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L’intervista. Vitaldo Conte l’arte oltre il nichilismo fra dada futurismo e tradizione

Pubblicato il 20 settembre 2014 da Luca Siniscalco e Roby Guerra
Categorie : Le interviste

Esce in questi giorni, per l’editore ferrarese La Carmelina, un ebook interessante per gli appassionati di arte d’avanguardia e di poetica eterodossa: Fuoripagina TransArt, di Vitaldo Conte.

L’autore, doce5735_1nte di Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Roma, vanta una trentennale esperienza nell’ambito della sperimentazione artistica – fra scrittura, poesia visuale, ready made e performance –, un’intensa katabasis negli abissi dell’Ignoto sempre destinata alla ri-comprensione del piano dell’Origine. Ecco che l’approccio magmatico su cui è fondato il volume, costituito da articoli e interviste rilasciati dagli anni ’70 a oggi, è prettamente funzionale a una emersione essenziale della struttura stessa della Weltanschauung di Conte che, fra dadaismo e futurismo, fra Tradizione e arte estrema, fra bianco puro e rosso sangue, danza nella tensione irriducibile di presenza e assenza. La dimensione artistica permane allora in una allusiva significazione all’Oltre nella cornice di una sinestesia illimitata.

 Conte, siamo di fronte a un ebook programmatico di matrice futurdada?

Fuoripagina TransArt raccoglie miei interventi (scritti, interviste) e video che attraversano eventi e iniziative che ho curato o espresso nel Salento, a Catania e a Roma. In tutto ciò l’eredità futurista e dada “vive” nelle sue commistioni teoriche, artistiche e verbo-sonore, anche come ipotesi di continuità nell’oggi, talvolta riscoprendo molteplici risvolti, iniziati da queste radicali avanguardie, nel pensiero-corpo dell’Extreme Art.

Negli ultimi anni infinite puntate critiche sui media in relazione alle ultime avanguardie o tendenze, ma pochi lavori “organici”: quali le ragioni di tale scelta?

9788896437797Io, in un certo senso, ho riposto, parafrasando Stirner, la mia causa nel nulla. Ciò mi porta a cercare la dispersione espressiva e desiderante come lingua di pensiero-azione e arte-scrittura. Per cui rifuggo i lavori organici a priori, anche se la dispersione può divenire l’organismo di un’opera complessiva dai confini però apparentemente non-organici. La ritualità di queste istanze possono cercare una conclusione e un inizio, come scrive Evola a Tzara, in una “vita ultima, il 2° piano Dada”, che non appartiene più all’espressione. Essendo fuori “abbiamo esaurite … tutte le esperienze, spremute … tutte le passioni (…) Non è pessimismo: si tratta di aver veduto (…) io, sono al di fuori”.

Ogni confine, tra arte e letteratura contemporanea, appare d’ora in poi come mero segno, diciamo comunicativo, quale net art: internet, in senso anche psicosociale, ha davvero realizzato il sogno dei grandi rivoluzionari del Novecento?

 Sì, la con-fusione diviene il sogno e l’oltre dell’arte stessa, rifiutando con-fini prestabiliti per estendersi “fuoripagina” fino ai rumori, al silenzio, alle tracce dell’in-visibile bianco e alla digital life, per sperimentare la lucida follia attraverso l’incontro con il nostro sé “travestito” da altro…

 Vitaldo Conte, sperimentazione o meno, quella che tu chiami TransArt o Transfuturismo, è un volo live nel contemporaneo puro, che paradossalmente genera una nuova bellezza?

Sì, la bellezza del nulla diviene il volo e il corpo di una creazione sin-estetica che attraversa linguaggi e dimensioni, arricchendosi del non-confine e dell’indicibile per generare il suo interiore di-segno, che può essere realizzato solo con il dominio della nostra consapevolezza sugli abissi di ogni perdizione.

Le seduzioni dello sconfinamento possono condurre ai rumori dell’opera bianca

vitaldo-conte-550x493come quelli che stai ricercando negli eventi nel Salento con le T Rose?

 Il pericolo-fascino dell’opera bianca è nella malia delle sue maschere femminili e delle musiche che ascoltano il richiamo del mare, della natura… il bianco rumore è una sua don/azione, soprattutto nell’estate. Così è stato per me in “Bande a Sud 2014”, davanti al mare sulla marina di Casalabate, in una notte d’agosto con le T Rose. E così sarà per celebrare l’ultima notte dell’estate, al confine con l’autunno, nella ottocentesca dimora estiva Serrezzula a Magliano: con una festa bianca come saluto, auspicando l’eterno ritorno… In questa occasione anticiperò l’uscita del mio Fuoripagina con la parola poetica e il suono del bianco come Estrema TransArt…

@barbadilloit

Di Luca Siniscalco e Roby Guerra

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