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La lettera. La destra divisa è destinata a morire: ci vuole un solo partito

Pubblicato il 27 ottobre 2013 da Lorenzo Galligani
Categorie : La Destra riparte da...

alleanza nazionaleIl momento è decisivo, probabilmente si tratta dell’ultima chiamata, dell’ultima fermata prima del capolinea. Il nove Novembre si terranno due manifestazioni, ancora divise: da una parte il “centrodestra nazionale” di Giorgia Meloni e Guido Crosetto, dall’altra la “destra missina” di Storace e dei movimenti e partiti, tra cui quel che resta di Futuro e Libertà, che intendono, senza tanti giri di parole, ricostituire Alleanza Nazionale.
Per quante difficoltà ci siano nel comporre fratture che nel tempo si sono allargate sarebbe importante che i capitani ascoltassero la ciurma: l’unico coro che sentirebbero sarebbe certamente un invito all’unità.
Per tutti questi anni, con la lunga agonia degli aennini nel PDL berlusconiano e le gabbane voltate dal si spera definitivamente tramontato Fini, con la tenace resistenza de “la Destra” storaciana e successivamente il moto d’orgoglio coronato da successo dei fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, il patrimonio umano, culturale e politico ereditato dal MSI e poi da AN è riuscito a sopravvivere grazie all’impegno e al sacrificio della base e dei militanti impegnati in tante piccole iniziative, nei circoli e nelle associazioni culturali, nei partiti e nelle correnti.
Adesso basta. Ve lo chiede uno di questi militanti, un venticinquenne che per anni ha dedicato le proprie energie a tenere legati i fili di un mondo ideale che sentiva assottigliarsi di anno in anno.
Adesso è necessario ritrovare l’unità e ricompattare le fila e di restituire alla nazione una destra credibile con una classe dirigente preparata ed entusiasta.
Tutti gli interpreti hanno i loro meriti; Giorgia Meloni, con Guido Crosetto ha avuto il grande merito di “salvare” elettoralmente la destra e di svincolarla dall’abbraccio mortale piddiellino mentre Francesco Storace ha tenuto per anni in vita con grande coerenza un certo modo di vedere la destra e adesso è riuscito a raggruppare altri frammenti di destra con l’obbiettivo, chiaro dopo Orvieto, di perseguire un progetto comune.
Per anni la ciurma ha seguito i capitani confidando che questi sapessero verso dove spiegare le vele, perchè, come scriveva Seneca, “non v’è vento favorevole per coloro che non sanno verso quale porto dirigersi”,  adesso è arrivato il momento che per evitare il naufragio(cioè fuor di metafora l’esaurirsi dell’entusiasmo che ha tenuto in vita il nostro mondo in questi anni), o l’ammutinamento, (cioè il fiasco elettorale), i capitani seguano la ciurma in una sorta di “diserzione in avanti” di dannunziana memoria.
I punti in comune certamente non mancano, una piattaforma programmatica che prenda le mosse dall’universo culturale aennino e dalle tematiche innovative portate avanti dal Frònt Nationàl francese, che tutti citano ma nessuno sembra voler imitare sicuramente incontrerebbe l’entusiasmo dei “vecchi” elettori di AN e anche dei giovani che, come me, non aspettano altro che di non doversi più vergognare di appartenere ad una formazione politica.
Mi rivolgo a coloro che in questo momento stanno lavorando nei vari comitati: la prima necessità è che ci sia una sola destra, non importano i nomi o le sigle, una sola piattaforma programmatica e una casa comune.
Non sbagliate ulteriormente, non abusate ancora della pazienza della base: divisi si muore.

Di Lorenzo Galligani

6 risposte a La lettera. La destra divisa è destinata a morire: ci vuole un solo partito

  1. Ma cosa c’è di destra in FLI, Fini e Salvatore Tatarella? Nulla. Ma soprattutto, tutti gli elettori di destra che stanno riscoprendo l’entusiasmo di fare e di credere nella politica grazie a Fratelli d’Italia e a Giorgia Meloni, cosa avrebbero a che fare con chi ha sostenuto e incoraggiato Monti alle ultime elezioni politiche? Nulla, anche in questo caso. Con loro non vogliono avere nulla a che fare e la Meloni che sa ascoltare la base questo lo sa. Lei farebbe bene semmai a non prenderli proprio in considerazione. Mi spiace per Storace, ma è arrivata anche per lui l’ora di farsi da parte e invece passa ogni ora della sua vita a scrivere un sacco di fesserie sul suo blog proprio contro la Meloni che più passa il tempo e più dimostra di avere molto più coraggio e carisma di tutti loro messi insieme. La destra c’è già ed è Fratelli d’Italia, prima se ne fanno una ragione e meglio è, anche perché secondo me già alle prossime elezioni spopolerà!!!!!!

  2. sono molto curioso di vedere alle prossime elezioni euoropee ,con quale partito si apparenteranno questi due squallidi personaggi(storace e meloni),visto le percentuali nettamnete inferiori al 4%.questi due e le loro corti di cortigiani e carrieristi,rappresentano la destra che ho sempre disprezzato.la mia speranza e che vengano spazzati via….e non mi interessa sapere il modo, l’importante e che scompaiano!!

  3. Ho ascoltato Storace alla Zanzara balbettare su Priebke ed ho ricordato che una posizione così vigliacca non se la sarebbe permessa neanche l’ultimo dei militanti missini prima del colpo di stato di Berlusconi, complice Fini, del 1994, cioè la creazione clandestina del programma antifascista di AN.
    Se non si rimuove quel tradimento, costruito a tavolino ed imposto a migliaia di dirigenti e militanti “affamati” di potere illusorio (perché tanto sempre di briciole si sarebbe trattato), inutile fare riunioni ed usare il termine Destra che solo disgrazie ci ha arrecato, fin da quando, sbagliando, Almirante lo aggiunse al MSI.
    Non si tratta di tornare alle radici, ma di rimuovere le radici antifasciste di AN.
    Perché è l’antifascismo il male d’Italia, anche se non si è fascisti.

  4. Io questo feticcio dell’unità non lo capisco. Certo non mi piace lo spezzatino elettorale degli ultimi anni, che sembra frutto di personalismi più che di idee politiche diverse, ma qui ci sono due o tre cose che distinguono almeno due anime nella cosiddetta “Destra”:
    1- Politiche economiche: non si può tenere assieme chi sostiene la ricetta liberista e le privatizzazioni di tutto e chi vuole un ruolo per lo Stato a protezione dei settori strategici nazionali;
    2- Euro: anche qui c’è una netta differenza tra chi ripete che l’Euro è irreversibile e chi invece se ne vuole liberare;
    3- Unione Europea: impossibile convivere se una parte ripete il mantra che la soluzione al problema Ue è più Ue ed un’altra invece vorrebbe ridiscutere il senso di questo organismo per come si è evoluto negli ultimi anni.

    Ci sarebbe molto altro da dire, ma già solo questi tre punti dovrebbero far riflettere sul fatto che l’unità dovrebbe basarsi su idee programmatiche condivise e non sulla semplice necessità di contrapporsi all’altra parte politica.

  5. Lorenzo:Luciano è stato sintetico e chiaro. Il programma di quella che viene chiamata destra è nel vecchio ed attualissimo art. 1 dello Statuto del Movimento Sociale Italiano. Andatelo a leggere; non è preistoria. E’ il punto di ripartenza e di attacco dal quale, chi vuole, può ripartire. Ricordando anche che oltre il liberal/capitalismo ed il comunismo esiste ancora ed ancora esisterà la socializzazione. Da quella si parte ; in caso contario, c’è sempre una Meloni od uno Storace di turno. Come sarebbe bello discorrerne! Auguri.Datevi da fare.

  6. mettetevi il cuore in pace con questi personaggi ri-cicciati, squalificati ed impresentabili, nn ci sarà consenso dagli ex-camerati. chiaro a tutti?

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