
Dopo quattro anni e mezzo di guerra in Ucraina e tre in Medio Oriente, il governo italiano vara un nuovo modello di difesa, per dare alle forze armate 40.000 effettivi in più. Lo scrivono media generalisti. Non è disponibile il materiale ufficiale. Nelle audizioni dei precedenti anni, i capi di Stato maggiore di forza armata avevano chiesto cerca 60.000 effettivi per mantenere gli attuali compiti. Evidentemente lo studio redatto ora da questo gruppo di lavoro, nominato dal ministro della Difesa, non considera ciò che dicono gli alti ufficiali, che la politica ha nominato.
Vorrei, ma non posso
A Londra si traggono le conseguenze
Le incertezze in Italia potrebbero portare, secondo i media generalisti, alle dimissioni del nostro ministro della difesa, analogamente a quello britannico.
Il topolino ruggente
Un’eventuale disimpegno americano costringerebbe i Paesi dell’Europa occidentale a dotarsi di risorse in campo militare, come satelliti da comunicazione e da ricognizione, oltre a velivoli da trasporto strategico, ora in gran parte forniti dagli Usa.








Sono d’accordo, in linea di principio. Credo però che la questione non sia solo di punti percentuali, ma di uomini. Ormai dagli anni Settanta il “sacro dovere” della difesa della Patria non è più tanto sacro, e ormai da oltre vent’anni non è più nemmeno un dovere. La figura del militare è stata a lungo ridicolizzata o demonizzata e l’obiezione di coscienza era ormai divenuta maggioritaria ancora prima dell’abolizione della leva. Modernizziamo l’apparato militare, ma cerchiamo soprattutto di motivare i giovani a intraprendere la carriera militare. Non è facile, ma è necessario provarci.