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Fumetti. Se Dylan Dog si scontra con i signori dell’oro

Pubblicato il 9 aprile 2015 da Luca Gallesi
Categorie : Fumetti

1368091866136Poteva forse l’indagatore dell’incubo evitare di scontrarsi con il più pauroso dei mostri creati dalla veglia della regione, quei “creatori di moneta” dal nulla, che, nell’era dell’abbondanza totale e diffusa, affamano l’umanità con una indotta e artificiale povertà? No che non poteva, e, infatti, il Dylan Dog rinnovato, dopo aver incontrato un nuovo nemico, quel John Ghost protagonista del recente albo Al servizio del caos, che sarebbe meglio definire al servizio della sempre perfida Albione, incontra nel primo numero del Dylan Dog Magazine, in una storia molto breve ma altrettanto bella, i temibili “crociati bancari”, degli agenti speciali degli istituti di credito che vigilano sul flusso del denaro al servizio del sistema. Sono killer spietati, professionisti del crimine assoldati dai veri e assoluti padroni del mondo, quei signori del debito virtuale che soffoca l’economia reale. Con una celebre battuta presa da Brecht, sul fatto che il vero ladro è chi fonda una banca e non chi la rapina, Dylan Dog viene informato di una verità segreta esposta in evidenza: “I soldi non esistono. Sono solo numeri elettronici su conti bancari di grandi multinazionali senza volto”.
Se, invece di Brecht, gli sceneggiatori si fossero rivolti a Pound, avrebbero potuto approfondire maggiormente il problema, andando a scoprire la cause ultime delle ricorrenti crisi economiche e denunciandone i protagonisti che, immancabilmente, da queste crisi e dalle guerre che ne seguono, si arricchiscono immensamente.
Viste le premesse del nuovo corso, con Bloch che non teme più di andare in pensione e Dylan Dog più propenso a usare la pistola, attendiamo fiduciosi gli sviluppi del rinnovato investigatore di Craven Road.

Di Luca Gallesi

Una risposta a Fumetti. Se Dylan Dog si scontra con i signori dell’oro

  1. Il nuovo corso di Dylan Dog a me non piace,troppa retorica,tantissimo politically correct(i due nuovi personaggi di riferimento a Scotland Yard sono entrambi di origine straniera),strizzatine d’occhio all’estrema sinistra(soprattutto nell’albo “Anarchia nel regno unito”),etc…Insomma niente che non ci fosse anche prima,ma elevato all’ennesima potenza.Insomma il caro”old boy”sembra indirizzato a diventare a breve un’icona dei centri sociali,ma certo non per me.
    Però sì,ammetto che l’unica cosa riuscita in questa nuova vita della serie è stata la creazione di un personaggio come John Ghost,davvero credibile e ben riuscito,seppur fa la sua comparsa nel contesto di un albo che mantiene tutti i soliti difetti.

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