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Il commento (di G.de Turris). Evola, l’editoria negazionista sulle foibe e la libertà in Italia

Pubblicato il 5 dicembre 2014 da Gianfranco de Turris
Categorie : Cultura Scritti
Julius Evola

Julius Evola

Tutti sanno che la Costituzione italiana  sancisce la libertà di espressione, di parola, di pensiero eccetera. Nessuno lo metterebbe in dubbio. Ma, solo con “la più bella del mondo” ci si prenda la briga di metterla sotto condizione. Quale? Che la libertà di parola vale a seconda di chi parla e dell’argomento di cui tratta. Una ipocrisia, per non dir peggio.
Due casi esemplari.
La regione Friuli Venezia Giulia, retta dal centrosinistra, ha finanziato con ventimila euro la casa editrice Kappa Vu di Udine specializzata, fra l‘altro, in libri negazionisti sulle foibe. L’assessore alla cultura, Gianni Torrenti di fronte alle proteste si è così giustificato: “Non sono assolutamente d’accordo con le tesi negazioniste del dramma storico sulle foibe, ma se bloccassimo i fondi andremmo a intaccare la libertà di espressione e di pensiero” (Il Giornale, 2 dicembre 2014).Giustissimo. Parole da tenere a mente. Vediamo se la “libertà di espressione” vale anche per una casa editrice o un convegno che si occupassero dell’Olocausto in chiave non diciamo addirittura negazionista ma riduzionista (chessò, non sono morti sei milioni di ebrei ma al massimo uno e mezzo) o si affermasse che la risiera di San Sabba era solo un campo di concentramento e  di transito come alcuni storici sostengono e non un luogo di sterminio. Protestasse o si indignasse, nel caso bisognerà ricordare all’esimio assessore queste sue frasi degne di un democratico vero perché non restino soltanto buone intenzioni. .Secondo esempio e proprio nello stesso giorno.

Un ricercatore di storia contemporanea, Francesco Cassata, su glistatigenerali ha pubblicato il 2 dicembre un intervento intitolato, in stile puramente goliardico, di cui gli si deve render merito, Fermiamo il virus della rivalutazione di Evola dove   tra l’altro afferma: “Intendiamoci: in un regime democratico e liberale un’operazione del genere è legittima, nella misura in cui, entro i limiti di legge, chiunque può studiare ciò che vuole e organizzare simposi anche stravaganti. In questo caso, un problema serio di opportunità si pone, però, se tra i relatori figurano diversi docenti di discipline differenti che insegnano nelle università italiane”.

Il Cassata, che si ripete è uno storico contemporaneista non uno storico delle religioni, se la prende con un convegno, organizzato a Roma il 29 novembre dalla Fondazione Evola e dalla Accademia dei Filaleti, intitolato “L’eredità di Julius Evola” ed i cui relatori erano tutti docenti di varie università italiane, che si sono occupati dei vari ambiti del pensiero evoliano: filosofia, storia, politica, arte, ermetismo, tradizione e, appunto, storia delle religioni. Il che ha fatto inorridire il Cassata. Il quale, da bravo storico nella ricostruzione della vita di Evola si è dimenticato di dire, ma guarda un po’ proprio in questa occasione, che pur coinvolto nel processo dei FAR (1951) il filosofo venne assolto come ben si sa, il che non è un particolare di secondaria importanza.

Il Cassata inoltre attribuisce a Evola cose da lui masi scritte (il “soldato politico”) né pensate (il teorico del “neopaganesimo” che invece criticò) e di influenze mai esistite (la “teoria evoliana dell’azione ha influenzato i protagonista della eversione nera”, leggenda metropolitana dura a morire nonostante le prove in contrario).

Sicché il Cassata propone una levata di scudi accademica contro questa iniziativa, una vera e propria crociata con venature ricattatorie. Come si vede chiaramente tutti possono dire quel che vogliono, no? Soprattutto se lo fanno, come scrive il Nostro Eroe Antievoliano, per usare un suo vezzo, “entro i limiti di legge” (quali non si specifica). Nel convegno del 29 novembre pare che i “limiti di legge” non siano stati superati. Ma… Ma il fatto è che con questa iniziativa si è “rivalutato un fascista” (e quindi, se ne deve dedurre, il fascismo stesso). Quindi non se ne doveva parlare. Quindi un limite alla libertà di espressione esiste. Quindi essa vale soltanto se i nostri docenti parlano di certe cose e non di altre definite “antiscientifiche” ed epistemologicamente scorrette. Quindi i docenti universitari non devono partecipare a iniziative di un certo tipo, occuparsi di certe figure tipo, possiamo pensare in quanto considerati “fascisti” e “nazisti”, non solo Evola, ma anche Gentile, Pound, Marinetti, Hamsum, Céline, Jünger ecc. ecc. La libertà di pensiero è dunque condizionata dall’argomento, perché nulla avrebbe avuto certo da dire il Cassata se il convegno fosse stato dedicato agli aedi del comunismo, stalinismo, maoismo tipo Neruda, Sartre, Picasso ecc. ecc.

A me pare che questa levata di scudi sia l’espressione più lampante che una casta di docenti sia ormai alla frutta, si stia accorgendo che dopo 70 anni i loro divieti e ostracismi non sono più una barriera antidemocratica alla libera espressione di un pensiero privo di vincoli ideologici, e che la terra sta franando sotto i loro piedi mettendo in crisi un intero sistema culturale. Lanciano preoccupati allarmi, promuovono Tribunali dell’Inquisizione Storicistica. Sono gli ultimi anatemi che vorrebbero far presa sulla paura e il conformismo che ancor allignano nell’ambito accademico. Vogliamo proprio sperare che non sia più così e che il coraggio di quanti hanno partecipato al convegno del 29 novembre dia i suoi frutti.

@barbadilloit

Di Gianfranco de Turris

11 risposte a Il commento (di G.de Turris). Evola, l’editoria negazionista sulle foibe e la libertà in Italia

  1. quindi un ricercatore (nato nel 1975) che ha ottenuto una posizione a tempo indeterminato nel 2011, diventa un membro della casta di docenti che tiene in scacco l’accademia italiana da 70 anni?

    sul serio?
    detto da De Turris (classe 44)?
    il quale ci vuole fare lezioni di scientificità?
    il bue che dice cornuto all’asino…

    invito a leggere l’articolo di Cassata:
    http://www.glistatigenerali.com/filosofia_storia-cultura_storiografia/evola-fermare-il-virus/

  2. Il testo non è nemmeno di Cassata ma di un gruppo di storici, i nomi sono in fondo. De Turris non ha nemmeno finito di leggerlo, insomma.

  3. Redazione

    Per promuovere un convegno su Julius Evola ci vuole il placet del signor Cassata e dei suoi sodali accademici? Siete davvero orwelliani, cari todolist e gideon. E sorprende questa redazione l’evidenza che non vi firmiate. Chissà perché…

  4. Ricordo ai cari storici che viviamo in una società fortunatamente (quasi) liberale, per cui se accettiamo che nei libri di filosofia si studi Marx, padre della ideologia più criminogena della storia umana, lasciamo che si storicizzi anche Julius Evola, autore stimato da personalità come Cacciari e Donà. Per quanto concerne l’antisemitismo, lo stesso Evola in un certo qual modo ha abiurato quei pochi scritti in cui è rintracciabile chiedendo che non fossero più ristampati. L’antisemitismo e l’antisionismo sono sentimenti che appartengono piuttosto alla sinistra estrema (e a qualche folle estremista di destra), che nega al popolo ebraico il proprio diritto all’autodeterminazione.

  5. allarme allarme!
    sono arrivati i barbari commentatori anonimi!

    certo che siete ridicoli,
    a rispondere nel merito siete capaci?
    vi ho fatto delle domande precise e voi ribaltate la frittata.
    Cassata fa parte o no di una casta che tiene in scacco l’accademia da 70 anni? e De Turris?

    quell’altro arriva e parte col commento anni ’50 sui regimi comunisti, l’antisemitismo e cazzivari…
    machissenefrega!!!!
    vogliamo parlare di scientificità o di chi è più stronzo?

    ma d’altronde prendete sul serio un evento organizzato da uno che si firma:
    Il Sovrano Gran Maestro, Gran Commendatore, Gran Hyerophante Generale

  6. Caro todolist, la frase di De Turris definisce in modo corretto la levata di scudi che lo stesso Cassata riferisce nel suo intervento, nel quale parla di uno scontro interno al mondo accademico riguardante questo convegno.
    Per quanto riguarda la scientificità, come possiamo parlarne se lo stesso Cassata parla di studi che possono essere compiuti nei termini permessi dalla legge?
    Inoltre, sempre in fatto di scientificità, egli è storico contemporaneo e non delle religioni, dunque è specializzato in una determinata disciplina e non è tuttologo.
    Sempre nello stesso ambito, egli non indica ad esempio che Evola venne assolto dalle accuse che lo vedevano complice dei Far.
    Sempre in ambito scientifico, mi puoi spiegare su che base non si può parlare di Evola?

  7. Francesco, rileggi bene l’articolo di Cassata.
    Cassata dice che lo scontro è avvenuto all’interno di una mailing list di un associazione europea di studi religiosi, cosa c’entri con la casta accademica italiana De Turris ce lo deve ancora spiegare.
    L’articolo pone semmai il problema contrario, come è possibile che un convegno che desta scalpore tra gli studiosi stranieri in Italia venga accettato senza alcuna discussione in ambito accademico?

    Cassata non è un tuttologo dici, infatti non è l’unico autore del testo.
    In calce c’è l’elenco completo, come già sottolineato da Gideon.

    Nel testo c’è scritto che Evola è padre spirituale dei Far, non complice.

    3 errori su 4 punti del tuo discorso. mi viene il dubbio che tu l’articolo non labbia letto.
    Ma veniamo al quarto punto.
    Nessuno, nemmeno Cassata e soci, dice che non si può parlare di Evola.
    Cassata e soci si limitano a puntare il dito contro un’operazione di riabilitazione e non di studio.
    A tal proposito (scientificità del pensiero Evoliano e il suo studio), rimando alla lettura dell’articolo di Cassata e soci, vi è già scritto tutto.

  8. Su invito del Signor Todolist ho letto tutto l’articolo di epidemiologia incriminato; ignoro se de Turris abbia fatto altrettanto.
    Dovendo giudicare dalla conoscenza della materia, sono invece sicuro che nella sua lettura di Evola Cassata, o chi per lui, si sia fermato ai titoli.
    Abitudine questa condivisa anche dai troll.

  9. Mi domando se alcuni piccoli cervelli abbiano letto Evola, se siano a conoscenza del fatto che è stato tra i primi in Occidente a introdurre tematiche come lo Yoga, il Taosimo e lo Shintoismo Imperiale, ma poi ha parlato anche di eros, alpinismo, Oriente, tanto Oriente, e come nessuno dei vostri maestrini che sono ormai obliati dalla storia. Il fatto è che da Margherita Hack in giù, valanghe di vostri compagni iniziano a lodare il fascismo. Poco altro ho da dire, solo che l’obelisco del Duce sta ancora lì, come migliaia di testimonianze di quella epoca, non mi sembra che la stessa cosa valga per Stalin. Troppo sarebbe chiedere a gente tanto ignorante di sapere quanti musei e istituti culturali siano stati fondati dal fascismo. Evola poi è così “inutile” che viene letto pure nell’odiata – da parte dei Tradizionalisti – America. Come del resto, tali idioti di sinistra nemmeno sanno che Evola ha pubblicato con la Laterza. Meglio che si ritorni agli scontri frontali e che vinca il più “cattivo”, davanti alle infamità, la eleganza deve cessare…a proposito, AVE!

  10. ecco un altro che arriva dagli anni ’50 e pensa di essere durante la guerra fredda…

  11. Gli istituti di orientalistica in Italia vengono chiusi: l’ISMEO fondato a Roma da Giuseppe Tucci e Giovanni Gentile, il CESMEO fondato a Torino da Oscar Botto. Ogni tradizione culturale deve essere spenta.

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