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Scintill&digitali. E dall’America arriva il progetto del mantello dell’invisibilità a basso costo

Pubblicato il 15 ottobre 2014 da Natale Cassano
Categorie : Scintill&digitali

48247-mantello-dell-invisibilit-della-university-of-rochesterChi non l’ha mai sognato? La possibilità di diventare invisibili a proprio piacimento. Un’abilitò che, oltre ai ladri, potrebbe rivelarsi utile a tante persone, anche sul lavoro. Basti pensare ai vantaggi che ne otterrebbero le Forze dell’Ordine o gli investigatori privati. Sicuramente in molti hanno sognato di possedere il mantello dell’invisibilità con cui Harry Potter girava silenziosamente tra i corridoi di Hogwarts o l’anello che, in più di una situazione, ha salvato la vita agli Hobbit creati da Tolkien.

E ora tutto questo potrebbe diventare realtà. Già da diversi anni gli scienziati stanno studiando dei capi d’abbigliamento capaci di “far sparire nel nulla” una persona. Il trucco alla base è molto semplice: specchi creati con materiali tecnologicamento avanti che, rifrangendo la realtà circostante, mimetizzano il corpo umano. Un trucco spesso molto costoso e soggetto a inevitabili problemi: l’effetto spariva non appena l’osservatore si spostava, rendendo di fatto il “mantello dell’invisibilità” un giocattolo tanto inutile quanto costoso.

La sperimentazione però sembra aver fatto dei passi avanti e probabilmente nel giro di pochi anni potremo camminare tranquillamente senza essere visti, senza spendere cifre iperboliche.

Il tutto grazie ad un progetto sviluppato dai due fisici John Howell e Joseph Choi dell’università americana di Rorchester.

I due scienziati, infatti, hanno messo da parte le nanotecnologie e i meccanismi di rifrazione della luce che normalmente si usano per i costosissimi esperimenti sull’invisibilità, per concentratarsi sull’uso di specchi che sfruttano di materiali “a basso costo” o comunque più abbordabili.

Come questo sia possibile ce lo spiegano in un video pubblicato dalla loro università: “Normalmente si usano le tecniche di rifrazione della luce per ricreare l’effetto dell’invisibilità – racconta Howell. Noi abbiamo preferito concentrarci sull’uso di normali lenti che si possono tranquillamente acquistare da un ottico”.

Queste lenti, come viene spiegato anche in un saggio disponibile su internet (qui il link), sono lenti isotope, chiamate “doppione acromatico”, che si possono acquistare tranquillamente in un negozio di ottica specializzato. Ne bastano quattro e il gioco è fatto, si può creare il proprio mantello dell’invisibilità. Queste lenti, infatti, hanno la capacità di spostare la luce, creando un riflesso della realtà circostante, senza tenere conto della loro grandezza. In teoria basterebbe averne di piccole dimensioni per ricreare l’illusione ottica.

I due fisici hanno annunciato di aver superato con le loro lenti i normali ostacoli che si incontrano nella sperimentazione con la luce, e di aver dato vita ad un tessuto mimetico “tridimensionale”, ovvero che mantiene la mimetizzazione anche in caso di spostamento dell’osservatore.

Certo, il mantello creato da Howell e Choi ancora non permette di sparire all’istante non appena viene indossato, come succede nei racconti di fantasia, ma stavolta potremmo essere molto vicini a poter diventare dei novelli uomini invisibili di Marvelliana memoria.

Di Natale Cassano

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