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Fumetti. Arriva la graphic novel “Yukio Mishima” di Ferrogallico (con prefazione di Mario Vattani)

Pubblicato il 13 Dicembre 2019 da Ernesto Chevanton
Categorie : Cultura Fumetti

“Sarà presentato a Milano, sabato 14 dicembre presso lo Yamato Shop di via Tadino, il primo fumetto al mondo dedicato allo scrittore giapponese Yukio Mishima. Oggi, a quarantanove anni dal suo sacrificio, raggiunto per mezzo del Seppuku rituale, Ferrogallico Editrice pubblica il primo fumetto mai prodotto al mondo dedicato al grande giapponese: “Yukio Mishima. Ultimo Samurai”, con testi di Federico Goglio, scrittore e musicista che a Mishima ha dedicato varie opere, tra cui un libro e un disco, disegni di Massimiliano Longo e la prefazione dello scrittore e diplomatico Mario Vattani. Un viaggio straordinario e profondo tra le pieghe segrete e più autentiche della sua vita, in tavole potenti, concepite con anima cinematografica. Un lavoro di ricerca storica e biografica durato due anni, elaborato su un paziente studio iconografico della casa di Mishima.

Un’edizione rilegata con oltre 200 pagine, testi extra e bozzetti preparatori. Un’opera in cinque parti, più un prologo ed un epilogo, che si sviluppa circolarmente, come la vita stessa di Mishima, che vive nell’immaginario della morte come risurrezione ad un’eternità più grande e manifesta che si fa esempio per un popolo, così come l’ha concepita l’autore, Federico Goglio: “Meticolosamente, giorno dopo giorno, anno dopo anno, Mishima aveva pianificato il suo terribile Seppuku. Come in un film, scritto, diretto e interpretato da lui stesso, tutto era stato previsto. Per quasi dieci anni aveva pensato a quel momento, “immaginandolo da fuori”, “guardandosi” da fuori come spettatore accorso a godersi lo show, la prima di un capolavoro tanto atteso. La notte prima del Seppuku è più che probabile che avesse preso sonno difficilmente. Cosa accadde, però, nessuno può saperlo. Con questo libro ho cercato di immaginare l’uomo prossimo al finale, all’ultimo atto, preda dei ricordi di una straordinaria vita. Il Giappone doveva aprire gli occhi, vergognandosi per un’identità perduta giorno dopo giorno, e ammettere almeno per un istante che Yukio Mishima fosse il suo ultimo, autentico figlio. Quel Seppuku non era altro che la sconcertante voce della coscienza nazionale”.

Di Ernesto Chevanton

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