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Cinema.  Se in duemila vogliono recitare nel film su Gabriele d’Annunzio

Pubblicato il 25 Gennaio 2019 da Renato de Robertis
Categorie : Cinema Cultura

Gabriele D’Annunzio

Imaginifico, ma quanto attrai ancora! È un destino storico tra un trip  letterario e una carovana di giovani o meno giovani catturati dal vate pescarese, da “Il  cattivo poeta”, per dirla con il titolo del film del regista Gianluca Jodice; il quale, solo un mese fa, ha cercato delle comparse; ne ha avuto bisogno di duecento; si sono presentate duemila: esili mondani, quarantenni coi baffi aguzzati, femmine lombarde o sicule. Quel cattivone politicamente scorretto, l’italico d’Annunzio, che già al suo tempo fu intellettuale post-ideologico, “al di là della destra e della sinistra”, ha attirato fans a Gardone di Riviera: qualcuno è andato sul Garda per buscar ottantasette euro a giornata come comparsa; qualcun altro è corso lassù per viver l’illusione dannunziana nel set cinematografico.

Non ci avrebbero mandati sul lago quei prof tanto chic che volevano cancellare  il divin cantore,  giacché insincero, prefascista, maschilista!, come urlava il mio prof di Lettere, tessera del Pci nel suo portafogli !  Adesso, però, c’è un popolo di attori di sfondo che vuol mettere la testa  nel film di Jodice, in una produzione italo-fancese, benedetta pure dal Ministero di  Alberto Bonisoli.

Il cast è interessantissimo: Sergio Castellito  è il Gabriele nazionale, poi  ci sono Tommaso Ragno, Fausto Russo, Elena Bucci,.. E c’è la febbre che sale  perché il film qui s’ha da fare,  col poeta e gli anni Trenta, con la décadent casa-museo sul lago, con la sensualità  di un’esistenza agitatrice.

I film sul poetone son scomparsi da anni. Chi ricorda Robert Powell, con troppi capelli per essere d’Annunzio, in un’opera del 1987?  Chi, in due ore al liceo, si abbeverò a ‘L’Innocente’ di Lucchino Visconti, opera  del 1976? La memoria si allunga: riappare un ‘Giovanni Episcopo’ di Alberto Lattuada del 1947, film su un romanzo di corna e fughe. Anni fa, ai tempi del ministero Gasparri, girava tra Bari e Roma un’attrice-registra che domandava  idee su un film da farsi sul Comandante fiumano. L’attrice-registra aveva pure gli occhi belli, però il film non si fece.  Nel 2002 o 2003, quel Centro-Destra forzuto, con tutta una corte di sceneggiatori, non riuscì a produrre una pellicola sugli eventi dannunziani del primo dopoguerra; non riuscì; quindi un acuto maligno scrisse di non dire alla Destra di fare arte perché questa si smarrisce.

Un altro d’Annunzio  potrebbe arrivare sul grande schermo. Speriamo che non sia unicamente un Gabriele vecchiardo desideroso di figliole nelle alcove del Vittoriale; e fantastichiamo che, nel film di Jodice, ci sia l’uomo che visse, fortemente visse, altro non fece che vivere; che scrisse  dopo aver scrutato nella bocca della Morte, ricordò sempre i compagni accoppati dall’Austro-nemico, narrò la temerarietà sino agli ultimi giorni. Lui, tanto snob, fece di tutto per allontanarsi dall’imborghesimento; e arrischiò tanto. Non conosciamo la sceneggiatura de ‘Il cattivo poeta.’ Sarà un’altra opera sul vecchio maestro corruttore editoriale per le proprie pagine  eticamente discutibili? La pensava in tal maniera il papa laico Benedetto Croce.Tuttavia, se fosse così, non sarebbe film originale.

@barbadilloit

Di Renato de Robertis

5 Responses to Cinema.  Se in duemila vogliono recitare nel film su Gabriele d’Annunzio

  1. “Lui, tanto snob, fece di tutto per allontanarsi dall’imborghesimento”. Ma davvero? Girava in Isotta Fraschini, viveva in una casa strapiena di falsi, il farmacista gli vendeva la coca e volenterose aiutanti gli cercavano le mignotte… Tanto Mussolini, dopo aver optato per riempire d’oro il dente cariato del Vittoriale, anzichè estrarlo, pagava tutto… Ed il principe di Montenevoso faceva pure l’antiborghese? Questa mi è nuova…

  2. Scandali, duelli, avventure militari, Sperelli aristocratico.. . e altro… Ciò non é mica di un borghese! Il suo andare in
    Parlamento ‘verso la vita’è poco borghese
    Forsee un borghese di nascita divenuto antiborghese.

  3. Giuseppe. I borghesi dell’epoca non erano solo i salumai all’angolo della via, ma anche tutti quelli che, potendo, imitavano il modo di agire e vivere dell’aristocrazia in declino, duelli compresi. Il suo “andare verso la vita”, solo mutando la cadrega in Parlamento (!) era una vacua ed altisonante declamazione per occultare il quasi nulla dell’opzione…, come un Tory che passava tra i Whigs o viceversa in Gran Bretagna … Mica per protestare D’A. si era dato fuoco come Jan Palach o un bonzo buddista… Ma quale antiborghese, suvvia! Che cosa esiste di più italianamente borghese del puttaniere incallito?

  4. D’Annunzio era malato di esibizionismo, questa è la verità, oltre al suo ovvio valore di letterato. Circa l’eroe di guerra, ancor più esibizionista, preferisco glissare…

  5. Guidobono sei ingiusto con D’Annunzio.

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