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Calcio. Salernitana-Nocerina derby farlocco: perde solo la tessera del tifoso

Pubblicato il 10 novembre 2013 da Bruce Grobbelaar
Categorie : Sport/identità/passioni


2013-11-10 12.45.54In serie C1, a Salerno, si è consumato il funerale della tessera del tifoso.
Salernitana e Nocerina non si incontravano più da venticinque anni, sono bastati venti minuti per dar vita ad uno spettacolo penoso i cui responsabili sono davvero troppi.

Le prime avvisaglie arrivano all’Arechi a mezz’ora dall’inizio ufficiale del match, previsto per le 12 e 30. Già da tempo, gli ospiti della Nocerina avrebbero dovuto iniziare il riscaldamento pre-partita, ma sul rettangolo verde ci sono soltanto i calciatori di casa della Salernitana. Già da una ventina di minuti ha cominciato a diffondersi una voce: “Hanno minacciato quelli della Nocerina, la partita non si gioca”. Sulle prime, quella filama per dirla con Camilleri e il suo Montalbano, sembrava essere solo una delle tante filastrocche che si recitano prima dello scontro sul campo tra due squadre la cui rivalità è ancestrale, irrecuperabile. Ma c’era qualcosa di vero. I calciatori ospiti sono rimasti chiusi nel loro bus e non scendevano ancora: adesso sono le 12 e 10, mancano venti minuti al fischio d’inizio. C’è qualcosa che non va. A parlare con i nocerini ci va il Questore di Salerno, Antonio De Iesu che tenta la mediazione. I loro tifosi, raccontano, hanno intimato di non giocare la partita. Tutto questo perché, dopo mesi e mesi di incontri, summit e promesse di far disputare la gara a porte aperte, è stata loro vietata la trasferta a Salerno. Il conciliabolo tra forze dell’ordine e squadra ospite partorisce un accordo. La partita si giocherà. Ne dà notizia anche lo speaker dello stadio, i quasi diecimila spettatori dell’Arechi prorompono in un grido di sollievo. Manca qualche minuto alle 13, l’incontro è già slittato di mezz’ora.

In quindici minuti le squadre si presentano in campo. Cinquanta secondi e il tecnico della Nocerina fa tre sostituzioni. E’ un’ammissione di colpa, il pubblico di casa subodora l’inganno che, tempo venti minuti, si è bell’e consumato. I ventidue calciatori in campo giocano a bocce, più che a pallone. Poi, uno alla volta, cinque giocatori della Nocerina finiscono fulminati a terra. Gravemente infortunati tanto da non poter proseguire il match, le sostituzioni sono state già esaurite e gli ospiti finiscono la gara in sei. Il regolamento, in questo caso, impone l’interruzione della partita e così accade.

Sul cielo di Salerno volteggia un aereo pubblicitario: “Rispetto per Nocera e per gli ultras”. La curva della Salernitana ha già srotolato uno striscione: “La tessera la imponete e poi ve ne fottete. Vergogna”. Già, perché i tifosi della Nocerina hanno sottoscritto già in tempi non sospetti (due anni fa, ai tempi della B) la tessera del tifoso che avrebbe dovuto garantire loro trasferte libere in ogni dove. Evidentemente, però, non a Salerno. E senza presentarsi nemmeno all’Arechi sono stati capaci di impedire lo svolgimento dell’incontro, presentandosi in massa all’albergo che ospitava il ritiro dei loro calciatori.

La Questura ha già annunciato indagini serrate e c’è da aspettarsi una raffica indefinita di Daspo, diffide ed altri ‘provvedimenti amministrativi’ se non addirittura procedimenti penali. Se minacce ci sono state, si tratterebbe di reati. La ‘tracciabilità’ dei sostenitori garantita dalla tessera però, in questo caso, non servirà proprio a nulla…

Di Bruce Grobbelaar

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