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Focus (di M.Veneziani). Il caso dell’esumazione di Franco e l’antifascismo tombale

Pubblicato il 26 Ottobre 2019 da Marcello Veneziani
Categorie : Esteri Politica
Francisco Franco

Francisco Franco

Con un atto lugubre e disumano il governo di sinistra spagnolo, col plauso dei media e della sinistra italiana, se la prende col cadavere di Francisco Franco a 43 anni dalla sua morte e lo caccia dalla sua tomba.

La Spagna si divide, il mondo tifa per la macabra svolta di sinistra ma a noi sembra di vedere un film horror in versione Almodovar. Mille problemi, una crisi gravissima, un paese spaccato tra baschi, catalani e indignati; ma la sinistra spagnola, giunta di straforo e in netta minoranza al governo della Spagna, mentre caccia un altro vagone di migranti nel silenzio assordante dell’eurosinistra, compie questo atto politico e simbolico di cui è evidente l’urgenza stringente e la necessità assoluta. E non solo. Come bestie necrofobe, assatanate di odio e di morte, gli eurosinistri respingono con sdegno l’idea civilissima di Franco di seppellire nella stessa valle dei caduti, le vittime di entrambi i versanti, franchisti e antifranchisti. Per loro perfino la morte non è una livella, come diceva perfino Totò, e non c’è pietà cristiana per i morti di tutte le parti; no, dobbiamo distinguere in un macabro razzismo cadaverico, i morti buoni dai morti cattivi, le vittime dagli assassini.

Ora, sarebbe facile rovesciare la frittata e raccontare di quanti assassini erano dalla parte dei repubblicani antifranchisti: stupri ed eccidi di suore, comunisti che massacravano persino anarchici combattenti dalla loro stessa parte, stragi senza pietà. Al punto che perfino partigiani antifascisti che erano andati in Spagna a combattere contro Franco se ne ritrassero disgustati. Simone Weil raccontò con raccapriccio di un ragazzo falangista di 14 anni che per non aver voluto rinnegare la sua scelta fu ucciso senza pietà dagli antifascisti. E Orwell, e il nostro Randolfo Pacciardi, antifascisti fieri, tornarono dalla Spagna fieramente anticomunisti dopo aver visto i massacri compiuti dai rossi. Dunque non stiamo parlando di vittime e carnefici ma di una guerra civile in cui le vittime e i carnefici erano perlomeno disseminati da ambo le parti. E fu un atto di civiltà e di pietà cristiana averli voluti onorare e seppellire vicini; magari lo avessimo fatto anche noi in Italia o loro nei paesi comunisti.

Il regime di Franco fu un regime autoritario, catto-militare, nazionalista e paternalista, un po’ come Salazar in Portogallo. Contava molto la Chiesa e la sua longa manus, l’Opus dei, nella Spagna franchista. Ma quel regime odiosamente repressivo, non eresse muri per impedire che la gente scappasse dalla Spagna, si poteva andar via dalla Spagna senza problemi. Del resto a fronte di intellettuali che scelsero con dignità la via dell’esilio (ne cito una per tutti, Maria Zambrano che venne in Italia), ci furono viceversa intellettuali fuggiti dal comunismo che andarono a vivere in Spagna (ancora uno tra tanti, Vintila Horia). Franco non fu fascista, ma autoritario; i fascisti, semmai, furono con Josè Antonio, con la Falange, che Franco emarginò dal potere per il loro programma nazional-rivoluzionario.

Vorrei ricordare a chi – come nel medioevo – disseppellisce i cadaveri per maledirli dopo la sepoltura, che la dittatura di Franco salvò la Spagna, l’Europa e l’Occidente da una dittatura comunista e staliniana, ben più cruenta, che si stava profilando con la vittoria dei “rossi” e che avrebbe messo a rischio l’Europa intera. E non solo: salvò la Spagna anche da Hitler perché non entrò in guerra al suo fianco, come fece purtroppo l’Italia di Mussolini. E dunque concorse a salvare l’Europa da Hitler. Tutto questo certo non attenua la nera ombra della dittatura, anche se alla sua morte, per sua volontà, fu ripristinata in Spagna la Monarchia Costituzionale e dunque la Democrazia parlamentare.

Però tutti questi argomenti che spiegano in modo assai diverso la storia del Novecento, spariscono di fronte alla bestiale decisione di rimuovere un cadavere, aprire una tomba, spostare i morti buoni per separarli dai cattivi…E lì, di fronte alla barbarie del gesto, non sai se restare più impressionato dalla crudeltà carognesca, sciacallesca dei fautori o dalla loro altrettanto iperbolica demenza…

Di Marcello Veneziani

14 Responses to Focus (di M.Veneziani). Il caso dell’esumazione di Franco e l’antifascismo tombale

  1. La cosa piuttosto singolare è semmai che i sinistri nostrani che si riempiono la bocca di Antigone,come esempio di personaggio che si ribella alle leggi umane quando ritenute ingiuste in nome di princìpi superiori(così da giustificare le loro stupidaggini in fatto di disobbedienza alle norme sull’immigrazione che non gli garbano…),non colgano che,proprio questo personaggio del mito da loro tanto apprezzato,sostanzialmente lottò per fare ottenere una degna sepoltura al fratello Polinice,rappresentante la parte “sbagliata”,sconfitta,traditrice e disprezzata della vicenda culminata con l’assedio dei 7 contro Tebe….Proprio quel diritto ad una sepoltura onorevole che viene negata di continuo dal ’45 in poi a tutti gli sconfitti della Storia,siano essi i Franchisti,i gerarchi nazisti,Bin Laden,etc ; e persino(a distanza di 150 anni)le tombe e le statue dei soldati confederati danno fastidio,ai mortiferi guardiani del pensiero unico…

  2. Quello che a me è chiaro, non ai vari De Benoist ed a tutti quelli che anche qui vaneggiano di un impossibile superamento di destra e sinistra, è che la sinistra è sempre quella di Ekaterinburg, di Piazzale Loreto e delle ausiliarie adolescenti violentate ed uccise. Con loro, animali feroci, vigliacchi e stupidi, nessun dialogo è possibile. Ovunque. Altro che consumismo!!!

  3. Che la sinistra sia sempre la sinistra ci può stare. Ma allora indica ai poveri illusi una destra ( quella che piace a te Guidobono)che abbia saputo coniugare progresso, ricchezza diffusa per tutti, diritti sociali ed anche individuali (mettiamoci anche questi per bon pat come si dice dalle nostre parti) che abbia garantito sanità e lavoro per quasi tutti ( escludiamo i nullafacenti) che abbia insomma garantito alla comunità che l’ha portata al governo un futuro , non dico radioso, ma sereno e protetto dalle turbolenze internazionali.
    Se , come penso, non esiste allora verrebbe naturale dire che anche la destra è sempre la destra. Ed allora anche tu vaneggi di un mondo tutto tuo che in terra non si è ancora realizzato.
    Allora tanto vale tentare di andare oltre

  4. Le sinistre hanno questo grande potere di dividere una comunità nazionale, per una ragione molto semplice, perché per esse l’appartenenza ideologica viene prima di quella nazionale. Almeno le sinistre occidentali, perché quelle dell’Europa orientale mi sembra che in molti casi coniugano il patriottismo con il socialismo, tipo i Socialdemocratici slovacchi. Veneziani scrive “salvò la Spagna anche da Hitler perché non entrò in guerra al suo fianco, come fece purtroppo l’Italia di Mussolini.”: probabile, ma la Germania nazista la guerra l’ha persa perché aveva l’Italia fascista come alleato, debole militarmente. Franco, scongiurando l’ingresso della Spagna nella Seconda guerra mondiale, ha salvato la sua nazione da un nuovo disastro dopo la Guerra civile, e il Franchismo, mentre Mussolini facendo entrare l’Italia in guerra, l’ha mandata al disastro e ha causato la fine del Fascismo. Anche se, a distanza di 80 anni, sono sempre più numerosi coloro che sostengono che Mussolini voleva rimanere neutrale perché consapevole del fatto che non poteva vincere la guerra, ma che lo Stato Maggiore dell’Esercito legato al Re, lo pressò per fare questa scelta suicida, consapevole del fatto che era tale per causarne la caduta. Ma se fosse vero, fu un modo di agire infelice, visto che poi dopo il Fascismo cadde pure la monarchia sabauda con il referendum del 1946, il cui esito è stato determinato dai brogli socialcomunisti.

  5. Sono della stessa opinione di Guidobono,i spartigiani che guidobono menziona prima ed i suoi nipotini dopo, i vari Orfini Speranza Orlando etc.Cosa hanno e stanno combinando di cosi’eclatante per armonizzare il sociale ITALIA??Solo conflittualità,privilegi per i loro adepti,pressapochismo nel creare concordia nella popolazione anzi creando uno scontro pregiudiziale perenne abusando sapendo che sono in possesso di tutto l’apparato di potere vero.In questa risaputa realtà come sia possibile un dialogo costruttivo che avrebbe come bene primario il bene del paese.Stabilità politica con programmi di lungo corso,che dovrebbero essere essenziali visto in che condizioni ci hanno ridotto..La destra non è mai stata al potere,nel vero senso del termine.Ha dovuto sempre spendere le proprie energie per difendersi da vigliaccate e soprusi di ogni genere solo per sopravvivere,quindi come si puo accusare la destra della realtà sociale odierna?? La destra ha contro non solo tutto l’establishment potere Italiano ma anche quello internazionale.Ci vanno tempi lunghi per la destra,cambiare strategia pensando alle manchevolezze del passato e non sarà certamente Salvini farlo,purtroppo..

  6. No, Werner. Non siamo assurdi, ci sono testimonianze a profusione. Mussolini decise di entrare in guerra quando la disfatta della Francia era ormai chiara e la pace pareva prossima. Gli serviva qualche migliaio di morti per sedersi al tavolo ed arraffare qualcosa. Il fascismo era sopravvissuto per anni parlando della prossima guerra. Non ti ricordi le canzoni? Certo una cosa è cantare l’altra combattere e morire…Ed evitare, allora, di essere circondato dalle forze potenzialmente ostili della Wehrmacht. Una giocata o bluff finiti male, ma allora appoggiati da Re ed Esercito, chiaramente. Ma nel ’40 non per far cadere Mussolini! Franco era un caso diverso. Si era impegnato con gli inglesi a non far nulla per cercare di toglier loro Gibilterra, fin dal 1936, per poter ricevere aiuti militari (le truppe volle mandarle Mussolini e Franco le accettò molto controvoglia. Diverso il caso della Legione Condor tedesca…). E così fece. Anche perchè il suo esercito era ormai ben poca cosa. Ed alla fine così potè sopravvivere, annacquare ogni discorso ‘fascio-falangista’, dar le basi agli americani ecc.

  7. Werner. Anche senza l’alleato Italia la Germania la guerra alla fine l’avrebbe persa comunque! Questo lo sapevano benissimo anche molti militari tedeschi. La ‘guerra lunga’ non potevano vincerla, assolutamente.

  8. Valter. Non si tratta d’inseguire utopie e neppure di possedere ricette sicure. Noi possiamo osservare, al di là dei nostri maiali rossi, ciò che ha fatto la sinistra marxista dove è andata al potere, nel mondo. E questo dovrebbe bastare per capire da che parte stare.

  9. Ogni tanto Veneziani la fà contro vento..Non sono daccordo sulla sua analisi politica.I tedeschi non erano dei barbari e Mussolini non aveva colpe ..Un intellettuale del suo livello non dovrebbe farsi forviare dalla solita propaganda di potere,ma informarsi su quella alternativa che è supportata da documenti e testimonianze.

  10. Non è che cercando strade nuove si dimentica quella di casa

  11. Meglio non rischiare!! Altrimenti che razza di Italiani saremmo..molto meglio aspettare il Panariello che cala dal cielo..

  12. E comunque la Spagna di Franco non aveva bisogno di muri e barriere (come l’Europa comunista del Patto di Varsavia, che tanto piace a parecchi presunti antiglobalizzatori…) per impedire agli spagnoli di andare altrove o tornarvi.

  13. Onore al Caudillo. E come ben dice Gabriele Adinolfi sul proprio profilo twitter, rivolgendosi a Franco: “Fai paura anche da morto, son vigliacchi senza nome.”

  14. Grande Adinolfi,il suo giudizio è terribilmente vero,a me fa’particolarmente piacere, sapere che qualche brace è rimasta..

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