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La polemica. Pigi Battista Putin e l’abitudine alla subalternità italiana

Pubblicato il 16 marzo 2014 da Manlio Triggiani
Categorie : Cultura Esteri

PutinDiciamolo subito: Pigi Battista, ex vicedirettore del Corsera e ora editorialista della stessa testata, è diventato un… conformista. Dopo anni di attacchi agli “intellettuali organici” (quelli che gramscianamente prendono ordini dal partito o dalla lobby, vedi Battista in I conformisti, Rizzoli, Milano 2010) ora ragiona per schemi precostituiti ignorando analisi, percorsi e situazioni storiche che pesano sulla libertà dell’Europa e dell’Italia.

Di che si tratta? Lunedì scorso, nel pezzo Il debole della destra per i dittatori (sic), sul Corsera, Battista ha attaccato “questi maestri di pensiero della destra italiana che pur di andare contro la snervata (e sempre detestata) democrazia americana, omaggiano senza pudore Putin, l’ex colonnello del Kgb che dava una mano ai colleghi della Stasi in quella grande prigione che era la Germania comunista (…) Che cosa patetica questo debole della destra per i dittatori… si credono anticonformisti ma ogni loro parola porta con sé, inconfondibile, l’odore di un gasdotto. Per fortuna che in Italia non c’è un governo di destra mentre esplode la crisi in Ucraina”. “Oggi si aggrappano persino a Putin per marcare un’alterità rispetto alla cultura che sostiene le democrazie occidentali e le richieste della piazza di Kiev”.

Concetti che parlano da soli, un minestrone di idee che non tien conto del fatto che non tutti devono necessariamente obbedire ai voleri di Bruxelles o di Obama. Perché non tutti credono alla necessità di ottenere il nulla osta dagli Usa o da Bruxelles per avere rapporti diretti con Gheddafi (allora) o Putin (allora e adesso).

Nessuno sogna stivaloni e dittatori visto che la politica europea è già eterodiretta, decisa e imposta dalla Casa Bianca: per le missioni all’estero (salvo poi fregarsene del destino di due marò detenuti contro ogni norma del diritto internazionale), per l’acquisto di caccia bombardieri prodotti dall’industria bellica Usa, per la ridotta sovranità dell’Italia sul suo territorio (sono oltre 100 le basi militari Nato/Usa nella penisola, cfr. l’interessante L’Italia occupata di Alessandro Bedini, Il Cerchio, Rimini 2013, prefato da Franco Cardini). Gli Usa, insomma, non ci sono poi tanto amici data, peraltro, la nostra eterna subalternità.

Eppoi, i rapporti geopolitici e geoeconomici mostrano bene che la Russia bianca (sì, quella di Putin) piaccia o meno fa parte dell’Europa esattamente come la Crimea, regione che ha una popolazione composta, non dimentichiamolo, per l’80 per cento da russi. Per ragioni geopolitiche e geografiche, forse è a noi più vicina la Russia che gli Usa…

@barbadilloit

Di Manlio Triggiani

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