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Il caso. Le marocchinate colpirono anche i soldati italiani prigionieri dei francesi

Pubblicato il 24 Novembre 2019 da Com/red
Categorie : Cronache

Si è svolta ieri pomeriggio, sabato 23 novembre 2019, nell’auditorium comunale di Morolo (FR), la presentazione del libro “Le marocchinate, cronaca di uno stupro di massa”, scritto da Emiliano Ciotti.

A fare gli onori di casa Enzo Moriconi, che ha moderato il dibattito e Chiara Evangelisti, consigliere comunale della lista “Morolo Futura” che ha letto alcuni documenti ufficiali e diari che narrano le violenze compiute dai coloniali francesi anche nel territorio di Morolo.

In apertura del dibattito è stato proiettato un filmato sulla vergogna delle marocchinate. Poi è stata la volta del professor Biagio Cacciola, docente di filosofia, che ha ricordato il recente danneggiamento a Parigi, per opera dei gilet gialli, del monumento eretto in onore del generale Juin, che nel secondo conflitto mondiale comandò le truppe coloniali e tollerò le loro tristi gesta. “I colonialisti francesi tennero a freno i magrebini – ha detto Cacciola – poi li mandarono all’assalto della linea Gustav, promettendo loro il diritto allo stupro e alla razzia. Una volta sconfitti i tedeschi li lasciarono liberi di sfogare la loro bestiale violenza contro la popolazione civile.”

Il giornalista e ricercatore storico Silvano Olmi ha riassunto le vicende storiche di questa tragedia. “Se l’Italia fosse un paese normale – ha commentato Olmi – della tragedia delle marocchinate si parlerebbe da sempre. Invece, le donne e gli uomini che subirono violenza e spesso furono uccisi, ancora oggi non sono ricordati adeguatamente. Per questo, abbiamo inviato ai comuni colpiti nel 1944 da questo flagello una mozione per chiedere l’intitolazione di vie e piazze alle vittime e l’istituzione di una giornata in ricordo di questa tragedia nazionale.”

Il presidente nazionale dell’ANVM, Emiliano Ciotti, ha sottolineato l’importanza della presenza dell’associazione a Morolo. “Purtroppo Morolo è uno dei pochi comuni a non aver approvato la mozione in ricordo delle vittime delle violenze – ha esordito Ciotti – lo diciamo senza alcun rancore e con un filo di amarezza. Occorre sfatare una bufala storica. La storia della carta bianca, delle 50 ore di libertà concesse ai coloniali per compiere le loro nefandezze, è un espediente, una fake news dell’epoca per restringere le violenze alla sola Ciociara e a un breve spazio temporale. Invece, le marocchinate iniziarono in Sicilia e terminarono alle porte di Firenze. Le violenze dei coloniali francesi contro gli italiani non colpirono solo la popolazione civile – ha reso noto Ciotti, anticipando una scoperta clamorosa – abbiamo rinvenuto nell’Archivio Centrale dello Stato di Roma dei voluminosi fascicoli che elencano una serie di innumerevoli atti criminali, compiuti contro i nostri soldati italiani prigionieri nei campi di concentramento francesi. Usarono i magrebini per vendicarsi della dichiarazione di guerra dell’Italia nel 1940.”

Di Com/red

6 Responses to Il caso. Le marocchinate colpirono anche i soldati italiani prigionieri dei francesi

  1. Fossimo stati un popolo vero, una nazione avremmo lottato, ucciso ogni soldato nemico a portata di mano ecc. ecc. Invece abbiamo fatti gli italiani, purtroppo, anzi ricevavamo gli Alleati con fiori e fanfare…

  2. Serve a poco dirlo adesso, anche se le italiane continuano ad essere offese e talora violentate, tra gli applausi di pretacci e comunistoni…

  3. I francesi gollisti come Juin e molti altri sono sempre stati profondamente schifosi d’animo, sia con i propri connazionali, sia con gli stranieri… Particolarmente vigliacchi sul campo di battaglia (infatti facevan combattere marocchini, senegalesi, ecc.) quanto fuori di esso con le persone inermi. Luis Renault, anziano e malato, fu ucciso a pugni in carcere, ad esempio… e così centinaia di migliaia d’altri…

  4. “I colonialisti francesi tennero a freno i magrebini – ha detto Cacciola – poi li mandarono all’assalto della linea Gustav, promettendo loro il diritto allo stupro e alla razzia. Una volta sconfitti i tedeschi li lasciarono liberi di sfogare la loro bestiale violenza contro la popolazione civile.”: a me risulta che i Tedeschi, dopo la sconfitta di Montecassino, suggerirono alla popolazione civile di allontanarsi da Esperia e da altri comuni ciociari, per l’imminente arrivo dei goumiers. Attribuire una qualche corresponsabilità a loro, sulle atrocità commesse dai Marocchini, mi pare francamente poco onesto. Piuttosto quello che non comprendo è, ma dov’erano i soldati del Regio Esercito?

  5. Non c’era un vero esercito cobelligerante, solo qualche reparto inglobato nelle Armate alleate. Chiaramente i tedeschi, i soldati più disciplinati del mondo, che mai si abbandonavano a stupri di gruppo, non hanno responsabilità alcuna… Poi, i soldati del Regio Esercito avrebbero in ogni caso ‘guardato dall’altra parte’, come tipico anche di tutte le nostre forze della cosiddetta sicurezza… Poi, certo, ci sono talvolta anche i Salvo d’Acquisto…

  6. Mio padre lo sentivo raccontare che i tedeschi,disciplinatissimi,chi rarissimamente commetteva uno stupro veniva immediatamente eliminato.I tedeschi non erano i barbari che la propaganda rossa vigliaccamente racconta.. Certamente i Tedeschi d’oggi sono tutt’alta realtà..

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