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Ucraina. Cardini: “Il parallelo tra Kosovo e Crimea e il doppiopesismo occidentale”

Pubblicato il 10 marzo 2014 da Franco Cardini
Categorie : Esteri

cardiniHo seguito con attenzione, spesso facendo forza a me stesso, la galleria degli autorevoli commentatori nazionali e internazionali di questi giorni, impegnati tutti a stigmatizzare la prepotenza imperialistica della Russia di Putin e il suo disprezzo per i diritti della piccola Ucraina, che la società internazionale dovrebbe tutelare contro l’arroganza di Mosca. Tralascio al riguardo tutta una serie di commenti storici e politici in quanto sono già stati fatti: io steso ho fatto notare alcune cose, come ricorderete, sulla puntata 11 di “Minima Cardiniana”. Prendiamo quindi atto che, nel nome di non si sa bene quale diritto internazionale, La Russia dovrebbe accettare il fatto compiuto non di una libera e corretta consultazione elettorale che ha mutato il corso politico dell’Ukraina, bensì di un golpe messo a punto da una calcolata e spregiudicata violenza di piazza che ha condotto all’espressione di un governo di sedicente unità nazionale che condurrà probabilmente entro breve tempo all’installazione sul territorio di quella repubblica o di quel che ne resterà di un certo numero di missili NATO a testata nucleare puntati contro il territorio russo (è un film già visto sei anni fa in Georgia); e, in forza di quel medesimo golpe che l’ONU rischia di legittimare come libera espressione della volontà di un popolo, essa dovrebbe accettare altresì la perdita delle sue basi militari in Crimea, cioè dovrebbe perdere il suo sbocco al Mediterraneo (la realizzazione di uno scopo al quale la Russia ha teso fino dal XVII secolo: da Pietro I a Stalin).

Certo, sentendo il presidente Obama giudicare con tanta severità l’intervento russo in un paese straniero, viene da chiedersi se l’inquilino della Casa Bianca si sia mai accorto per caso di che cosa è successo a Kabul nel 2001 e a Baghdad nel 2003, perché anche lì mi sembra di ricordare che in tali occasioni una grande potenza calpestò brutalmente, con un futile pretesto, la sovranità di un piccolo paese (ben più lontano dagli USA, fra l’altro, di quanto l’Ukraina non sia dalla Russia).

D’altra parte l’amico e collega Marco Barsacchi mi fa notare – e io mi trovo del tutto d’accordo con lui – che è alquanto strano il fatto che nessuno, a proposito della crisi ukraina, si sia ricordato di quella kosovara di quindici anni fa, alla quale l’Italia ebbe la vergogna e il disonore di partecipare. Allora, dinanzi alla volontà secessionista dei kosovari albanesi e dopo la conferenza di Rambouillet del 6 febbraio 1999 (dopo i quali la Serbia aveva rifiutato la presenza militare della NATO in Kosovo, imposta per appoggiare i secessionisti), il 24 marzo avevano inizio i bombardamenti che provocarono purtroppo, per ritorsione, l’accanimento delle truppe serbe e delle milizia paramilitari che le appoggiavano e quindi l’appesantirsi dei bombardamenti NATO fino a quelli su Belgrado stessa.

Dal punto di vista del diritto internazionale e della stessa casistica diplomatica, il parallelismo fra la crisi serbo-kosovara e quella ukraino-crimeense stupisce. Ed è tanto spontaneo quanto legittimo chiedersi come mai i kosovari albanesi avessero tanto evidenti diritti del tipo analogo a quelli che la comunità internazionale oggi sembra orientata a negare agli ucraino-russi di Crimea; e perché i primi siano stati pesantemente a suo tempo appoggiati dalla NATO mentre l’appoggio russo fornito ai secondi debba essere internazionalmente illegittimo al punto da provocare quanto meno delle sanzioni contro la Russia.

Fortunatamente, la Russia di Putin non è la Serbia di Milošević e non accetterà né l’accerchiamento cui la NATO cerca di sottoporla da anni, né l’imposizione di ritirarsi dal Mediterraneo. Quanto a probabili sanzioni e al probabile accodamento del nostro paese a un diktat statunitense-europeo, pensi l’Italia a quanto essa dipende dai rifornimenti Gazprom, a parte le vacue vanterie dei supermanager dell’ENI che, in materia di scorte energetiche detenute dal nostro paese. A meno che quelle vacue vanterie non celino in realtà le prospettive di altri business, per esempio quelli di eventuali acquisti di gas arabo o cipriota: magari costerebbero di più al contribuente, però garantirebbero buoni profitti a qualche lobby (ma per questo rinvio a quanto con competenza e finezza già osservava Gianni Bonini sul n. 3, estate 2013, del periodico trimestrale “If”).

@barbadilloit

Di Franco Cardini

9 risposte a Ucraina. Cardini: “Il parallelo tra Kosovo e Crimea e il doppiopesismo occidentale”

  1. Non per fare polemica, ma i kosovari di etnia albanese sono stati oggetto di un genocido perpretato dai serbi. Non mi sembra che lo stato centrale della Ucraina abbia iniziato a massacrare la popolazione della Crimea, anzi mi sembra che ultimamente proprio quelle forze filorusse, pagate per fare i lavori sporchi come in Georgia, stiano tenendo una atteggiamento di arroganza e prepotenza contro le minoranze della Crimea.

  2. Ma cosa stai dicendo ? Qui gli unici ad aver subito un genocidio sono proprio i Serbi, unico baluardo ad aver fatto fronte agli
    Ottomanni che puntavano dritti a Vienna. L’ Uck albanese era un coacervo di trafficanti internazionali di droga sponsorizzati dalla Cia che da allora danno la caccia alla minoranza Serbo/kossovara.
    La propaganda occidentale non fa breccia nelle menti libere , come quella di Cardini, che ha denunciato da sempre il doppiogiochismo occidentale sulla pelle dei popoli. D’ altra parte erano propriobla ambienti giovanili della destra allenzina che allora difendevano gli Albanesi del Kossovo…. le destre antifasciste, che da sempre in politica internazionali non ne azzaccano una e’ stanno sempre dalla parte del loro padrone a stelle e a strisce ….

  3. Vedo che le opinioni basate su fatti storici acclarati dall’ONU (UNHCR) e dall’AIA che hanno portato Milosevic ed i suoi compari alla sbarra per crimini contro l’umanità fanno male. I Serbi hanno commesso un genocidio e anche questa è storia, alla pari, nella sostanza, da quanto perpetuato da Hitler con gli ebrei.

  4. L ‘ Onu ? L’ aia ? Certo organizzazioni super partes, Ah si ricordo c’ era la Boldrini quando come al solito hanno fatto i forti con i deboli …. Tipo come fanno gli israeliani dal 48 con i Palestinesi … D’ altra parte ci sono popoli, genocidi e persecuzioni piu’ eguali degli altri , nelle democrazie occidentali questa e’ la regola … A Sharon non e’ mai capitato quello che che e’ successo a Milosevic.
    Da una parte gli eroi , dall’ altra il cattiverio …..

  5. andateci in Kosovo e poi vedrete, liberatevi la mentye dalla lobotomizzazione.
    Ogni villaggio serbo ha all’ingresso un muro o una parete con su delle lapidi, due le date ricorrenti, 1998 1999, gli anni in cui quei serbi sono sapriti per non tornare più o trovati a pezzi; serbi rapiti dagli albanesi, espiantati degli organi venduti poi sul mercato europeo, ma i vincitori non si processano, si ammanta tutto col velo della liberazione (menzogna) e tutto diventa lecito, ovvio non si possono disturbare i vincitori ma li è successo il peggio del peggio appena al di là dell’adriatico a un ora di volo dall’Italia e sotto l’egida dell’ONU…

  6. pienamente d’accordo con l’analisi di Franco Cardini. Ricordo soltanto che in Kosovo, che tradizionalmente e storicamente ha senpre fatto parte della Serbia, e su una città europea e cristiana come Belgrado la NATO con l’avallo del governo D’Alema (!) non si peritò di usare le micidiali bombe all’uranio impoverito. Obama: da che pulpito viene la predica?

  7. Sandro, Roberta …. provate a spiegarlo ad Andrea che è ancora attaccato alla propaganda del verbo occidentale … dei Serbi cattivi e sterminatori dei poveri albanesi .
    L’UCK è mafia legalizzata sponsorizzata dalla CIA…

  8. In Kosovo si fronteggiano due diritti altrettanto validi: il diritto degli albanesi, diventati nel tempo la stragrande maggioranza, all’indipendenza e il diritto della Serbia a difendere i propri confini secolari perché il Kosovo è considerato la culla di quella Nazione. immaginiamo se il Piemonte, culla dell’unità d’Italia, si volesse rendere autonomo, lo Stato italiano ( supponendo che sia governato da gente seria, ed il dubbio è enorme….)interverrebbe duramente per impedirlo e ne avrebbe ben donde.

  9. …articolo calzante….soprattutto nel parallelismo con il caso kossovaro che evidenzia il tipico doppiopesismo della comunità internazionale…lo stesso che forse è stato utilizzato pro Russia per la Cecenia o pro Cina per il Tibet…
    …forse il paragone con i vari interventi armati in Afghanistan e Iraq non rendono al massimo alla causa dell’articolo che rimane comunque condivisibile nel significato complessivo…
    …dilungarsi sulle effettive responsabilità in termini di crimini contro l’umanità in Kossovo tra serbi e Albanesi appare sterile e ormai acronistico…nella misura in cui quella guerra civile (o meglio le guerre civili jn tutti i balcani) sia considerata in maniera incontrovertibile una vergogna della razza umana…e credo che questo sia l’unico dato certo che ci consegna la storia dal quale prendere le mosse e per valutazioni future…possibilmente con meno errori…

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