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Calcio. Guerra Icardi-Maxi Lopez per Wanda: tragedia omerica o telenovelas sudamericana?

Pubblicato il 16 aprile 2014 da Giovanni Vasso
Categorie : Sport/identità/passioni

wanda_57040_immagine_obigCantami o diva l’ira funesta di Icardi e Wanda Nara, che infiniti tweet inflisse a noialtri. Omero, scusa. La tentazione è però troppo forte. Certo i personaggi non sono minimamente all’altezza ma che ci vuoi fare, siamo al tempo del Kali Yuga mica puoi pretendere che oggi rivivano tra noi Ettore, Achille, Ulisse e Agamennone. L’altra domenica, sul prato verde di Marassi, si sono scontrate Inter e Sampdoria, si son ritrovati Maurito e Maxi Lopez, l’un contro l’altro armato. Tempo fa Icardi, novello Paride, aveva sottratto a Menelao Lopez la bellissima moglie Elena Wanda Nara portandola via con sè nella reggia di Troia. Da lì, i due amanti hanno bombardato l’Ellade doriana (e l’intero orbe terracqueo) delle immagini del loro amorazzo, di foto rubate a momenti di lasciva lussuria a favore di clic. Afrodite si sarà infuriata a veder violare così i suoi segreti, pubblicati senza sosta sul demoniaco Twitter, così giusto per sbattere in faccia al mondo (e a Lopez) la loro felicità orgasmica.

Ma dato che non basta e che ogni tragedia deve essere davvero tale se vuole ambire a colpire l’immaginario collettivo, Paride e Elena vorrebbero sottrarre a Maxi Lopez pure i suoi stessi figli. Icardi si è presentato alla Pinetina – giorni fa – in compagnia di uno dei bimbi. Giocassero poco col fuoco, quei due. Conoscessero meglio il mito, si ricorderebbero di Oreste ed Elettra, delle Furie e della triste fine degli infidi Egisto e Clitennestra. Ma questa, è un’altra storia. Con tali premesse si è arrivati allo scontro. Che non sarà finale, a meno di stravolgimenti del campionato, del calciomercato, infortuni e bazzecole assortite.

Lo scontro, prima, prevede il saluto. Come nelle arti marziali, ma senza la sacralità e il valore che ha negli sport da combattimento. Paride Icardi tende una mano più falsa del terzo occhio della Gioconda a Menelao Maxi Lopez, che, sdegnoso, gira altrove lo sguardo. Boato del pubblico sampdoriano. A volte basta così poco per annichilire la boria dei piccoli uomini. E pensare che per questo c’è stato chi, quasi quasi, avrebbe voluto criticarlo, Lopez. Mitico Omero, ti rendi conto in che tempi cervellotici viviamo?

Sul campo, è il capolavoro della sanguinaria Moira. Icardi segna e si permette sberleffi al pubblico sampdoriano che solo un anno prima ha tradito (ma allora è un vizio?!?) per scapparsene all’Inter del prudente re Walter Priamo Mazzarri che pure gli aveva vietato escandescenze. Tende l’orecchio alla curva, vuole sentire gli insulti. E giù raffiche di sberleffi e offese, tanto fitte e dense che fossero state frecce avrebbero oscurato il sole di Genova. Poi c’è l’occasione per Maxi Lopez. Fischiato rigore per la Samp, sul dischetto va Protesilao Eder ma l’argentino lo ferma. Lascia tirare me. E lui lo lascia fare. Le Parche iniziano a sogghignare. Tiro e para Samir Handanovic, le Parche adesso si stanno sbellicando. La gente schiuma rabbia, non è possibile. Destino infame. Anche perchè, intanto, Icardi segnerà un altro gol. I compagni di squadra ne faranno altri due. Quattro a zero, in casa. La disfatta. E Icardi – poi – gli farà il gesto delle corna su Twitter.

Questa non può essere la fine, questo è solo il primo atto della tragedia calcistica. Certo, data la complessità (?) dei ‘cattivi’ sarebbe più giusto parlare di una dozzinale telenovela sudamericana…

@barbadilloit

Di Giovanni Vasso

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