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Musica. “Sensuth” e il rock indipendente incontra lo Sturm und Drang

Pubblicato il 1 agosto 2014 da Elena Barlozzari
Categorie : Musica

fede“Richard Wright è morto!”: è il 15 settembre 2008 quando qualcuno irrompe al pub gridando. L’attenzione dell’intero locale è subito conquistata da quell’esclamazione lapidaria, un’esclamazione che per gli amanti dei Pink Floyd equivale al monito di Zarathustra. Tra gli avventori sotto shock c’è anche Federico con una manciata di suoi amici. “Abbiamo ordinato altre birre, le abbiamo portate via e siamo andati al Gianicolo dove abbiamo sentito i dischi dei Pink Floyd e suonato fino alla mattina. Così sono nati i Sensuth”  –  racconta Federico, oggi  frontman dei Sensuth. La band romana, nata dall’epitaffio di Wright, tastierista nonché cofondatore e ispiratore dei Pink Floyd, ha racconto a Barbadillo.it come sono andate  veramente le cose.

Desiderio, dolore, amore, morte, anelito, struggevolezza, malinconia, brama. Sono tante le sfumature di significato del Sehnsuht. La parola simbolo del romanticismo tedesco, nell’era digitale, è ancora capace di farsi musa, diventando manifesto ideale di una band di nuova generazione che “a forza di non accontentarsi mai di ciò che raggiunge e possiede”  –  come i Sensuth spiegano di loro stessi  –  vanta un Ep d’esordio come ‘La morte non è niente’ (2011), registrazioni, live, passaggi in radio, passaggi in TV e continui eventi in cantiere. Insomma, il curriculum dei Sensuth dimostra tutto il carattere del gruppo che, non a caso, si è fatto da solo. Cambiando pelle. Alla ricerca di una personalità autentica, distante dai ‘prodotti’ musicali dell’industria discografica di oggi, nata dal sacrificio e dalla sintesi di più anime: Federico alla voce, Carlo alla batteria, Giacomo e Fabio alle chitarre e al basso Matteo. Così la base progressiva presto evolve, passando per il rock, il cantautorato italiano, la cultura pop, il Seattle sound e la new wave. E adesso anche un nuovo album in fase di lavorazione, “con cui torneremo al rock progressive delle origini”, svela Federico, precisando che si tratterà solo di un revival strutturale,  “senza intaccare la personalità che abbiamo costruito in questi anni e quel suono ‘pulito’ che ci contraddistingue”.

“Onestà, Passionalità, Professionalità” sono i tre aggettivi con cui la rubrica New Generation di Mtv, continuamente a caccia di nuovi talenti, li ha descritti. “Onestà nello scrivere, nel suonare, nell’arrangiare, nell’essere band; stanchi di troppi gruppi fantoccio, di troppi musicisti in cerca di una facile scorciatoia modaiola, i Sensuth delineano fin da subito la loro identità, e ‘faccia al sole’ la portano avanti senza compromessi. Passionalità nel ‘sentire’ e far propria la musica; in un mondo dove tutto è sempre più business e sempre meno arte, i Sensuth cercano l’essenza vera che è stata da sempre motore inestinguibile dell’umana arte. Passione che è travaglio interiore, sturm und drang, il deflagrare dell’animo umano. Professionalità in tutto quello che si fa; in un mondo dove ormai tutto è alla portata di tutti, e dove tutti vogliono fare tutto, solo la professionalità può ancora tracciare la differenza”  –  si legge nella recensione.

Ed infine, Sensuth da quest’anno è anche un brand. Dalla collaborazione con Domenico Romeo, street artista calabrese trapiantato a Milano e anch’esso esploratore di nuovi linguaggi espressivi, è nata un’imperdibile t-shirt ufficiale.

@barbadilloit

Di Elena Barlozzari

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