
E se Trump avesse le sue ragioni sulla Groenlandia? Quando studiavo (da esterno) al Gonzaga, il collegio dei gesuiti a Palermo, il professore di storia, ma anche volte quello di latino e greco, ci chiedevano di sostenere una parte. Ad esempio, fare l’avvocato difensore di troiani. Dopo l’arringa, il professore commentava: “Bravo! Ora sostieni la tesi dei greci contro Troia. Non è una prova della presunta doppiezza dei gesuiti, di cui ho un ottimo ricordo. Erano liberi pensatori.
I km e il diritto internazionale
L’esercizio serve a mettersi nella parte dell’interlocutore, a capire l’avversario. Sarebbe utile agli avvocati, ai giudici, ai diplomatici e, ovviamente soprattutto ai capi politici. Non sostengo che Donald Trump abbia il diritto di occupare la Groenlandia: cerco di capire perché lui pensi di averlo.
Putin non è un folle, non è malato di Parkinson o in fin di vita per qualche tumore, come sostengono i servizi segreti britannici. I gesuiti di Palermo mi chiederebbero di mettermi nei suoi panni. O in quelli di Putin. Se lo facessero i leader dei Paesi della Nato, oggi sarebbe più facile giungere alla pace.
Se Trump occupasse la Groenlandia, non sarebbe un attacco all’Europa, come non lo sarebbe se, ipoteticamente, il Messico si impadronisse di Saint-Martin, nelle Antille Francesi. Caso mai sarebbe un attacco all’Ue, perché la Groenlandia appartiene alla Danimarca.
Sarebbe utile anche tornare a studiare la geografia, dimenticata nelle scuole italiane. Quando chiedo ai miei amici berlinesi o romani quanto disti la Russia dagli Stati Uniti, tutti, sempre tutti, rispondono: migliaia di chilometri. La distanza vera è di 83 km.: quelli dello Stretto di Bering tra Alaska e costa russa.
Verrà anche l’ora di Taiwan
La Groenlandia fa parte del continente americano, più vicina a New York che a Stoccolma. Taiwan è divisa dalla Cina 140 chilometri e dista 12mila miglia dalle coste della California. Se Pechino decidesse di riprendere Taiwan, Trump o un suo successore non potrebbe difenderla. La geografia, ovviamente, non dà diritto di conquista o riconquista. Altrimenti la Tunisia avrebbe diritto di annettersi Lampedusa, che dista un’ottantina di km dalle sue coste e duecento dalla Sicilia. Il Mediterraneo – tra l’isola e la Tunisia – è profondo al massimo un centinaio di metri, fino alla Sicilia sprofonda fino a quasi mille metri. Geologicamente, Lampedusa è nel Continente africano.
La Groenlandia ha 2,2 milioni di kmq – metà di tutti i Paesi dell’Ue messi insieme – e ha appena 53mila abitanti (Lodi ne ha 45mila). Sarebbe difficile da difendere. Trump sostiene che la vuole, sentendosi minacciato da un’invasione dei russi o dei cinesi. Da avvocato dell’altra parte, sosterrei che è improbabile, se non impossibile.
Americani, non russi, contro Ue
Anche se lontana, la Groenlandia è danese e dunque fa parte della Nato, e Putin non sfiderebbe l’Alleanza Atlantica, come si vuol credere oggi. L´isola, nell´estremo nord dell’Atlantico, è ricca di minerali, ma la Russia di Putin, vasta 14 fusi orari, ne ha già quanto basta per qualche secolo. E i cinesi nella loro storia non sono quasi mai stati conquistatori, come spagnoli, portoghesi, francesi o britannici o anche italiani. Hanno occupato il Tibet, perché – secondo loro – fa parte della Cina. La Grande muraglia, come ogni muro, è opera difensiva: a giungere in Europa, coi suoi mongoli, fu Gengis Khan.
Alla fine della mia duplice arringa, non so quale sarebbe il giudizio del mio lontano nel tempo professore di storia. Ma lui non dava voti e non sosteneva chi avesse ragione, l’uno o l’altro. Sempre troppo citato, quando conviene, il diritto internazionale non esiste, come mi spiegò un altro professore nel primo anno di Università: vale sempre il diritto del più forte. E i trattati di pace da 5.000 anni li detta chi ha vinto. La pace giusta non c’è mai stata. Si deve continuare a combattere, finché si vince.






‘Il diritto internazionale non esiste’. Da vecchio diplomatico concordo pienamente. Quello che alcuni ritengono sia diritto internazionale è solo l’assetto dato al mondo nel 1945 da USA e URSS vincitori, attraverso Yalta, Nazioni Unite, Bretton Woods, poi Guerra Fredda e club atomico…. Cioè il tentativo di perpetuare i frutti della vittoria nella WWII (mettendoci anche la Francia, stracciata sul campo nel 1940, dopo aver dichiarato guerra alla Germania per Danzica, tanto per fare in Consiglio di Sicurezza 3-2).
E’ proprio così. ottima analisi di Giardina. La questione è che quando l’ Europa, quel che resta della Ue blaterano di diritto internazionale, danno un ottimo esempio della loro ignoranza storica e geopolitica. Nulla capiscono come pure i nostri italiani di destra,centro, sinistra. Basta vedere sull’ Ucraina .