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1994-2014 (di M.Veneziani). Centrodestra dissolto senza leader né cultura politica

Pubblicato il 25 marzo 2014 da Marcello Veneziani
Categorie : Corsivi Politica

Bossi Fini Casini BerlusconiIl 27 marzo di vent’anni fa l’Italia ebbe l’impressione di vivere un miracolo. Quattro forze politiche assai diverse, federate da un leader-imprenditore, vinsero le elezioni, mandarono all’opposizione la sinistra e formarono un governo di centro-destra come mai si era visto nella prima repubblica. Una forza liberale e popolare guidata da un non politico, una destra nazionale e sociale venuta dal neofascismo, un centro moderato venuto dalla Dc e un movimento di protesta come la Lega si trovarono alla guida dell’Italia. Il governo che ne scaturì durò poco ma l’epoca che ne seguì durò tanto. Un’epoca di bipolarismo compiuto, con governi di centro-sinistra e di centro-destra che si alternavano con perfetta intermittenza al potere: quelli di centro-destra di maggior durata ma in conflitto con l’establishment, quelli di centro-sinistra, omogenei all’establishment ma di breve durata per autodistruzione. Ogni elezione decretava la sconfitta del governo uscente, pur con sistemi elettorali differenti.

L’epoca fu detta berlusconiana e altra definizione in effetti non è possibile perché naufragò nel corso di vent’anni ogni formula di governo e ogni ispirazione di fondo: fallì la rivoluzione liberale e fallì la sinistra riformista, fallirono i garantisti e fallirono i giustizialisti, fallirono le destre e le sinistre fino a sparire i loro nomi anche in Parlamento, naufragarono le larghe intese e i governi tecnici, deperirono i partiti e i sindacati. Nulla rimase in eredità e tutto si sgretolò sotto l’incalzare della crisi, il collasso parallelo della politica e dell’antipolitica al governo e la cappa dell’Eurocrazia. Nel centro-destra dopo Berlusconi non c’è un leader, non c’è una linea politica, non c’è una cultura politica da cui ripartire. Nella notte della repubblica ci sono due solisti, che rappresentano il Polo Positivo e il Polo Negativo; non è un giudizio politico ma una considerazione di ordine elettrotecnico. Renzi incarna il Polo Positivo nel senso che è al governo e, almeno a parole, ritiene di poter far ripartire il pachiderma malato. Grillo incarna il Polo Negativo nel senso che la forza del suo ruolo è la protesta, il rifiuto e la rivolta. I messaggi rispettivi sono: salviamo il salvabile, è l’ultima spiaggia, dopo di me il diluvio. E l’altro: diamo il colpo di grazia, azzeriamo, mandiamoli a casa.

Un terzo polo si raccoglie nel nome di Berlusconi, ma non ha altra ragione sociale, altra certezza non negoziabile che la fedeltà a lui, però non può contare sulla sua presenza per ragioni giudiziarie. Per questo da tempo parlo di neoberlusconismo come si parlò di neofascismo a fascismo finito. A Berlusconi tocca solo un compito, a questo punto: non indicare un erede, ma al più una strada in cui cercare e poi selezionare sul campo, leader e classe dirigente.

Sparse frattaglie, d’incerta sopravvivenza, coronano il tripolarismo ad personam della scena politica: la Lega, il nuovo centro-destra, fratelli d’Italia e la sinistra greco-vendoliana. Chiunque incontro non sa a chi votarsi, al più sa contro chi votare, o su chi ripiegare. Gli alibi di questa situazione sono inappuntabili: la Malaeuropa, la Brutta crisi, lo strapotere giudiziario. Ma non bastano a spiegare il fallimento e le condizioni in cui ci troviamo. Un paese può sopportare governi inefficaci o classi dirigenti incapaci, mal selezionate, può sopportare perfino la corruzione e il malaffare, ma tutti questi fattori insieme no, non può reggerli. Per fortuna ora si vota solo alle Europee, è un test, non è un pronunciamento sull’Italia e neanche sull’Europa, il parlamento da eleggere incide poco sugli assetti e sui poteri effettivi dell’Unione e sopra l’Unione. Bisognerebbe fare punto e a capo, ma i punti sono tanti e un capo non si vede. Solo interminabili titoli di coda e velenosi colpi di coda. Da italiano mi auguro che Renzi non sia un bluff, che davvero riesca a migliorare la situazione, non dico sanarla, ma almeno migliorarla. Fatelo governare. Il messaggio esterno che vorrei arrivasse dal voto è invece: quest’Europa non ci piace, rovesciamo la scala delle priorità.

Ma non ha senso cercare di ritrovare lo spirito del ’94 quando non c’è nessuna delle condizioni di quel tempo, nessun leader disponibile, nessuna analogia e nessuna coalizione. E poi, il paese allora credeva di avere il baratro alle spalle, ora lo avverte davanti. Possiamo solo confidare che questo governo ridia fiato al paese e permetta una tregua utile a far nascere ed emergere nuove energie. Ma per tentare, almeno tentare, di trovare una via d’uscita è necessario che finisca l’agonia del pregresso e si chiudano i conti del passato.

Il resto è nelle mani del caso, del destino o della provvidenza.

* Marcello Veneziani per Barbadillo.it

@barbadilloit

Di Marcello Veneziani

5 risposte a 1994-2014 (di M.Veneziani). Centrodestra dissolto senza leader né cultura politica

  1. capisco che anche tu debba lavorare ma ti sembra normale vedere la tua firma a favore del nano? che centra con noi e con la destra? e i la russsa venduti ai ligresti? e gli alemanno con quello che hanno fatto a roma? credi che queste cose centrino niente con la destra che intendevamo noi? europa nazione nuovo ordine sociale l’ uomo nuovo la corruzione le tangenti erano queste le cose per cui sono morti vnturini falvela i mattei giaquinto zilli giraluci mantakas ramelli ziccheri pedenovi pistolesi bigonzetti ciavatta recchioni giaquinto cecchetti cecchin mancia de angelis di nella dimmelo tu che hai fatto parte della storia della destra ITALIANA

  2. gildo, per caso hai letto nella mia testa?

  3. “Possiamo solo confidare che questo governo ridia fiato al paese e permetta una tregua utile a far nascere ed emergere nuove energie” BOOH! Finora hanno approvato una legge elettorale truffa e hanno abolito per finta le provincie (Renzi ha mai letto lo studio della Società Geografica Italiana che propone di togliere Regioni e Provincie e sostiuirle con 36 dipartimenti?)

  4. Bene caro Veneziani ci hai descritto perfettamente l’inizio della fine … Ci hai parlato dell’acqua calda …. Visto come è iniziato il polpettone , come pensavi che finisse ?

    E dal 1992, cioe’ dall’apice di un inaspettato e immeritato successo del MSI che è iniziata la cosidetta “mutazione antropologica in discesa ” …

    E Voi intellettuali organici che fate, Ve ne tirate fuori ? Voi della nuova destra parlavate tanto del neofascismo come ” mito incapacitante” ?

    Ma guardate che cosa hanno/avete prodotto con le vostre tesi “entriste” del cazzo: una deriva melmosa e priva di identità e radicamento, di marca liberal-riformista che negli ultimi 20 anni ha devastato una intera area : cortesemente tacete, tacete per favore.

    La destra nazionale “ha cospirato” contro la Nazione Sociale già dentro il Risorgimento, contro il fascismo e ha preso in ostaggio il neofascismo deviandolo dal suo alveo naturale ; quelli antropologicamente e costituzionalmente anti-fascisti siete proprio Voi da almeno da due secoli , molto peggio degli antifascisti ideologici, che hanno appena 70 anni.

    …. e mo’ caro Veneziani, Ti è rimasta solo la “famiglia Adams” , Larussa/Ligresti ed i Fardelli D’Italia .

    A casa tutti politici e gli “intellettuali organici” stipendiati dal nano ….

  5. 20 anni di entrismo politico e de-strutturazione ideologica neodestra

    Questo il risultato:

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/scopelliti-d5605389-59a4-4152-bbb9-ab9dcfbc5b4f.html

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