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Premier. Mille e non più mille: Wenger umiliato da Mou nel giorno dei giorni

Pubblicato il 23 marzo 2014 da Giovanni Vasso
Categorie : Pallone mon amour Sport/identità/passioni

wengerMille e non più mille: Wenger umiliato e offeso nel giorno più importante della sua carriera di allenatore dal suo nemico più irriducibile, Josè Mourinho. L‘Arsenal che festeggiava le mille panchine dell’allenatore francese è stato preso letteralmente a pallonate dal Chelsea di Mou. Sei a zero, manco fosse un incontro di tennis. E pensare che tutti si aspettavano il trionfo di Arsène…

A Londra lo scontro tra Arsenal e Chelsea è una classica che, quest’anno, vale per la Premier. I Gunners di Wenger devono vincere per onorare la millesima in panca del padre-padrone francese e per rilanciarsi in classifica. I Blues devono vincere per mantenere la testa della classifica e scalciare l’arrembante Liverpool di Luisito Suarez. Finirà sei a zero per la capolista, per gli almanacchi basta così. Per la storia, invece, no.

 

 

L’APOCALISSE. Dio perdoni Wenger e benedica Mourinho. Un altro si sarebbe limitato a studiare la strategia per affrontare una normale partita di calcio, seppur ad altissima quota. Il portoghese no. E’ un bastardo, dentro. Wenger si sarebbe dovuto aspettare il tiro mancino. Mou gliela aveva giurata ma l’Arsenal è scesa in campo con la testa altrove. Lo scontro tra loro è sempre stato senza peli sulla lingua. Altro che Conte e Mazzarri, ne hanno ancora di strada da fare i ‘nostri’ per litigare come loro. Alla fine, al netto delle polemiche di spogliatoio, è in campo che si fa la storia. E Mourinho si è preparato per la guerra, senza pietà ha affondato la corazzata Gunners che ad inizio stagione prometteva di ammazzare il campionato e invece ha finito per suicidarsi. Senza manco la dignità di un seppuku.

MORTE E DISTRUZIONE. «Siamo venuti qui per ammazzarli e nel giro di dieci minuti li avevamo già distrutti». Dio salvi Mourinho, altro che la Regina. E perdoni il povero Wenger. Pensavano forse che lo Special One si sarebbe rassegnato a far da vittima sacrificale sull’altare delle mille panchine di Arsène? Sangue è colato, in abbondanza. Ma era sangue francese. A voler essere più cattivi di lui si direbbe che ha gli ha dimostrato sul campo quello che gli disse in conferenza stampa mesi fa: «Wenger? Specialista in fallimenti».  «Mi assumo tutta la responsabilità», che triste epilogo per il giorno più importante di una carriera prestigiosa marchiata dal più infame dei fallimenti proprio quando avrebbe potuto riscattarsi tutta in novanta minuti.

 

 

Di Giovanni Vasso

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