
Domanda inquietante per il nuovo anno. “Brauchen wir die Bombe?”. Abbiamo bisogno della Bomba?, chiede il 4 gennaio – nel titolo in prima pagina – la Frankfurter Allgemeine am Sonntag, edizione domenicale del quotidiano, la Faz, che, da abbonato, ho letto online già venerdì pomeriggio.
L’articolo di Konrad Schuller occupa l’intera pagina, ma non dà una risposta, in realtà superflua. Se si hanno dubbi, significa che sarebbe meglio essere prudenti. Per natura ed esperienza storica i tedeschi sono pessimisti. Dopo l’Ucraina, Putin è pronto ad aggredire l’Europa occidentale, e Donald Trump non vuole più difenderci, sostiene Fuller. I tedeschi sono cambiati, ma i pregiudizi sono per sempre, e si torna a pensare al III Reich. Una Germania con la bomba nucleare preoccupa? Di questo timore, ovviamente, l’articolo non parla.
In certi libri di storia si legge che gli scienziati nella Germania nazista potevanoerano costruire “die Bombe”, ancora atomica e non nucleare a quei tempi, ma ritardarono i lavori, perché non si fidavano di Hitler. Non si potrà mai sapere se fosse vero.
Mai fidarsi degli alleati
Già in ottobre la Faz chiedeva a Friedrich Merz se fosse favorevole alla “deutsche Bombe”, e il Cancelliere negava. Ma, come Trump, Merz cambia spesso idea. Ripete che la Germania dovrebbe avere la difesa più forte d’Europa. Se, come ora, solo Francia e Gran Bretagna hanno le bombe nucleari, quella difesa la Germania non l’avrà.
Anche l’opinione pubblica è cambiata: prima dell’invasione dell’Ucraina, il 5% dei tedeschi era favorevole, ora sono il 30%. Sempre per la Faz, la Germania potrebbe costruire la Bomba in 3 / 5 anni e ciò indurrebbe Putin ad attaccare subito.
Nessuno si chiede perché non l’abbia già fatto, e se sia in grado di farlo: ha messo 4 anni per conquistare un quinto dell’Ucraina e ancora Kiev resiste: potrebbe invadere i Paesi baltici, la Polonia e la Germania?
Fin dal dicembre 1956, Adenauer…
Il primo Cancelliere cristiano-democratico, Konrad Adenauer, nel dicembre ´56, era favorevole alla Bomba. I sovietici avevano appena domato la rivolta dell’Ungheria e prima di Natale venivano giustiziati i capi magiari. Come Trump, il presidente Eisenhower pareva abbandonare l’Europa e accordarsi con l’Urss, per creare una zona cuscinetto disarmata nel cuore d’Europa: una Germania senza armi, regalata ai sovietici. Fu la minaccia dell’atomica tedesca, a 11 anni dalla fine della guerra, a far cambiare idea a Eisenhower. Oggi, spera la Faz, potrebbe avvenire anche con Trump.
Bombe nucleari americane si trovano sul territorio della Repubblica Federale, come in Italia e in altri Paesi della Nato, e possono venire trasportate da aerei tedeschi o italiani. Francia e Gran Bretagna si dicono disposte a difendere la Germania con le loro Bombe. Ma lo faranno?, si chiede sempre Konrad Fuller.
La Faz ha parlato con esperti, con militari e politici, a Londra, Parigi e Washington, senza avere risposte affidabili. Inoltre le Bombe francesi e britanniche sono poche e non in grado di difendere tutta l´Europa. Come fidarsi della Francia, si chiede la Faz, se domani vincesse Marine le Pen, contraria al riarmo nucleare, una nazionalista che pensa solo al suo Paese? Va preso sul serio un giornale autorevole? La Frankfurter Allgemeine è il quotidiano della finanza e degli industriali, vicinissimo al governo di Merz, come lo era alla Merkel.
La guerra in Ucraina ha cambiato la Germania, i suoi politici, più che i cittadini. Io ricordo che nel ´62 il ministro della Difesa, Franz-Josef Strauss, cristiano-sociale, era favorevole alla Bomba. Der Spiegel lo rivelò. I tedeschi scesero in piazza contro Strauss. Il ministro aveva messo in galera Rudolf Augstein, direttore della rivista di Amburgo, e quasi tutti i redattori, per violazione di un segreto militare. Strauss fu costretto a dimettersi. Oggi pochi lo ricordano.
Da Italia Oggi






