva l’esito dell´ultimo sondaggio, disastroso per Friedrich Merz. Afd saliva ancora dell’1%, raggiungendo il 30%; la Cdu/Csu del Cancelliere scesa di 1%, al 18%, minimo nella storia, a livello nazionale. Ma nel Meclemburgo, il 20 settembre scorso, non aveva raggiunto nemmeno il minimo del 5%. L´Spd è ferma al 14%, alla pari con i verdi (- 1%), la Linke è ferma al 10%. Insieme, socialdemocratici e cristiano-democratici, alleati nel governo federale, superano di poco l´Afd. Se si votasse ora, difficilmente avrebbero la maggioranza.
Nel 2018, quando Merz tentò di tornare in politica e fu bloccato da Angela Merkel, l´Afd era al 18%; Merz promise che, se fosse stato lui a comandare, l’avrebbe dimezzata. É invece la Cdu-Csu, che era al 33%, ad aver perso quasi metà dei voti. Nel febbraio 2025 Merz vinse le elezioni nazionali col 28,5% e l´Afd giunse seconda col 20,8%. Venti mesi dopo, la Cdu/Csu ha perso il 10% punti, e l’Afd il 9%. Non solo nella ex Ddr, ma in tutta la Germania.
Primavera 2027: Renania alle urne
Nella prossima primavera si voterà nella Nord-Renania Westfalia. Secondo le previsioni, l’Afd potrebbe quadruplicare i voti, dal 5,4% di 5 anni fa, al 22%. La Cdu scenderebbe da 35,7% al 29% e l´Spd dal 26% al 14% (quasi dimezzata). La regione, 34 mila kmq., la più popolosa, con 18 milioni di abitanti, la terza per
ricchezza, per anni è stata roccaforte socialdemocratica. Il premier della regione è Hendrick Wüst, 51 anni, indicato come possibile successore di Merz, se costui fosse costretto a dimettersi prima della fine del mandato. Neanche lui riesce a fermare l´Afd, così vorrebbe vietarla. Cioè non sa che fare. Come mettere fuori legge un partito che, nel febbraio 2025, ha ottenuto più di 14 milioni di voti?
Paura dei vertici Cdu-Csu
Si chiede anche di annullare il voto nella Sassonia-Anhalt, dove il 6 settembre scorso l´Afd è giunta al primo posto con oltre il 44%, e le mancano tre seggi per la maggioranza dei seggi. Se si tornasse alle urne, probabilmente otterrebbe la maggioranza assoluta. A Berlino, dove si è votato il 20 settembre scorso, si sono rifatti i conti e corretto un errore: per 34 schede irregolari un seggio per elezione diretta è passato
dalla Cdu all´Afd. La legge elettorale prevede due voti, uno ad personam, il secondo a un partito, che può essere diverso, e si possono eleggere più candidati del previsto. I seggi sono diminuiti da 158 a 153, e una coalizione degli altri partiti, che escluda l´Afd, avrebbe una maggioranza di 2 o 3 seggi.
Che cosa potrebbe accadere fra tre anni, alle elezioni nazionali? Frank-Walter Steinmeier, il presidente della Repubblica, nel discorso per la festa nazionale del 3 ottobre, ha pronunciato parole gravi: la democrazia in Germania è in pericolo. Ha ammonito i tedeschi a non farsi sedurre dagli opposti estremismi, non solo a destra. A Berlino, la probabile sindaca dal 2028 sarà Elif Eralp, della Linke, che propone di confiscare gli alloggi delle grandi società immobiliari, e mezzi pubblici gratis. Un programma irrealizzabile. Anche nella comunista Ddr si rispettava, in parte, la proprietà privata.
Porta di Brandeburgo: contro la guerra
Non è “colpa” solo degli elettori, che si lasciano manipolare. I ministri al governo continuano a litigare tra loro e non trovano un compromesso. L’Afd guadagna voti per la crisi politica ed economica e propone di riallacciare i rapporti con la Russia, ponendo fine agli aiuti all’Ucraina, se non si iniziano trattative per la pace.
Sono solo sondaggi? Ma anche i sondaggi influiscono. A Berlino i protestanti sono il 12%, i cattolici il 6%, gli islamici oltre il 9%, ma gli immigrati arabi sono di più. Due settimane fa migliaia di giovani hanno dimostrato innanzi alla Porta di Brandeburgo contro la guerra e il possibile ritorno alla leva obbligatoria. Il telegiornale dell’Ard, il primo canale tv pubblico, ha trasmesso un servizio, lasciando parlare i ragazzi. Appena due minuti, ma qualche mese fa la protesta sarebbe stata ignorata…






